Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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destRAI ?

Post n°1008 pubblicato il 16 Maggio 2023 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Carlo Fuortes, voluto da Mario Draghi nel 2021, si dimette qualche giorno fa da amministratore delegato della RAI.
Detto fatto gli succede Roberto Sergio.
Di lui, ancor prima che entri ufficialmente in Viale Mazzini, si scrive che sia stato democristiano, che si sia fatto progressista col centrosinistra al potere e sovranista con la destra a Palazzo Chigi. Insomma, un camaleonte.

Ora l'Italia è un Paese di destra con una cultura a sinistra.

Ergo, chi vince le elezioni deve occupare la Rai.
Un gagliardetto ambito perché, si dice, il servizio pubblico televisivo deve corrispondere alle esigenze volute dall'elettorato.



























E parte il valzer per il cambio di guardia nei tg e nei palinsesti, ma anche il risiko dei nomi di chi resta e di chi va.


Sono tanti i nomi che si rincorrono.
E altrettanti a rischio. Qualcuno nel limbo.


Andando oltre la scelta più o meno obbligata di Fazio che dalla RAI migra a Nove e che, complice il tweet infelice del social-man_  iper collegato  Salvini, diventa un caso politico, secondo voi di fatto in TV che cambierà?

 
Avremo una destRAI e una comunicazione unilaterale e propagandistica?

 

 


… avremo però anche in mano il



 

 

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Commenti al Post:
surfinia60
surfinia60 il 16/05/23 alle 17:52 via WEB
Non seguo i retroscena della Rai. Accendo la tv giusto per qualche notizia e guardo ciò che mi piace in streaming per evitarmi pubblicità e programmi sgraditi. Destra o sinistra le notizie che si ricevono mettono sempre di pessimo umore. Saluti
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 17/05/23 alle 15:46 via WEB
Una scelta, la tua Surfinia.In fondo hai ragione: destra o sinistra le notizie che si ricevono mettono sempre di pessimo umore, meglio lo streaming! Ciao :)
 
stelladelsud16
stelladelsud16 il 16/05/23 alle 18:09 via WEB
Partiamo dal presupposto ed è sempre stata una mia idea che la R.A.I. dovrebbe essere una TV di Stato e non una TV politica dal momento che siamo tutti obbligati a pagare il canone a prescindere dal partito in cui uno si riconosce ( aggiungererei allo stato attuale nessuno di questo ha ormai credibilità.) Per cui non trovo giusto che i vertici con tutto il seguito cambi necessariamente solo in base al partito in salita.La R.A.I. ha il dovere di rivolgersi a tutto il pubblico in generale,politico, apolitico,multietnico e di ogni altro genere senza preclusioni, poiché il Paese è costituito da persone e non da partiti.I problemi come la disoccupazione,la sanità, l'istruzione,coinvolgono tutti sia di destra che di sinistra così come qualsiasi altro problema che la TV di Stato deve trattare con programmi specifici. Il pubblico della R.A.I. è costituito in maggioranza da pubblico medio anziano a cui tutte queste innovazioni e invasioni di altre emittenti per altro quasi tutte a pagamento sono fuori dalla loro portata, quindi la R A.I. è l'emittente che tiene loro compagnia da una vita,dove ha seguito e segue programmi storici di rappresentanza del Paese e non è giusto migrare queste trasmissioni in altre emittenti come è stato per ( Miss Italia) o come già in prospettiva per il (Festival di Sanremo) e altri programmi.Questo per dire che se c'è un programma rappresentativo,di intrattenimento,di cultura, di informazione o di notizie come il TG e se ci sono persone valide a condurre i vari programmi,non è giusto farli fuori solo perché è cambiato il partito politico che ha la maggioranza. Chiudo qui ,ho scritto un trattato :)) Un caro saluto Elena con un sorriso :) Ti ho risposto a quello che mi hai scritto nel mio blog , grazie un abbraccio:) Lucia
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 17/05/23 alle 15:52 via WEB
Un trattato che leggo volentieri, Lucia, come volentieri verrò a leggere la risposta al post sul tuo blog. Come no! Dovrebbe essere così, cioè che la TV pubblica, proprio perché pubblica,cioè di tutti, dovrebbe essere a-politica. Ma nella realtà non è mai stato così.La RAI è una Società per Azioni che si riconduce al Ministero dell'Economia e delle Finanze.E il Ministero dell’Economia e delle Finanze è politica. Quindi la RAI è (anche) politica.
Vero che il pubblico cui si rivolge è perlopiù anziano e questa è la sua forza e anche la sua debolezza: stessi visi visti e rivisti; stessi copioni noti e stranoti; stesse proposte riscaldate e riscaldate. Sono consolidati da e negli anni, fino a scadenza di contratto. Innovazione=0.
Perciò la RAI non ha interesse a cambiare palinsesti di format collaudati e che si autopagano visti gli ascolti. In caso ha interesse a dirottare o meglio pilotare l’informazione a favore di chi governa.
Sorge spontaneo divagare: da quando chi governa, a prescindere dall'orientamento ideologico, ha a cuore- non sulla bocca- la disoccupazione o la sanità? Io non ho sentore di un reale interesse verso questioni basilari. Ma questo è altro argomento,Lucia, non provocarmi... sennò altro che trattato, consumo l'inchiostro di Libero ^__**
Un sorriso grande grande!
 
monellaccio19
monellaccio19 il 16/05/23 alle 18:13 via WEB
Mia cara, è la solita retorica farsa, che puntualmente osserviamo da decenni e decenni. Possedere un amplificatore potente e telecomandato, oggi significa possedere comunicazione costante e manipolata a favore di chi ci governa. Da quanto si parla di evitare il canone? Ne sta parlando anche Salvini, ma vedrai che è tutta una pochade per poi non concludere niente. Rendessero privata la RAI e poi ne vedremmo delle belle. Tra web, social, giornali di parte e ora con l'AI, comunicheranno sempre a modo loro, compiacenti i padroni unti. Come si fa a votare ancora Sgarbi a Sindaco, attribuendogli la decima carica istituzionale? Frutto della grande comunicazione verso...gli sprovveduti. Godibile serata carissima :)
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 17/05/23 alle 15:56 via WEB
Da sempre, o almeno da quando ho percezione, la comunicazione è a favore di chi governa.
Dici bene, Carlo: la solita retorica farsa. Nulla da ribattere. Tutto contro invece la solita retorica farsa che rende Fazio e la sua scelta un caso politico esasperandolo con un tweet, tra l'altro così stupido quando è ben chiaro a tutti, credo, che il caso Fazio conviene alla destra, alla sinistra e a Fazio stesso.
Correva l'anno 2016 e Matteo Renzi stabilì "pagare tutti, pagare meno" imponendo il canone RAI in bolletta. Applaudimmo allora, ricordi Carlo? Quella del canone RAI è stata una storia all'italiana: a pagare erano i soliti fessi. Tra cui io. Passano gli anni e si arriva al 2023: mille ipotesi, nessuna certezza. Sarà gestito in autonomia, lo pagheremo nelle tasse, non lo pagheremo proprio. Il canone in RAI mi pare il ponte sullo Stretto di Messina.
Privatizzare la RAI? Peggio del Ponte sullo Stretto di Messina, cioè infattibile!
Buon pomeriggio!
 
diego2020200
diego2020200 il 16/05/23 alle 19:01 via WEB
La televisione italiana di "stato" da molti hanni ha avuto dei padrini. Il 1mo canale era della DC, il 2do dei socialisti, il 3zo dei comunisti. Il fatto che Bianca berlinguer è al terzo canale non è un caso. Questo sistema andava bene a tutti perchè accontentava tutti. L'informazione era l'elemento meno importante di tutta la vicenda, infatti ciascuno ascoltava la sua storia sul canale a cui appateneva convinto di sentire la "verità". Sono passati direttori di ogni tipo, rendendo vergognosa la televisione e il messaggio televisivo. Qualcuno andava via dalla TV e diventava direttore delle ferrovie. Basta vedere cosa è successo in questi giorni e si scopre che il sistema è un perpetuo avvicendarsi degli stessi nomi che cambiano poltrona. Bisogna osservare che alcuni sono stati addirittura condannati e la sentenza è passata in giudicato, ma vanno ancora più bene perchè sono già stati condannati. Qualcuno ha fatto carriera raccontando falsità, che a volte venivano smentite da un altro canale. Di chi la colpa ?? DEGLI ITALIANI a cui tutto sommato stava bene così, quando il canone si pagava, non come adesso che viene ingiustamente rubato prendendolo dalla bolletta della luce, non c'è mai stato nessuno che ha detto: non paghiamo più il canone fino a quando non c'è una riforma seria. Ma voi pensate che abbiamo solo questo problema ? durante la pandemia chi non faceva il "vaccino", chiamiamolo cosi, perdeva il posto di lavoro. Ricordate cosa dice l'art. 1 della costituzione ? e poi il 18, e poi il 32 ?? Siamo un paese di vecchi e qui mi ricollego a quanto avevo precedentemente scritto, sono 18 anni che l'Italia non cresce, nel 2040, ovvero fra altri 18 anni il popolo italiano sarà estinto. Si scandalizzi pure chi legge ma è così. Dove sono i sindacati che difendono i lavoratori, sono un pugno di predicatori che non contano più NIENTE. Quindi, dobbiamo constatare che tutto sta andando in rovina perchè i vecchi non hanno più voglia di scioperare, ma sono caparbiamente attaccati alla pensioncina aspettando l'aumentino del cuneo fiscale che non arriverà. Quindi la televisione è uno dei tanti mali che ormai sono radicati in italia. Forse vale la pena ricordarela famosa canzone di Enzo Arbore: Dice il padre al figlio, solo un consiglio è quello che ti do, tu comandi fino a quando hai in mano il tuo telecomando !!!!
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 17/05/23 alle 16:03 via WEB
Da dove parto, Diego?
Parto da una Bianca Berlinguer giovane e bellissima speaker del TG3. Entrava ogni sera delicata ma decisa nelle nostre case. Oggi entra settimanalmente con Carta Bianca, programma confermato. Può non piacere, possono non piacere le sue scelte di avvalersi di ospiti a volte scomodi, ma di certo non le si può negare professionalità e competenza. Quindi i suoi natali sono irrilevanti, per me.
È vero, l'informazione era l'elemento meno importante ed altrettanto vero è che si è resa la TV al limite del vergognoso.
Hai ragione da vendere nel sostenere che la colpa è degli italiani.Perché come poveri cristi accettiamo tutto. Non è importante l'età. Accettano i giovani che avrebbero ben tanto da protestare, hanno accettato accettano i meno giovani e hanno accettato i padri dei meno giovani. Brontoliamo tutti, ci incazziamo tutti, ma finisce lì e *loro* lo sanno, eccome se lo sanno! Dunque, se non scioperiamo o abbiamo scioperato per problematiche effettivamente vitali, ti pare mai che lo si possa fare per la TV, oggetto di svago e di intrattenimento? Che è diventata durante il Covid anche ad appannaggio di virologi, star dapprima apprezzate poi detestate e che preferivano i riflettori al reparto. La legge della domanda e dell’offerta: allora il Covid interessava e interessavano anche i vaccini, parola che tu poni fra virgolette e qui mi fermo.
Concludo dicendo che ora come allora il telecomando è e sarà in mano nostra: un piccolo grande strumento che potrà fare la differenza.
Grazie, ciao
 
gianor1
gianor1 il 16/05/23 alle 20:39 via WEB
Nel circo dei partiti italiani, ancor oggi subiscono (volontariamente) gli effetti del periodo della lottizzazione. Inoltre la questione, su quale sia la sorte della tv pubblica sembra essere tirata in ballo solo in occasione di dibattiti sul conflitto di interessi. Del problema di identità del servizio pubblico, molti politici “se ne lavano le mani, per timore di sporcarsele e, in tal modo, accelerano il processo di snaturamento della televisione pubblica. Eppure nel nuovo mondo della comunicazione si sente l' esigenza di una forte presenza del servizio pubblico che potrebbe collocarsi come lo strumento che, a differenza del mercato, si faccia carico delle necessità dell’utente e le soddisfi, con risposte duttili, grazie alla sua adattabilità ai bisogni del territorio ed infine in sintonia con i principi della coesione sociale. A ben rileggerci. Gian
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 17/05/23 alle 16:06 via WEB
Quanta ragione hai, Gian! Appunto, se ne lavano le mani per non sporcarsele, ma rischiando consapevolmente e in nome del dio denaro di sporcarsele di più. Nel mondo della comunicazione urge la presenza si un servizio pubblico pluralistico. A-partitico. A-politico. Invece stiamo andando verso il monocolore: Rai (pubblica) & Mediaset ( privata) VS La7 ( privata)
Buon pomeriggio, un sorriso :)
 
cassetta2
cassetta2 il 16/05/23 alle 23:30 via WEB
Il fascino discreto della lottizzazione.
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 17/05/23 alle 16:06 via WEB
... IN_discreto, no?
 
diogene51
diogene51 il 16/05/23 alle 23:36 via WEB
Stella del Sud ha ragione: la TV dovrebbe essere pubblica e non politica. Pubblica vuol dire pluralista, ci siano le varie voci ma senza che una sopravanzi l'altra. In passato esisteva già una lottizzazione più o meno maschjerata: un canale governativo, uno di opposizione, un altro che non si sapeva bene, ma anche così non andava. Diano i talk show a chi li sa fare, magari obblighino al pluralismo delle opinioni, senza far sì che uno ci faccia la figura del classico scemo. Ma è un compito superiore alle menti della nostra classe dirigente, attuale e passata. Per inciso la televisione non la guardo più se non in casi eccezionali. Un caro saluto, Elena!
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 17/05/23 alle 16:08 via WEB
Eccome se ha ragione Stella del Sud , e hai ragione anche tu, Renato! Non solo a guardare poco la TV ma a sostenere l'idea della TV pubblica e pluralistica dando spazio a chiunque e con qualsiasi ideologia sappia fare intrattenimento, informazione, share e avvicinare il pubblico. Compito arduo , forse impossibile, se di mezzo c'è la politica, però!
 
woodenship
woodenship il 17/05/23 alle 02:22 via WEB
Io non possiedo apparecchi TV. Certo, alla fine dell'anno mi tocca sempre compilare l'autodichiarazione di non possesso. Ma vuoi mettere il piacere di non partecipare al sostentamento di raccomandati, imbucati, scendiletto, tappetini, zerbini e compagnia cantando? ....un bacio scintillante di stelle.....w...
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 17/05/23 alle 16:11 via WEB
Lo so,...W..., so che non hai apparecchi TV.
Immagino sia un grandissmo piacere non partecipare seppur per uno 0.4% al sostentamento della TV...dipendesse da me non esiterei a liberarmi da tali oggetti.
Un sorriso :)
 
exietto
exietto il 17/05/23 alle 22:43 via WEB
Argomentone. PARTENDO dal fatto che sono apolitico, e che non parteggio per nessuno, e nemmeno mi immischio che non so una cippa di nulla, confesso che il mio silente pensiero è ben tracciato in toto dal lungo scritto di diego2020200. Il potere è sempre nostro in quanto il telecomando è nostro? guardo solo netflix.
 
 
e_d_e_l_w_e_i_s_s
e_d_e_l_w_e_i_s_s il 19/05/23 alle 16:32 via WEB
Come dare torto a Diego? In verità, Ezio, mi sento di dare ragione a tutti color che qui, in questo - e ti cito- argomentone, hanno espresso il loro parere. Così colgo l'occasione anche per ringraziarli.

Io credo tu ti sia risposto da solo: se guardi solo Netflix significa che sì, il telecomando ti dà il potere di decidere cosa non guardare.
 
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