Creato da: thescannerman il 26/09/2005
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Post n°18 pubblicato il 17 Marzo 2006 da thescannerman
... e sei qui.... nell'altra stanza. A meno di 10 metri da me. Faccio il distaccato. quello che se ne frega. Ma tu sei qui. A due passi da me. Solo un semplice "ciao enrico" e poi basta. Io devo restare fermo in questa mia posizione. Non posso concederti niente. Quello che potrei fare me lo impedisco. Mi freno. E sono tante le cose che potrei fare. Se non fosse così, ti prenderei per mano e ti direi: ciao... come stai? Mi sei mancata. Mi manchi. Tremendamente. Riempio le mie giornate di cose futili, inutili. Tutto questo per non pensare. Ho il cervello in pausa. Lo metto in standbuy. Conservo le energie. Le accumulo.  Avaro le tengo dentro.
Sei tu che devi fare dei passi verso di me. Io sono in attesa e neanche tanto. Questa sera uscirò con un'amica. Prima una pizza insieme e poi... si vedrà. Con che spirito sarò. Il mio stato emozionale sarà sopito. I miei atti saranno frenati e forse non muoverò neanche un dito...
 
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Post N° 17

Post n°17 pubblicato il 16 Febbraio 2006 da thescannerman

Da dove potrei iniziare a raccontarti qualcosa...
E' sempre difficile raccontare qualcosa di me, del mio intimo. Allora, visto che me lo chiedi, mi sfogo e butto giù un pò di parole sconfusionate come sempre.
La mia vita procede tra alti e bassi... forse vivo un pò troppo incazzato e un pò troppo alla giornata senza fare progetti a lungo termine.
Vivo, sopravvivo. Respiro. Corro e cammno. Soprattutto ascolto e guardo. Guardo avanti. Mi volto indietro ogni tanto. Con nostalgia. Con rabbia.
La scorsa settimana sono stato ad un convegno. Li ho rincotrato dopo + di un anno un amico che lavora per la mia stessa società. Mi ha detto che lei avrebbe subito un intervento l'indomani. Gli ho chiesto perchè mi diceva questa cosa. Sono 4 mesi che non la vedo e allora l'ho vista di sfuggita, evitandola. Sono passati 10 mesi dall'ultima volta che le ho parlato. Non l'ho mai cercata. Non ho mai chiesto informazioni su di lei. Ho evitato di farlo. Non dico che non ci ho pensato ma ho evitato.... mi sono sforzato di farlo. Un altro collega di lavoro mi diceva di chiamarla, di sentire come sta, di andare a trovarla e io rispondevo che non volevo, che lei non si era mai fatta sentire. Lui ribatteva dicendo che ha 45 anni di esperienza... di dargli retta. Così sabato scorso l'ho chiamata. Mi ha detto di questo interveto per rimuovere un fibroma. Mi ha detto che ha taciuto a casa di questo intervento perchè la mamma non è stata bene, perche ogni due giorni la mamma deve andare a farsi delle medicazioni alla testa. Logicamente mi ha detto che le ha fatto piacere la mia telefonata.
Non ho investigato troppo sul suo intervento, non ho fatto tante domande sulle condizioni di salute della mamma. Sono ancora troppo affezionato a quella famiglia. Sono ancora troppo legato a lei malgrado tutto. Mi dispiace per la somma di eventi che ci sono capitati, che le sono capitati.
Poi quelle parole: chiamala, sentila, vedi come sta. Ho 45 anni, dammi retta. Chiamala.
Quelle parole. Quasi un riaccendere una speranza mai raffreddata. Sicuramente accantonata ma mai scordata. Poi tutto questo succede nel momento in cui sto guardando avanti e svolazzo tra un fiore e l'altro. Sto conoscendo parecchie ragazze. Per alcune di loro ho degli interessi + profondi (sicuramente non reciproci...) e tanta paura di ricominciare.
Ho le giornate piene di lavoro. Prima per la società che mi paga lo stipendio a fine mese, poi gli studenti (le studentesse!!!) dell'università, poi la collaborazione che sto iniziando con un altro architetto, il lavoro che sto svolgendo per conto mio. E ancora le lezioni di balli caraibici, gli incontri con il frate
per nutrire l'anima e l'apertura di crediti verso una marea di ragazze che mi stimano ma che vedono di me solo il dolce imbranato.
In mezzo a tutto questo quelle parole. La mia strada attraversata di nuovo dalla sua...
Come vedi anche qui c'è nebbia fitta fitta... è una nebbia metaforica che entra dentro queste parole. Le circonda, le avvolge e tutto confonde.

 
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Post N° 16

Post n°16 pubblicato il 23 Gennaio 2006 da thescannerman

Nel mio sconfinato navigare in mari sconosciuti, ho trovato la tua isola. Mi sono fermato. Sono sbarcato a terra. Ho assaporato la tua acqua e mi sono nutrito delle tue parole. Ho riposato all'ombra della tua folta vegetazione. Poi sono partito. Ci ho provato. Ho tirato su l'ancora e ho ripreso a navigare.
La mia rotta è indirizzata verso altre isole da esplorare. Sono alla ricerca della mia isola, di quell'isola dove voglio stabilire la mia residenza. Dispiego le vele al vento. Riprendo a navigare.
Navigo. Incontrerò altre isole. Sbarcherò su di esse e farò nuovamente l'esploratore. Berrò altra acqua, mi nutrirò di altre parole e riposerò all'ombra di altre foreste.
Ricorderò sempre la prima isola che ho esplorato e le parole che mi hai ispirato, che ti ho dato.

...

L'amicizia non conosce confini.
TVB

 
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Post N° 15

Post n°15 pubblicato il 20 Gennaio 2006 da thescannerman

Ho sempre sostenuto che le ferie fanno male e non bene e ci vuole poi un altro periodo di "stacco" per riprendersi dalle ferie. Così me ne andrei a fare un viaggio in un luogo lontano. Un sogno che cercherò di insegure e di realizzare (ma non è neanche troppo difficile...) è quello di fare un viaggio in moto nel deserto del sahara. Una settimana intensa di vita vissuta all'aria aperta con poche cose di tutto quello che reputiamo "necessario". L'indispensabile la moto, una bussola, una cartina, benzina, acqua e un pò di cibo. Tutto il resto non serve. Un cielo stellato sotto cui dormire e tanto silenzio per continuare a vivere.
Mi immagino in questo silenzio rotto dal rumore della moto, mentre salgo e scendo tra le dune. Le ruote quasi affogano nella sabbia ma il viaggio continua e non trova ostacoli. Solo l'orizzonte il limite irragiungibile. Il vento in faccia, il sole a picco sulla mia testa e il vioto pneumatico dentro il mio cervello. Un'evasione dal normale dalla routine di tutti i giorni in un luogo colorato da soli due colori: la sabbia e il cielo... vabbè anche un pò di verde delle oasi che saranno le tappe di questo viaggio. Un altro oggetto importante da portare... una macchina fotografica per fare un reportage di questa avventura particolare e poi, una volta tornato, costruire un sito dove raccontare tutte le emozioni vissute. Mi sembrerà di essere un nuovo Santiago, che si sposta con un mezzo moderno nel deserto, alla ricerca di una cosa, di qualche cosa che non so precisamente cosa è e... neanche lontanamente. Sarò il viaggiatore alla ricerca del tempo perduto, degli affetti negati, della felicità nascosta.

 
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Post n°14 pubblicato il 07 Gennaio 2006 da thescannerman
forse tortura
di pensieri lontani...
il fuoco brucia.
 
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