Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

C'est la Vie

Il bello, il brutto ... e il così così

Messaggi del 02/10/2020

Il doodle di Google mi dice che

Post n°899 pubblicato il 02 Ottobre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

oggi è la festa dei nonni.





















Ennesima festa tanto commerciale quanto inutile nata a fine anni '70 negli Stati Uniti  per volere di Marian McQuade, casalinga, madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti sbarcherà in Italia nel 2005.
Volutamente sorvolo sugli innumerevoli sentimentalismi o luoghi comuni buonisti e di circostanza sul ruolo dei nonni che tutti abbiamo avuto e a cui sicuramente abbiamo voluto bene.


Ho avuto la fortuna di conoscere tutti i miei nonni.
Quattro personaggi diversissimi fra loro.

Nonna Angela, mondina da ragazza, era una donnina di poche parole ma di molte preghiere. Lei la domenica si metteva il filo di perle e andava alla messa delle 6emezza: con poca gente Dio ascoltava meglio le sue preghiere.
E' suo il merito se tiro raramente la sfoglia.
Un giorno mi prese le misure: sicura tagliò la stoffa blu e io stavo ad ammirarla mentre destreggiandosi  tra ago e filo faceva uscire un vestitino.

Nonno invece era un omone: amava la pesca e mi ci portava. Diceva che allenava alla non fretta. Amava la musica tant’è che provò ad iniziarmi alla lirica con successi decisamente scarsi, ma amava di più fermarsi in ogni osteria a chiacchierare e a bere il bianco.

                                                 
                                                

Differente era l'altro nonno: due guerre sulle spalle, deportato e ritornato vivo.
Passava ore a raccontarmi le storie di vita vissuta mentre gli occhi si facevano lucidi di lacrime. Io restavo ad ascoltarlo quasi estasiata, sicuramente commossa.
Lavoratore instancabile, detestava Nilde Iotti e non sopportava Rita Pavone.

E poi c’è lei: nonna Lia.
Per una spicciolata di giorni non compì i 100 anni.
Era colta per la sua epoca.Moderna e di mentalità molto aperta.
Con lei non c’erano tabù.
Ci teneva molto alle buone maniere. Mi insegnò ad accavallare le gambe con garbo e mi difendeva quando mamma brontolava perché le gonne erano troppo corte. O quando rincasavo in ritardo.
Grazie alla sua pazienza, mi sono ritrovata destreggiarmi nel punto croce.
Superlativa ai fornelli, senza buttare niente, preparava leccornie: sapori che non ho mai più assaggiato.


Qualcuno di voi è già nonno  o nonna, ma prima siete stati certamente nipoti: vi va di condividere uno o più ricordi legati ai vostri nonni?






 
 
 

 

 

 

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