Romanzo scientifico

Darwin e darwinismo - Evoluzione ed evoluzionismo


 Darwin e darwinismo - Evoluzione ed evoluzionismo: una bibliografiaSean B. Carroll, Al di là di ogni ragionevole dubbio – La teoria dell'evoluzione alla luce dell'esperienza, Codice edizioni 2008Richard Dawkins, Il più grande spettacolo della Terra – Perché Darwin aveva ragione, Mondadori 2010Richard Dawkins, Il gene egoista – La parte immortale di ogni essere vivente, Mondadori 1992Richard Dawkins, L’orologiaio cieco – Creazione o evoluzione, Mondadori 2003Stephen Jay Gould, I have landed – Riflessioni di un naturalista sull'evoluzione, Le Scienze 2010Stephen Jay Gould, La vita meravigliosa – I fossili di Burgess e la natura della storia (traduzione di Libero Sosio), Feltrinelli 2007John Maynard Smith, La teoria dell'evoluzione (Presentazione di Giuseppe Montalenti), Newton Compton 1976Piergiorgio Odifreddi, In principio era Darwin – La vita, il pensiero, il dibattito sull'evoluzionismo, Longanesi 2009Telmo Pievani, La teoria dell'evoluzione – Attualità di una rivoluzione scientifica, Il Mulino 2006Niles Eldredge, Darwin – Alla scoperta dell'albero della vita, Codice edizioni 2006Hal Hellman, Le dispute della scienza (capitolo 5: Il mastino di Darwin contro Sam il viscido: le guerre di evoluzione, pag. 97-127), Cortina 1999Charles Darwin, L’origine delle specie per selezione naturale o la preservazione delle razze privilegiate nella lotta per la vita, Newton&Compton 1989  Nella mia versione de L’origine delle specie per selezione naturale o la preservazione delle razze privilegiate nella lotta per la vita di Charles Darwin, pubblicata nel 1973 e nel 1989 da Newton & Compton, l’introduzione è di Pietro Omodeo e la traduzione di Celso Balducci. Nell’introduzione, Pietro Omodeo parla dell’evoluzionismo predarwiniano della prima metà del Settecento, dominato dal Systema naturae di Linneo (1735) e dallo studio dei fossili, che «non appaiono più come scherzi di natura». Siamo all’epoca in cui Newton e Dalton rivoluzionano la fisica e la chimica, «rendendo antiquata e insufficiente la fisica di Cartesio e poco credibile il creazionismo che da quella fisica derivava. Non sorprende quindi che le prime tesi evoluzionistiche – scrive Omodeo – vengano propugnate dai collaboratori dell’Encyclopédie (o Dictionnaire raisonné des sciences des arts et des métiers) capolavoro della borghesia artigianale alleata con l’aristocrazia illuminata, monumento alla nascente tecnologia settecentesca». Poi Omodeo parla del creazionismo, che risale alla fine del Seicento ma che viene «accettato nel magistero ecclesiastico intorno al 1740», e poi passa all’evoluzionismo all’epoca della rivoluzione francese, con i contributi del nonno di Charles, Erasmus Darwin, del francese J.B. Lamarck e dell’italiano Alberto Fortis. Poi, l’evoluzionismo romantico di Robinet, Goethe e Ernst Haeckel della «romantica Naturalphilosopie», che «annovera nomi di grande prestigio come quelli di Alexander von Humboldt, Karl von Baer…», alcuni dei quali si opposero all’evoluzionismo perché «vi vedevano implicazioni materialistiche». In Francia, la Naturalphilosopie trovò seguaci in Étienne Geoffroy St.-Hilaire, che si scontrò in un’aspra polemica con il barone Cuvier perdendo la battaglia e determinando così la «sconfitta dell’evoluzionismo francese». Poi: Lyell e l’evoluzionismo, le scienze naturali in Inghilterra nel primo Ottocento, per finire al Viaggio intorno al mondo di Charles Darwin e alle prime idee intorno alla selezione naturale. Omodeo continua l’introduzione al libro di Darwin discutendo della comparsa, nel 1844, dell’opera anonima Vestiges of the natural history of creation (ma dovuta a Robert Chambers), per poi descrivere la “conversione” di Darwin da «da geologo a zoologo» e la felice espressione «sopravvivenza del più adatto» di Herbert Spencer che ancora oggi viene riportata dai libri di testo come se fosse la conclusione di Darwin. Infine, Omodeo parla anche dell’evoluzionismo di Alfred Russell Wallace, dell’accoglienza a L’Origine delle specie di Darwin, del problema dell’origine della variabilità, prima di concludere la sua introduzione dicendo che L’origine delle specie «è un’opera nata troppo prima del tempo adatto; la genetica di quel periodo era troppo arretrata per fornire giustificazioni plausibili intorno all’evolvere delle specie».EdMax