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Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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Cose a Caso

Messaggi di Febbraio 2020

Uniti oltre la vita

Post n°834 pubblicato il 28 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Il cane è l'unico mammifero in grado di vivere realmente con noi,
e non semplicemente accanto a noi.
Irenaus Eibl-Eibesfeldt

L’anima del cane fedele va in Paradiso a raggiungere l'essere che ama.
José Moinaut

Il luogo migliore dove seppellire un bravo cane è il cuore del suo padrone.
Ben Hur Lampman



























Era il 19 febbraio, ma noi si era da altre faccende distratti, quando la Lombardia  approvò con 49    e 29   il progetto di legge per cui si consentirebbe la sepoltura delle ceneri degli animali d'affezione, come cani e gatti, in urna separata, ma nello stesso loculo della persona cui ha tenuto compagnia per anni con fedeltà e amore incondizionato.

Sarebbe, si legge, un servizio molto richiesto dai cittadini sia per volontà del defunto sia per richiesta degli eredi visto che " gli animali domestici fanno parte integrante della vita affettiva delle persone."

Per qualche fazione politica la proposta complicherebbe la gestione dei cimiteri ; meglio quindi prevedere aree riservate agli animali nei cimiteri umani.


E' di oggi la notizia secondo cui anche in Liguria si potranno seppellire gli animali da compagnia nella tomba del padrone.
Approvare questa legge, si dice, comproverebbe una buona politica oltre che un gesto di grande civiltà e sensibilità.


Siccome non abbiamo alcun altro problema imminente da risolvere e nè i cani nè i gatti  hanno colpa delle palle virali che ci propinano passandoci da fessi,

che ne pensate di questo progetto di legge?



 

 
 
 

Prima gli invitati?

Post n°833 pubblicato il 26 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Io prendo te come mio legittimo sposo
e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita.

 

Quanta emozione in quella frase che lei in abito bianco e lui in abito scuro  dinnanzi a un altare e di fronte ad amici e parenti pronunciano tante volte con voce trepidante.

Loro, una coppia giovane, avevano deciso di giurarsi amore e fedeltà tra qualche sabato.
Con sobrietà, ovvio,  perché siamo in Quaresima.

Il vestito, le scarpe, l'acconciatura studiata per mesi.
Una lista di invitati lunga e altrettante buste da aprire: il regalo o la lista nozze non sono graditi agli sposi quanto quelle centinaia di euro che imbarazzano non poco  l'invitato che si chiede *sarà poco? *  * sarà troppo?*
Sta il fatto che così costuma e così si fa.
Il viaggio di nozze in un posto lontano ed esotico. Quelli che visiti una volta nella vita.
Avevano prenotato il ristorante e pure l'orchestra. In barba alla Quaresima.
Poi però arriva il coronavirus e con lui tutto il bagaglio che si porta appresso.

Dunque, disdicono il ristorante e la banda, il viaggio di nozze e restituiscono ai mittenti le buste.

Non si sposano più.
Si sposeranno a virus concluso.Perché non possono riunire insieme 125 persone.
Specie in luoghi chiusi.



























Che sia per eccessiva o per giusta prudenza non è la domanda che viene spontanea quanto il chiedersi:

il matrimonio è una festa per gli invitati, prima, e per gli sposi poi ?

Ai fini del sentimento che porta al matrimonio, cioè alla condivisione di un progetto di vita, cambia qualcosa, secondo voi,  pronunciare la frase di rito con o senza 125 fra amici e parenti?


 

 

 
 
 

Tradizioni & Tradizioni

Post n°832 pubblicato il 23 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Il  più  antico è a Fano, il  più  eccentrico a Rio.

Il  più  famoso è a Venezia  per la sfarzosità dei costumi.

Il  più  piccolo è Bagolino,  un minuscolo borgo, in provincia di Brescia.

Il  più  colorato è a Acireale per via dei carri pieni di fiori e corone di cartapesta.

Il  più  breve è a Sauris, in provincia di Udine: lì si festeggia solo un giorno.

Il  più  scenografico è a Santa Cruz de Tenerife.

Il  più  divertente è  a Viareggio fra musica, allegorie e stelle filanti.

Il  più  lungo è a Putignano: comincia a San Stefano e finisce  il mercoledì delle ceneri.

Il  più  trasgressivo è in Grecia, a Tyrnavos.

Il  più folkloristico è a Ivrea.



F
osse solo per la battaglia delle arance che affonda le sue radici nel Medio Evo, quando si lanciavano fagioli.
La leggenda narra che allora il feudatario donasse una pignatta di fagioli alle famiglie povere e queste, per disprezzo, li gettassero per le strade. Da qui l'utilizzo di usarli come scherzosi proiettili da lanciare il martedì grasso.
Solo nell'800 prese piede la consuetudine di lanciare dai balconi qualche arancia  considerata un *aristocratico* frutto esotico proveniente dalla Costa Azzurra.

Tradizione che si consolidò nei secoli e che oggi coinvolge migliaia di persone pronte a scendere pacificamente e amichevolmente in piazza per lanciarsi, appunto, arance.
E lo fanno con allegria e spirito goliardico; addirittura parrebbe essere un grande gioco di ruolo e anche una straordinaria lezione di educazione civica…  occhi neri a parte. Perché ogni anno puntualmente c'è chi finisce al pronto soccorso.




























Nei giorni di * battaglia* si usano circa 600 quintali di arance.

Da Ivrea assicurano che non su tratta di spreco:  si userebbero agrumi provenienti dalla Calabria e dalla Sicilia destinati al macero perché non commestibili.
Addirittura sarebbe un business tolto alle mafie e al caporalato  e un guadagno per le aziende locali che darebbero lavoro e occupazione a decine di famiglie.

 

Approvate questo festeggiare pure con qualche occhio nero e con troppe arance sprezzantemente calpestate,  a suon di lanci e  in nome della tradizione?

 

 

… sta di fatto che per allerta coronavirus
 si chiudono università, scuole, uffici, si blindano paesi,
si ferma lo sport e una grossa fetta di Italia produttiva ,

ma ,


 
le manifestazioni di carnevale, quelle no! non si toccano.


Venezia stamattina si presentava così:
























Errata Corrige: Nel primo pomeriggio si sospende il Carnevale di Venezia.

<<< >>>


24/02    Stop al Carnevale di Ivrea  

 
 
 

Inciviltà al quadrato

Post n°831 pubblicato il 21 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Il fatto:
Un tredicenne porta a spasso i suoi due cani che fanno i propri bisogni per strada.
Lui non li raccoglie e se ne va.
Un 70enne vede la scena. Raccoglie gli escrementi dei cani e rincorre il ragazzino. Lo raggiunge, lo rimprovera e gli spalma in faccia la cacca raccolta.
Il ragazzino torna a casa con il viso sporco.
Non ci è dato di sapere se la mamma abbia rimproverato il figlio. Non ci interessa.
Si riporta ne  "Il Giornale di Vicenza"  che la signora avrebbe sporto denuncia contro ignoti. Saranno le telecamere di sorveglianza a riconoscere chi si è improvvisato estetista usando materiali naturali.



























Lasciare sporco il suolo pubblico è inciviltà e maleducazione.
Che constatiamo ogni giorno e ogni giorno mi chiedo se mai molti proprietari di cani soffrano di lombosciatalgia  o ernia al disco che non consente loro di chinarsi e raccogliere quanto lasciato per terra dal loro cane.
O se invece siano ineducati  e cafoni  e irrispettosi a prescindere.

E' indubbiamente incivile il ragazzino.

E l'arzillo 70enne che raccoglie, rincorre, rimprovera non denuncia, ma spalma la cacca del cane sul viso del tredicenne lo è?

Perché, vien da chiedersi,  se invece di un tredicenne fosse stato un aitante e muscoloso 23enne o una elegante 45enne a lasciare per terra il prodotto del cane,  il signore avrebbe comunque usato lo stesso gesto?


 
 
 

Intimità violata

Post n°830 pubblicato il 19 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

E' un fenomeno che ha assunto dimensioni capillari, complice anche quella presenza costante e massiccia dei social media nella vita quotidiana.

Si chiama revenge porn,  una locuzione anglosassone in cui si associa la parola vendetta a quella di pornografia e consiste nel pubblicare foto, selfie,video  o scatti privati che mostrano persone , di solito donne, impegnate in attività sessuali o in pose sessualmente esplicite, senza che ne sia stato dato il consenso dal diretto interessato.


E  già qui viene da chiedersi chi mai darà il consenso a far girare in rete la propria immagine nuda o provocante o sconcia.

Una volta che l' immagine, qualsiasi immagine, è in rete anche in forma privata è di dominio pubblico. Incontrollabile e ingestibile.

Cosa spinga una donna a farsi filmare o ad autofilmarsi nelle propria sfera privata a me sfugge.































Le vittime, o comunque coloro che per scelta, per gioco, per piacere hanno  filmato la propria intimità, una volta resa pubblica provano umiliazione e perdita di dignità.
Qualcuna riferisce che l'impatto psicologico è paragonabile a quello di una violenza sessuale e tante volte la cronaca ha riferito di epiloghi drammatici.

Da noi non esiste alcuna legge specifica in materia: si fa riferimento alla normativa sui reati di diffamazione, violazione della privacy e trattamento scorretto dei dati personali.

Oggi da Brescia si torna a parlarne.

I video hot privati di una quarantenne sono finiti in rete.
Lei, vittima di vendetta porno, denuncia allegando contatti.
In  molti avrebbero visualizzato e commentato senza però mai fermarne la diffusione.
Si iscrivono tre persone nel registro degli indagati.
Viene licenziata perché, sostiene il datore di lavoro, rovina l'immagine dell'azienda  ed inoltre arriverebbero in ufficio chiamate da uomini che vorrebbero un appuntamento con la signora.


C'è chi ritiene assurdo che una donna che ha trovato il coraggio di denunciare chi l'ha messa alla berlina, venga licenziata per un presunto danno di immagine.


E voi da che parte state?

Ha ragione il datore di lavoro?

O

la signora è vittima di intimità violata e quindi a lei tutta la solidarietà?


 

 
 
 

* Vivi libero o muori *

Post n°829 pubblicato il 16 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Pare un aforisma di un autore propositivo che sa di buono e che piace tanto.
E invece no!
E' il motto di una giovane ingegnere  Justine Haupt che assemblando pezzi vintage di un vecchio telefono a rotella progetta e crea questo esemplare.




























Si chiama Rotary Cellphone.
Sta tranquillamente in tasca e ha una batteria che dura quasi 24 ore.


Il dispositivo, oltre al disco rotante in cui infilare il dito e girare fino al fermo metallico per comporre i numeri  come i modelli casalinghi datati quel tempo che fu, ha uno schermo a inchiostro elettronico che mostra eventuali chiamate perse.

Niente messaggi, niente internet, nessun menù da esplorare, nè agende da consultare, nè rubriche dalle quali pescare i numeri. Si va a memoria.

Un ritorno al passato nell'epoca in cui il vivere iperconnessi è d'obbligo e, affamati  di social e di followers, di touchscreen  e di wi-fi , condividiamo vacanze e foto improvvisandoci  reporter fai da te e postando da Facebook, a Istagram fino al nuovo intrigante Tik Tok.   

Perché, ammettiamolo, chi più chi meno siamo un po' tutti malati di tecnologia, qualcuno è patologico.
Tecnofobici a volte, non usciamo di casa senza il cellulare che è anche uno status e  lo controlliamo 'enne' volte al giorno.

Che dire poi delle innumerevoli app. lì a portata di dito che tanto prendono e tanto allontanano isolandoci in un mondo virtuale?

E, quasi a rincarare la voglia di ciò che fu, dalla Fashion&Jewels 2020 di Milano arriva la borsetta:








































Non raffinata certo, ma quella rotella posizionata lì in bella vista sembra dirci:
*non totalizzerai punteggi  come nel giochetto scaricato gratis,  ma  ammazzi il tempo lo stesso.*



Chissà se sarà merito di oggetti  vintage e retrò se non abuseremo dello smartphone...


Che dite vivere off line è ritrovare la felicità e la libertà?


E ancora: ce la fareste a vivere, oggi, sconnessi dalla tecnologia?  Sinceri, sinceri…però

 

 
 
 

Da un pulpito, un palpito

Post n°828 pubblicato il 14 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 


Oggetto del palpito: una frase.

Una frase però pronunciata da un pulpito.

Colui che pontifica è il reverendo Richard Bucci.
Cattolico. Di Rhode Island.




La pedofilia non uccide nessuno, l'aborto sì.
























































Da un pulpito a un palpito, perché una reazione l'estemporanea del prete la suscita.

E l'ha anche suscitata là in America.




Che effetto vi fa ascoltare simili parole?

Le condividete?

Che replichereste?


                                Intanto  lui ha rettificato il tiro, ma il video è chiaro.

 

 
 
 

Ancora una spicciolata d'ore e poi...

Post n°827 pubblicato il 13 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Ma quanti cuori disegnati sulle vetrine.
Rossi, solo sagome o a tutto colore stanno lì a dirci
                                              *suvvia, domani sarà San Valentino!*

Già… mi dico.

Intanto la mia romanticheria sale alle stelle…


Penso che manca una spicciolata di ore al fatidica freccia di Cupido che ha colpito tutti nella vita almeno una volta…

… sono emozionata, eh! …
e l'emozione che provo la esterno a voi...


 



… magari  ve la trasmetto



Negli anni vi  è capitato o vi capita  ancora  di festeggiare un  San Valentino?

 

 
 
 

E' solo una moda?

Post n°826 pubblicato il 11 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Si definisce così circa il 2% degli italiani.



























In tutta Europa perfino i fast food, da McDonald’s a Kfc, hanno dotato i propri menù di alternative vegane.

C'è chi non mangia fichi, perché spesso conterrebbero larve di una specie di vespa.
C'è chi non indossa lana né seta e chi non prende il bus perché sui parabrezza si schiantano gli insetti.
Qualcuno assicura di non toccare banconote, perché prodotte con componenti animali.

Veganuary, il gennaio vegano,  di moda da qualche anno nei paesi anglosassoni, ha raggiunto a gennaio 2020 un milione *like* su Instagram.
E sempre in Inghilterra, a gennaio, anche la legge ha decretato che il veganismo etico si qualifica come un credo filosofico.



Una frangia di militanti vegani insulta chi posta un video sul ragù  facendo proprio lo slogan non voglio ammazzare per mangiare.

Alcune attrici definite belle per antonomasia sostengono sia tutto merito della dieta vegana che hanno abbracciato.

E c'è persino chi sostiene di essere guarito da patologie croniche e infiammatorie  grazie alla dieta senza carne o derivati animali.




Che dite, essere vegano oggi è solo una moda?

O

è un volersi bene, un rispettare l'ambiente e una scelta etica?

 

 
 
 

Bei tempi andati

Post n°825 pubblicato il 10 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Succede che un commento lasciato lì mi frulli in testa. 
E così è accaduto.
Leggo:
                                     Se avessi la bacchetta magica,
                              farei ritornare i vecchi anni 50,60 70,e 80.


c'aggiungerei anche quelli '90.


Gli anni 50, lontanissimi ormai, usciti sconfitti dalla guerra sono anni di ricostruzione. Manca tutto, anche il lavoro.
Sono gli anni di Coco Chanel , di Elvis, dei Peanuts, di Elisabetta che diventa regina, nasce la TV e Carosello.
Ma sono gli anni della crisi di Suez, di Fidel Castro, dell'Unione Sovietica che invade l'Ungheria.






























Oggi , a pensarci bene, sembrano ere geologiche fa.





Aveste voi  la bacchetta magica in mano in che decennio dei bei tempi andati la puntereste e vi piacerebbe ritornare?

E perché?


 
 
 

Se dico e-commerce

Post n°824 pubblicato il 09 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Automaticamente si pensa ad Amazon.

In media ogni giorno in un magazzino Amazon l'addetto smista dai 18 ai 24mila pacchi e percorre 10 Km.
monitorato dal vigile occhio del 'Grande Fratello' aziendale.


In Amazon sopravvivi al massimo 4-5 anni. L'azienda ti spreme fino a quando le servi e poi sarai tu stesso a decidere di lasciarla – racconta uno di loro-  perché se non hai il *passo Amazon*, vieni affiancato da un responsabile che ti scandisce i tempi corretti per mantenere gli standard di resa. Naturalmente lo stress, l'ansia e la fatica causati dall'ossessione del produrre e dal rispetto delle scadenze hanno ripercussioni sulla salute psico-fisica tant'è che ormai da anni alcuni di noi  fanno uso di psicofarmaci per non parlare di chi soffre di ernie e mal di schiena.

In una lettera agli azionisti la società ha fatto notare che lo scorso anno sono stati creati 130 mila posti e che i dipendenti sarebbero aumentati del 25%.
Un colosso mondiale che ha investito in Italia 4 miliardi di euro aprendo store da nord a sud  e il cui fondatore, presidente e amministratore delegato Jeff Bezos ha un reddito di 125,7 miliardi USD  guadagnati per molti sul sudore e la fatica dei dipendenti.


Nonostante non si possa condividere lo sfruttamento nel lavoro,  mi risulta difficile comprendere e accettare che sia solo Amazon ad usare politiche poco etiche e molto discutibili.

Perciò penso alla mia amica pescivendola, non ancora 50enne, che  ogni giorno sta in ammollo con mani e stivali, che ha l'artrosi nelle mani e nelle ginocchia ma che la proprietà non la cambia di reparto.

A quello che sta in fonderia. Con le cuffie per attutire i rumori  e tante volte pure con il timpano perforato.

O in conceria. Che respira vernici 8 ore al giorno e che spesso nei cicli continui per non fermare l’impianto lavora anche a Natale o a San Silvestro.

O al camionista che si macina Km. e Km. ogni sacrosanto giorno in mezzo al traffico, alla nebbia, al gelo, al caldo.

E al muratore che lavora sui tetti non sempre in sicurezza sotto il sole cocente di luglio.


Ed è per questo che sorrido sarcasticamente quando ascolto l’impiegato/a , l’insegnante o il pubblico dipendente lamentarsi.





























Perché di mestieri duri e talvolta non equamente retribuiti la lista potrebbe allungarsi .


Secondo voi fra tutte le attività che vi vengono in mente qual è il lavoro più duro?

 

 
 
 

Una tendenza mondiale

Post n°823 pubblicato il 07 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

E' sotto gli occhi di tutti noi che ogni giorno chiudano migliaia di attività di tutti i tipi, dalla piccola bottega di quartiere allo storico  negozio in centro, fino ad arrivare ai saloni di bellezza.
Una realtà ormai ufficiale e una tendenza mondiale che investe anche i centri commerciali dove fino a pochi anni fa venivano principalmente effettuati gli acquisti.
Molti commercianti si sono rassegnati  come quello che mi diceva:
Il 2019 l’ho chiuso con un meno 9%. E il nuovo anno è cominciato anche peggio.
Ho licenziato la mia dipendente, ragazza in gamba molto amata dai clienti.
Ma non posso farci niente.





























E non è colpa della crisi, né delle tasse ma dei grandi colossi  e-commerce che, per strategie e logiche concorrenziali, hanno schiacciato le aziende più deboli .


 Oggi Ansa riporta:

                          
Dal 2010 al 2013 l’afflusso  (nei negozi )è diminuito del 50%:
                           Ma se la grande distribuzione registra una crescita dell'1,4%,
                 le vendite nei piccoli negozi risultano in flessione per il terzo anno consecutivo.

 

Secondo un recente rapporto Censis-Coldiretti,  non si acquista solo tecnologia, telefonia, abbigliamento, libri, profumi e creme, ma pare che più di un italiano su tre abbia utilizzato una piattaforma digitale per acquistare registrando un aumento del 47% rispetto all'anno precedente.


Tra gli aspetti che secondo gli italiani – pochi per la verità-  vanno migliorati, c’è il rispetto dei diritti del lavoro dei fattorini perché troppo spesso s'impongono loro metodi di lavoro, orari e turni  non etici.
E non vale solo per Amazon.


Vi ci ritrovate in questo nuovo modo di comprare?

E dove avete effettuato il vostro ultimo acquisto?
Via internet, comodi da casa, recandovi dal negoziante di fiducia o catapultandovi dentro un centro commerciale?

 

 
 
 

Di confusione ce n'è abbastanza

Post n°822 pubblicato il 05 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Era novembre.

 
Santori diceva così

e le piazze si gremivano di gente comune, di VIP, di mancati VIP.
Cantavano Bella ciao.

A Quelli che il Calcio Paolo e Luca ricorrono a Dalla e

MaLaVoglia compone questo ispirandosi a elefanti e formiche.

Insomma, un fenomeno virale perché le Sardine suscitano anche dei sentimenti: simpatia nel 32% degli italiani; indifferenza nel 41% e, infine, antipatia nel 17%.
Tra gli elettori del Pd la simpatia vola all'84%

Intanto fra comizi di partiti  e appuntamenti di Sardine nelle piazze arriva il tempo delle Regionali.

Qualcuno pensa che l'attivismo delle sardine abbia fatto la differenza  in Emilia Romagna.

Oggi, a riflettori ormai spenti perché  tutti hanno vinto, nessuno ha perso e solo il M5S ne è uscito con le ossa un filino rotte, si torna a parlare delle Sardine.

Tutta colpa di una foto, si dice.

Le facce sorridenti  delle *Sardineleader*  in compagnia di Benetton  maggiore azionista di Atlantia e di Oliviero Toscani a cui pare non interessare un granchè che caschi un ponte hanno agitato la base del movimento tant’è che dall’interno piovono accuse.

Pur se negli intenti iniziali dei promotori del movimento non c'era l'idea di darsi delle regole, il 14 e 15 marzo ci sarà un congresso nazionale per delineare il futuro del movimento.

Nel frattempo scrivono una lettera a Conte articolandola in tre punti fondamentali:

Sud, sicurezza e dignità.


Ho letto begli intenti, belle parole, una corretta grammatica, ma mi sfugge qualcosa.



A distanza di mesi davvero non ho ancora capito che programma abbiano, cosa vogliano e soprattutto  cosa dicano in concreto.


E siccome di confusione mi pare ce ne sia già abbastanza


...  vi andrebbe di spiegarmelo? 

                                                           Grazie in anticipo  


 

 
 
 

 

 

 

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