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focus group viareggio

Post n°67 pubblicato il 04 Aprile 2009 da eticamedia

FOCUS GROUP VIAREGGIO

 

Nell’occasione dell’evento organizzato a Viareggio dalla SCUOLA DELLA PACE e dal Comune, di cui c’è nel blog c’è qui di seguito il programma, si sono realizzati dei focus group, per fare un’esperienza di conversazione libera e regolata, orientata alla relazione finale.

 

Ambra Benucci, Alessandro Cortopassi, Valentina Battistoni, Luca Garibaldi, Simone Conserva hanno discusso insieme il tema:Etica e comunicazione

Schema del focus - Oltre famiglia scuola e chiesa, quali sono i luoghi dove ci si fa aggrega?Condividi il parere di Comenio, che quando due uomini sono insieme, si ha un rapporto di formazione – Dove scegli le idee più conformi al tuo modo di vedere? -  Hai mai pensato che da secoli la Chiesa ha un ufficio di comunicazione stabile nelle parrocchie?

Relazione finale:   Gli eventi TV risultano come luoghi di socializzazione, e quindi di formazione, in senso lato. Perché è vero che quando si sta insieme ognuno educa l’altro, insegna il proprio punto di vista. Ma tante cose si apprendono dalle istituzioni, dallo Stato, che ha ipito di indirizzare le menti dei giovani; la famiglia contribuisce in modo sostanziale. Però ognuno si fa delle idee a seconda della propria indole e principi. Molti sono attratti dalle idee che animano gli spettacoli televisivi, e su questo manca la formazione, utile specie per i bambini piccoli. Si può ovviare parlandone, discutendo con gli altri con metodo, così che gli input negativi, contestualizzati, divengano base di un giudizio critico – è impossibile chiudere l’audio. La Chiesa ha molta esperienza di comunicazione, oggi meno di prima, i praticanti giovani non sono molti, contrariamente a prima. Ma i parrocchiani preferiscono una informazione controllata, vietano molti libri: il che spinge altrove.

 

Giacomo Ricci, Lorenzo Bifera, Bruno Peirone, Nicola Pardini, Veronica Giunta, Priscilla, Jessica, hanno discusso il tema: Etica e media.

Schema del focus: Qual è la nostra comunità? - Si può pensare un’etica per la televisione? - C’è un’etica della rete? - C’è un’etica dei media?

Relazione finale:  Nel nostro sistema di comunicazione sono molti i livelli dei media, ed è irrinunciabile la ricchezza che si lega ad essi, anche dal punto di vista economico. E’ difficile delineare un’etica che venga dalla televisione: non è giusto che ci si lasci influenzare da persone che hanno interesse commerciale e politico nel dare informazioni. Quando praticano un nocivo terrorismo psicologico l’etica è di non dare una visione unilaterale, di moltiplicare gli interessi. Non basta cambiare i linguaggi, occorre avere rispetto delle persone, delle donne, dell’amore, troppo spesso ridotto ad atto sessuale. I bambini vanno tutelati da immagini troppo crude. Tutto ciò è possibile regolare per tutti i media tranne internet, troppo vasto; ma dove si può occorre portare l’attenzione delle fasce orarie anche alla pubblicità; difendere i punti di vista diversi; fare programmi di informazione sui rischi della rete.

 

Chiara Giorgieri, Beatrice Padroni, Salvatore Di Ronza, Italia Denise, Simone Della Tommasina, Azzurra Beani, Lorenzo Garmacci, Andrea Pieralli hanno discusso il tema:Il rapporto del testo e delle immagini, Che accade se si contraddicono?

Schema del focus - La parola problema immagine vuol dire tutto, ma niente di determinato - Scrivere con le immagini, scrivere con le parole - È facile trovare testi in cui si capisce qualcosa dalle immagini e qualcosa di diverso dalle parole? - Dove scegli le idee più belle?

Relazione finale:   L’immagine è un medium di comunicazione che scatena emozioni veloci, molto diverse dal testo scritto. I tipi principali di immagini sono icone indici e simboli. Ma anche le icone possono essere interpretate in modo diverso da ognuno. Non c’è una traduzione diretta tra immagini e parole, come fra due lingue in parole, non c’è un vocabolario. Si pensi all’arte moderna. I simboli sono fatti per richiamare subito un concetto, un sentire comune, come le bandiere, i simboli politici e religiosi, i marchi commerciali, i loghi. L’immagine simbolo è riconosciuta con facilità da chi la condivide, come nel caso del numero ha valore universale. Per l’ampio e mobile senso, le immagini possono anche contraddire il testo scritto, e possono essere usate per manipolare le persone, in modo anche più efficace delle parole. Molti i cambiamenti nelle immagini nella storia,  il 500, l’ espressionismo, il futurismo mostrano dinamiche diverse per elaborare il pensiero. Si diffondono dai luoghi d’arte, ma anche dai media, dai cellulari, dalla rete: inoltre, tutti ormai siamo diventati produttori e scrittori d’immagini. Proprio per questo e per la grande facilità con cui si fraintende il loro senso, è necessario studiare il modo con cui le formiamo e le scegliamo.   

 

Chiara, Nadia, Martina, Lorenzo, Eleonora e Lorenzo II hanno discusso insieme il tema:Il programma televisivo più negativo

Schema del focus - Quale programma preferiresti non vedesse tuo figlio o tuo fratello piccolo? - Perché? - Come potresti eliminare definire il suo difetto principale? - Perché ha successo e viene programmato, se è negativo?

Relazione finale:   Il programma che abbiamo scelto di criticare è Il Grande Fratello, perché quasi mai le immagini e le trame lasciano passare concetti e comportamenti che riteniamo giusti e positivi. L’etica dei concorrenti è spesso criticabile. La stessa azione di vita non è molto accettabile. Le persone passano il tempo in uno stato di ozio che non è lavoro né cultura, non crea nulla di buono. Inoltre, il loro modo di comunicare è persino più volgare del consueto, e anche i loro errori di vita, di comportamento. L’abitudine ad esibirsi non è nemmeno encomiabile e spesso lascia anche l’impressione di una vera e propria falsità nel modo. Eppure tutti lo vediamo, e pensiamo che a migliorarlo basterebbe rendere obbligatorio il parlare di scrittori, di libri, di film, insistere insomma su quelle discussioni culturali che pure qualche volta si fanno tra amici. E sarebbe indispensabile mettere la regola che chi eccede nel comportamento sbagliato sia punito con l’esclusione se non dal programma almeno da parti significative di esso. Tutti l’abbiamo visto e lo vediamo, perciò sappiamo indicare i difetti e proporre regole: ciò succede perché soprattutto crea curiosità, quando c’è uno choc è uno stimola a pensare, anche se lo si giudichi negativo. Inoltre, i protagonisti sono persone giovani come noi, è facile identificarsi con loro, col loro parlare di sesso e di amori senza prospettive troppo serie, come si fa tra amici. Non siamo pentiti di vederlo, nonostante i difetti non fa male, non si tratta di uno spettacolo cattivo o negativo; quando la sera si è stanchi, distrae e riposa.

 
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