Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

C'est la Vie

Il bello, il brutto ... e il così così

 

Fiocco rosa e fiocco azzurro

Post n°856 pubblicato il 16 Maggio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Nello scegliere tutina e scarpine provavo emozione.
La nascita di una vita porta con sé ricordi tenerissimi mai assopiti ma soprattutto voglia di futuro.
Così mentre la carrellata di minuscoli completini scorreva davanti ai miei occhi mi chiedevo:

chissà fra 7, 8, 9 mesi o un anno quanti fiocchi rosa e azzurri vedremo appesi alle porte




























Non solo perché è opinione diffusa che la tensione della quarantena abbia significato quaresima e astinenza da desideri e complicità, ma perché oggi che, almeno sulla carta,  dobbiamo fare i conti con la nuova normalità fatta di incertezze, di perdite di lavoro e anche di strozzini vien da chiedersi quali e quante coppie decideranno di rimettersi in gioco come genitori.

Intanto dall'Ucraina arrivano immagini agghiaccianti.


Sono almeno un centinaio.
Piangono tutti.

Strappati dal tepore di un utero vorrebbero almeno calore umano.
Ma la mamma naturale  che ha già percepito il compenso per il suo "lavoro" non può accudirli, la mamma "committente",  a causa lockdown,  non può andare a prenderli.

Parcheggiati peggio di pacchi postali.
Eppure vivi.

Di questi almeno 11 piccoli innocenti sono destinati a famiglie italiane.

Che la maternità surrogata sia diventata a tutti gli effetti un redditizio mercato globale lo sappiamo da anni.
E da anni se ne discute sulla sua moralità o amoralità.



Se in Italia dove  la maternità surrogata è proibita ci fosse una legge che anziché vietare, facendo finta che la questione non esista , regolasse,  sarebbe cosa buona o giusta o comunque l' utero in affitto resterebbe contro natura?

 
 
 

Chi e cosa passerà alla Storia?

Post n°855 pubblicato il 12 Maggio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Ci stiamo avviando a passi lunghi e ben distesi a una nuova normalità.

Un periodo, quello che abbiamo vissuto, in cui
le singole tragedie umane verranno assorbite dalla memoria ma che sicuramente non passerà inosservato.

In un prossimo futuro lo si ricorderà attraverso libri cartacei o digitali, film o documentari per consegnarlo ai posteri come una delle tante pagine di Storia.






















Se foste voi a consegnare alla Storia il racconto di questi mesi su che vi concentrereste?

Parlereste di Conte, del lockdown e delle sue fasi?

Di Arcuri e dei suoi pasticci sulle mascherine?

Ricordereste la speranza che si manifestava con #andràtuttobene e che faceva a botte con le immagini di Bergamo e dei camion pieni di vite ormai vuote?
Le immagini dell'infermiera che culla l'Italia diventando simbolo di una categoria oggi celebrata?
O i volti sfatti dalla fatica, dai segni delle mascherine e dalle dita piagate dei medici e di tutto il personale sanitario?

Raccontereste dell'economia in ginocchio e di quanti hanno perso il lavoro o chiuso l'attività?

Del#iorestoacasa fra lamenti e piagnistei, hobby riscoperti e noia quotidiana?
Della capillarità della rete che ha consentito lo svolgimento di lezioni agli studenti e di lavoro a molti italiani e non solo?

Di Johnson e dell'immunità di gregge?
Della Cina e dei suoi probabili, ipotetici, sicuri silenzi?
Di Trump e delle fosse comuni a Central Park o dell’orologio a Times Square?
Della Merkel e di Frau von der Leyen?



O invece niente di tutto ciò?  



A voi la parola...

 
 
 

Come lei... nessuno!

Post n°854 pubblicato il 10 Maggio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Da noi entrò fra le date da festeggiare negli anni ’50  con il boom economico e si fissò sul calendario all’8 maggio. Poi si decise che andava bene la seconda domenica di maggio.

Come tutte le date convenzional-commerciali la rifuggo.
Ai fiori, profumi, cioccolatini preferisco opere di bene, cioè l'ordine fra le loro cose e le piccole viste che diventano grandi collaborazioni.

Si è orgogliosamente mamma ogni giorno del calendario.
Lo si è quando ti dicono
                                             Mamma,… sai che …

e si raccontano rendendoti partecipe e complice.

Seppur etichettata in tipologie studiate a tavolino e caricata di ogni responsabilità, è incontrovertibile che
di mamma ce ne sia  una sola.




 



































… anche se certe volte, per amore, qualche errore lo si fa pure.


Molte di noi siamo mamme, ma tutti siamo figli.

Vi capita di dire: 
                                         come faceva mamma…nessuno ?



A me sì.
Quando penso alle *sua* peperonata che mai sono riuscita a riprodurre pur seguendo passo passo  la ricetta o a come inamidava le camicie di papà…
... io restavo affascinata nel vederla girare con destrezza la punta del ferro senza vapore e pesantissimo … senza far pieghe.



 

 
 
 

Oltre il coronavirus

Post n°853 pubblicato il 08 Maggio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Quante pagine abbiamo letto sull'argomento coronavirus?
Infinite

Intanto,  però, nonostante il lockdown, qualcosa di grande si costruiva.
Il ponte di Genova, per esempio, che stasera si illuminerà di rosso per celebrare la giornata internazionale della Croce Rossa.
Quanto ci è stato parlato di quest'opera?
Poco,  vero?  

Eppur s'è fatto senza polemiche, dissensi e consensi e soprattutto lungagne burocratiche perché, diciamocelo, gli italiani sono brava gente e sanno essere ben efficienti se non hanno i bastoni fra le ruote.


                                                 





Un evento raro.
Probabilmente unico nella nostra recente Storia fatta di giochi di poteri, di beghe, di più o meno velati ricatti e di remissioni.


E' ciò che sta accadendo con un altrettanto argomento scottante: i migranti.

Qualche giorno fa Repubblica riportava questo


E sempre qualche giorno fa Teresa Bellanova, colonna renziana nel governo, minaccia di dimettersi se all' interno del decreto sull' economia non sarà inserita la regolarizzazione di 600mila clandestini.

Ed è bufera.

C'è chi pensa che più di un gesto umano sia una preoccupazione per la stagione della raccolta che rischia di andare in malora.

Chi è dell'idea che la sanatoria dei migranti incoraggi gli sbarchi e discrimini gli italiani potenziando rabbie.

Chi punta l'indice contro il governo sostenendo inconcepibile che,  con l'Italia in ginocchio,  si pensi ai migranti piuttosto che alla sopravvivenza degli italiani.

Chi è convinto che la regolarizzazione dei migranti sia una priorità su cui l'Italia debba legiferare.

C'è pure chi amaramente pensa che i migranti esistano come forza lavoro.
Ma non esistano come persone.


E c'è chi come voi pensa che la  regolarizzazione dei migranti sia…?

 

 
 
 

Si fa presto ... a parole

Post n°852 pubblicato il 07 Maggio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Barbara e Nicola oltre a vivere insieme lavora _[va]_ no insieme: a suon di sacrifici avevano messo in piedi un ristorante che faceva 40 coperti.
Uno spazio non grande ma che fruttava quel tanto che bastava per sentirsi realizzati.
Si erano specializzati in pochi menù che però incontravano il favore e il piacere dei clienti. Cucina curata e casalinga e servizio veloce erano i loro punti saldi.
Ad aiutarli c'era il lavapiatti, una cameriera fissa e nel fine settimana due studentesse che con quel che guadagnavano si mantenevano a Ca' Foscari.

Per effetto del lockdown si videro costretti a buttare cibo.
Si districarono in pratiche burocratiche mettendo in cassa integrazione i dipendenti mentre l'affitto della locazione correva mensilmente.

Oggi, che ormai la data di riapertura non pare più una chimera, sono lì a chiedersi
che sia un buco nell'acqua riaprire?




























Perché riaprire significa, oltre che riprogettare quasi ex novo il locale,  investendo soldi, dimezzare o forse dividere per 4 il numero di coperti.

Quindi,  se prima il guadagno netto, anche se tanti mesi risicato,c'era , oggi si potrà ancora parlare di guadagno?

E ancora, quanti clienti effettivamente andranno al ristorante spendendo sui 40 euro a persona?

Chissà quanti Barbara e Nicola faranno i conti con l'incertezza del momento.

Perchè si fa presto a dire riapriamo… a parole…

 
 
 

In marcia verso Sud

Post n°851 pubblicato il 05 Maggio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

È ammesso il rientro presso il proprio domicilio,
abitazione o residenza

così recita il decreto firmato Conte a partire dal 4 maggio.

Ma le regioni del Sud temono il ritorno in massa da zone 'pericolose' per via dei numeri di contagio.

Sta il fatto che il *in marcia verso Sud*,  nonostante i controlli rigorosi e, ad oggi, nessun assalto a bus, treni e caselli autostradali,  fa discutere, prendere giusti o eccessivi provvedimenti  e inquieta gli animi.



























Se da una parte ci sono le paure del popolo del Sud risparmiato dall'onda dei contagi , dall'altra le aspettative di chi al Nord aspettava il decreto Conte per tornare fra i suoi affetti come il signore che a Il Giornale ha inviato la lettera riassunta così: 


Vorrei solo tornare a casa dove ho il diritto di andare.[…]
Da quando è iniziata la pandemia ho sempre fatto la mia parte di cittadino.
Per senso civico e di responsabilità. Sono rimasto a Milano.
Ho seguito le direttive nazionali. Sono stato in casa.
Ho subito la cassa integrazione. Ho acquistato gel e mascherine. […]
dietro alla parola “cittadini” ci sono migliaia di uomini e donne […] che hanno dovuto affrontare questo dramma [...] lontano dai propri cari,
costretti in appartamenti piccoli o condivisi, in solitudine
e affrontando un peso economico a volte insostenibile da soli.
Ho aspettato, con pazienza.


Che rispondereste a lui e a tutti coloro che dal Nord si mettono in marcia verso il Sud?

 

 
 
 

Saranno davvero qualcosa di serio?

Post n°850 pubblicato il 03 Maggio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

C'è il festival di Sanremo, quello dell'Oriente, di Cannes, dei due mondi e c'è da oggi, rigorosamente on line, il festival della serie tv.

Si dice che le serie tv siano qualcosa di veramente serio: attraverso la bravura e l’espressività degli attori si racconta il mondo.

Si affronta il tema della disabilità e della malattia, ma anche dell'amicizia e della complicità.
Dell'amore e del dolore.
Del riscatto sociale e personale.

Si dà risalto alle problematiche legate al mondo LGBTQI o alla questione femminile.

Le location e i paesaggi spesso intrigano e ci si sorprende a dire: ma lì ci siamo stati, oppure che bei posti!

Così, puntata dopo puntata,  si resta lì incollati allo schermo pronosticando il come andrà a finire.

Il finale, di solito, resta volutamente aperto e così  di stagione in stagione si crea una sorta di appuntamento con il telespettatore che si immedesima nel racconto o nel protagonista o semplicemente nella vicenda narrata.



























Di serie TV non c'è che l'imbarazzo della scelta.
In streaming o su Netflix perché la TV che sia di Stato o commerciale preferisce ignorare: mai sia che non ci sorbiamo le pedanterie dei sempre quelli e pure pesanti programmi detti di informazione che informano poco, formano niente e stufano tanto.

Vabbè, sono curiosa    e chiedo…

… c'è  una serie Tv che vi ha particolarmente coinvolti al punto da ritenerla qualcosa di veramente serio?


E ancora, tra serie Tv scaglionate nel tempo e negli anni e film con un inizio e una fine il tutto nel tempo di due ore che preferite?

 
 
 

A volerci trovare tutto il bello che c'è

Post n°849 pubblicato il 30 Aprile 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s

Mentre lui, il coronavirus, non guarda in faccia nessuno ricordandoci che non cricco o  povero ma che siamo tutti uguali, noi  ormai consapevoli  che non ci mollerà a breve ci attrezziamo a resistergli.
Più o meno muso duro.
Più o meno altruisti o egoisti.

                                                 

Come collettività abbiamo imparato poco. Forse abbiamo consolidato quello che già sapevamo.

Abbiamo però capito che c'è bisogno di Stato: dall’assistenza sanitaria agli aiuti alle famiglie e alle imprese.

Abbiamo chiaro quanto immenso sia il valore della Sanità Pubblica e di quanto sia irrinunciabile la ricerca medica e scientifica.

Abbiamo ascoltato il silenzio intorno e dentro di noi.
Tastato la paura ma anche la pazienza di stare in fila contingentati e senza protestare.

Abbiamo fatto della nostra casa di volta in volta ufficio, scuola-università, palestra, ristorante, pasticceria, biblioteca.
Abbiamo scoperto quanto importante sia la nostra vita familiare.
E di essere bellissime anche con la tinta fai da te e i capelli fuori taglio.


Abbiamo coltivato hobby che pensavamo di non avere e siamo diventati giardinieri o ortolani da davanzale.

Abbiamo rivalutato  la parola libertà in tutte le sue sfaccettature.




                                              


                                                      #nonandràtuttobene,



però , visto che con questa nuova normalità ci si deve convivere il più serenamente possibile , a volerci trovare tutto il bello che c’è
, che avete imparato in e da questi lunghissimi mesi?




 

 
 
 

E' blues, è rock

Post n°848 pubblicato il 27 Aprile 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

è molto Stones.

Allora, per farla breve.
Più di un anno fa a Los Angeles avevamo pensato di tenere questo brano per un nuovo album, poi è scoppiato il casino
e insieme a Mick abbiamo deciso che questa canzone doveva essere terminata adesso
e così eccola qui

Keith Richards

 

 

Ha già quasi  3.400.000 visualizzazioni;  più di 110.000  ; più di 6.100 commenti.

 

Penso che questa canzone rispecchia l'umore del momento,
spero che le persone che l'ascoltano siano d'accordo
Charlie Watts

 

 

Immagini  surreali e stati d'animo al limite dell'angosciante  che ci hanno accompagnato per settimane e settimane.

Oggi a fatica stiamo provando a tornare piano piano  ad una nuova sconosciuta e responsabile semi-normalità.

Qualcuno da ieri sera applaude alla prudenza.

Per molti invece le aspettative per il 4 maggio proprio ieri sera sono state disattese.

Probabilmente è stato così anche per mamma Mariangela.
Mi scuserà se del suo commento ne faccio argomento di discussione ma quello che la signora scrive è la realtà che vivono molte famiglie e mi piacerebbe condividerlo con voi:


                                        Ci lamentiano e abbiamo ragione.
                                     Scuole chiuse e genitori che lavorano.
                      Parrucchiere e estetiste chiuse fino a giugno ci tirano matti.



Che le rispondereste?


Per par condicio anche le celebrazioni di messe e la questione hotel e ristoranti hanno una messa in moto diesel,  quasi a carburo: restrizioni consone o esagerate?


 

 

 
 
 

Tre quarti di secolo fa

Post n°847 pubblicato il 25 Aprile 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Chissà come si sentivano gli italiani settantacinque anni fa.
Papà non lo ricorda: era troppo piccolo.
A nonna non lo chiesi mai.
Anche a nonno mi dimenticai di chiederlo.
Per lui l'Italia, in verità, non fu *liberata* il 25 aprile 1945.
Certo è che lui di quegli anni vissuti e combattuti  ne andava fiero.
Io ascoltavo le sue favole di vita affascinata e commossa forse quanto lui mentre parlava di proiettili,
                di deportazioni,
                                      di amicizia,
                                                      di solitudine,
                                                                        di crudeltà fasciste e anche partigiane.

                                         
Diceva che ogni medaglia ha sempre due facce e fu per questo che m'insegno Fischia il vento, ma anche Faccetta Nera.



lui non la cantò mai.

La imparai a scuola e nell'immaginario di bimba pensavo al fiore di montagna cresciuto sulla terra fredda quasi a dare onore e rispetto al partigiano morto per la libertà.





























Col senno di poi aveva ragione nonno: la canzone simbolo della lotta contro il nazifascismo divenne l'inno della Resistenza 20 anni dopo la fine della guerra.

Remixata, talvolta inflazionata, cantata dalle sardine nelle piazze e dai commissari del parlamento europeo è oggi una sorta di inno alla libertà in tutte le sue forme.

O forse un inno alla resistenza.

Già… quella resistenza dell’#iorestoacasa che per molti di noi è diventata dopo due mesi una trappola insopportabile.
Lamentosi come bambini viziati scalpitiamo in nome di una libertà negata e pur consapevoli che molto della nostra vita è cambiato ci vestiamo di egoismi mentre là fuori c’è chi come nonno sta in trincea o come il suo compagno di sventura che ansimava mentre gli amputavano una gamba.



Sicchè oggi all'appuntamento flash mob qualcuno o tanti la intoneranno dai balconi e dalle finestre delle loro comode case


Con la speranza di saperci reinventare non solo come Nazione ma soprattutto come singoli individui …

  … ne abbiamo bisogno un po’ tutti…



                                           Tre quarti di secolo fa i  nostri nonni
 
                                 che non erano ricchi di parole e poveri di umiltà
                                                         ce l'hanno fatta ...

 

 
 
 

Impellente ed essenziale VS differibile e marginale

Post n°846 pubblicato il 23 Aprile 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Bonetti: Nella fase due sarà necessario per i bambini indossare guanti e mascherine.
Se servono le mascherine ci devono essere.


 

Spulciando qua e là leggo che alcune ditte italiane si stanno o si sono attrezzate per la produzione di mascherine per bambini e adulti e applaudo alla grande voglia di ri_progettarsi con manufatti volti ai bisogni contingenti ma anche alla determinazione di mantenere il lavoro per i dipendenti che altrimenti finirebbero fra le fiila dei cassa integrati.
 
Da un'azienda storica di Feltre,  Piave Maitex,  specializzata in tessuto elastico per costumi, intimo e abbigliamento sportivo arriva questa:






























 E' colorabile con i pennarelli: un modo intelligente per renderla accessorio obbligatorio  ma anche giocoso e unico.

Il 'segreto' sta nel tessuto elastico già certificato e che si adatterebbe alle dimensioni del viso.
E’  traspirante e con trama molto fitta.  Resiste a 40 lavaggi a 60°.

Se ne producono 60.000 al giorno. 

Ora come ora distribuiamo mascherine al prezzo di costo, fa sapere la proprietà,
ma  gli ordini on line prevedono un quantitativo di 100 pezzi.

A onore del vero, cazzeggiando su Google, il prezzo si aggirerebbe a seconda del sito dai 35 ai 39 euro per un set di 5 mascherine.
Quindi: intorno ai 7 euro a mascherina.

Tanto.
O poco.

Perché se  vado a guardare il prezzo delle mascherine chirurgiche scopro che per una confezione di 50  pezzi si chiedono 99,99 euro. Va di lusso se il costo si abbassa a  70 euro.
Amazon le propone ad un prezzo decisamente più abbordabile.  Ci aggiunge però le spese di spedizione e ti dice :
                                                 ordinalo &
                                 Ricevilo lun, 15 giu - ven, 10 lug.


Eppure sono elemento obbligatorio per la nostra e altrui  tutela: ! Zaia ! dice che saranno l'unica medicina che in attesa del vaccino ci salverà.

Ansa riporta che  Federfarma chiede un accordo sul prezzo di vendita dei dispositivi oppure lo stop alla vendita.

Non va meglio per i guanti quelli usa e getta che nei supermercati costavano una pippa di tabacco e che oggi mancano.
Però su Amazon ci sono alla modica cifra di circa 18 euro per 50 paia.

Che dire poi dei disinfettanti per mani? Introvabili.
Alcuni addirittura sequestrati. Altri scaduti.


Può darsi ch' io non sappia quel che dico,

ma è
della distanza fra i sedili degli aerei o di come allestire le spiagge o se il calcio vada riaperto che si deve discutere dimenticando l'impellente e l'essenziale di cui i cittadini, tutti, quotidianamente hanno bisogno?

 
 
 

In sicurezza o con in_sicurezza

Post n°844 pubblicato il 19 Aprile 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Che ripartire sia un imperativo è  fuori luogo perché con il virus dobbiamo convivere per ancora tempo, tanto tempo.  
E perché ogni giorno di lockdown costa all'economia.

Lo dovremo fare, assicurano,  in sicurezza o forse con in_sicurezza date la tanta teoria e la poca concretezza. Non solo perché manca mezzo spiraglio di cura o mascherine, guanti, disinfettanti.
Mancano regole. Precise e uniformi.

Che il come sia stato gestito possa piacere o meno ormai appartiene al passato ed è inutile piangere – eventualmente – sul latte versato.

Che il raffronto con altri Stati o Nazioni sia da evitare è ormai palese: a parità di percentuali di contagi, le gestioni sono diverse, le strategie anche, l'economia e le risorse pure, gli investimenti sanitari viaggiano da Stato a Stato a velocità non paragonabili.
Da anni e anni.

Guardiamo  quindi al nostro orticello e che dite se  lo facessimo  attraverso alcune dichiarazioni valide ad oggi visto che domani è un altro giorno foriero forse di altre idee?































Intanto che aspettiamo il 4 maggio Conte frena sulle aperture fai-da- te e dice :

                                                     io non mollo.




Nessuno o tutti hanno ragione.

Nessuno o tutti hanno torto.

... ma secondo voi in questo scenario fatto di fasi e contro fasi chi sbaglia meno e chi di più?


 

 
 
 

Mi piacciono le favole

Post n°843 pubblicato il 16 Aprile 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 


una gabbianella che volava felice nel cielo azzurro .
Presa dalla fame
si tuffò in mare percercare cibo, ma il mare era una distesa di petrolio
e le sue ali si impregnarono di olio nero
così restarono immobili e lei non potè più volare.
Con le sue ultime forze rimaste raggiunse la città e atterrò sul balcone di un palazzo dove abitava un gatto, Zorba,  che cercò di pulirla e sfamarla e dissetarla.
La gabbianella però stava molto male.
Prima di esalare l’ultimo respiro depose un uovo e disse:





 
La gabbianella morì serena.

  Passarono giorni in cui Zorba era combattuto se mangiare l'uovo o covarlo,
ma la promessa fatta doveva essere mantenuta. 
Un bel giorno l'uovo si schiuse e nacque una pulcinotta che si chiamerà Fortunata.
 Zorba le fece da papà e da mamma. La svezzò e la protesse dai pericoli.
La gabbianella non sapeva volare e aveva paura.
Zorba le provò tutte finchè un giorno la condusse sul campanile più alto. 
la incitò, la spronò, le fece coraggio e le disse:


Vola solo chi osa farlo.


La gabbianella, fidandosi, spiegò le ali, si alzò in volo e da lontano salutò l'amico
che l'aveva aiutata e amata.




Fu con questa favola che leggevo a mie figlie che imparai a conoscere un grande scrittore e un grande uomo o un grande uomo e un grande scrittore:  Luis Sepulveda.

Da "La gabbianella e il gatto", così si intitola il libro, venne prodotto un cartone animato di successo, ma come spesso avviene la lettura più che la visione dà emozioni uniche.
Quasi si creasse un filo univoco e ben teso che dal narratore arriva al cuore del lettore.


Non so a voi, ma a
me, ancor più che le fiabe del vissero tutti felici e contenti,  piacciono le favole.


Ce n'è una che vi divertiva raccontare ai vostri figli o ascoltare qu
a
ndo eravate bimbi e che amate ancora?

 
 
 

Due parole per un puzzle

Post n°842 pubblicato il 14 Aprile 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

E' passata Pasqua e anche Pasquetta.
Ma la quaresima no.

La vivremo per i  prossimi tempi, fino a data da destinarsi.

Ci abitueremo alle mascherine e a indossare guanti in lattice anche con 34°C all'ombra.
Non che cambi le mie abitudini perché da sempre abbraccio poco o niente amici e conoscenti,
ma rispetteremo il distanziamento sociale e
guarderemo all'altro come un ipotetico possibile
pericolo.
 
 

Saremo tutti un po' più poveri e rimpiangeremo quella libertà che non immaginavamo quanto
fosse importante.
 

Viaggeremo meno  ma qualcuno, assicurano, andrà al mare protetto dal plexiglass.

Impareremo il piacere che le mura domestiche sanno regalarci.

Lavoreremo in sicurezza o così pare.

Useremo ancora la tanto vituperata plastica, utilizzeremo meno i mezzi di trasporto pubblico,
faremo largo uso di disinfettanti
non sempre ecologici.




Forse si raggiungerà l'immunità di gregge o forse ci verrà in aiuto un vaccino.
Intanto ci sorbiamo le testimonianze dolorose di chi ce l'ha fatta in completa solitudine
e qualcuno piangerà l'amico
che invece non può raccontare la sua storia.

Ci ammaleremo, non tutti, ma buona parte,  a scaglioni cosicchè le scene di Bergamo
non abbiano da essere riviste e le terapie intensive non collasseranno.




Abbiamo applaudito medici, infermieri, personale sanitario ma abbiamo detto grazie ai commessi,
alle cassiere e agli autotrasportatori?

Si continuerà a protestare.
Si accuserà il governo o le regioni. Gli scienziati o i politici.  Il Nord e il Sud.
Ci sarà chi è diventato meno europeista e chi ce l'avrà con la Cina o con il mondo intero.
Ci consolerà che la pandemia ha trovato impreparati anche i Grandi della Terra.

Qualcuno continuerà in solitaria a cantare dalle finestre e qualcun altro stamperà manifesti
colorati con la dicitura


                                                    #tuttoandràbene

Che’ poi bene è solo un'opinione. O un'illusione. O una sorta di scaramanzia.

Perché le emergenze sono due: sanitaria ed economica.

Riassumere questo tempo è superfluo: tutti noi l'abbiamo vissuto e ciascuno di noi l'ha elaborato
secondo il proprio sentire.


Siccome sono  e pure curiosa, lo sapete, vero? 



vi va di  aiutarmi a completare un puzzle scrivendo due parole che rispecchiano il vostro
stato d'animo oggi al tempo del                                                                                                                                                    

                                               #ècambiatotuttodal9marzo


  io metto queste:  


                                
                                              

 

 
 
 

Al tempo del #iorestoacasa

Post n°840 pubblicato il 03 Aprile 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Il tempo sembra essersi accorciato. Almeno per me.
La sveglia suona come sempre alle 6.30.  L'aroma del caffè è il primo gusto che percepisco.
La mezz’ora di ginnastica tra step, addominali, flessioni dà il la al ritmo da seguire. Una doccia, la colazione energetica per supportare lo smart working che se è agile da un lato dall'altro impegna non poco.
Ci sono tempi da rispettare e riunioni Skype da organizzare.

C'è da pulire e disinfettare casa, da lavare, stirare e non da ultimo da pensare al cibo che in questi tempi, dovendo ingegnarsi per evitare le troppe uscite,  diventa un modo per sbizzarrire la fantasia.

Le ragazze frequentano le lezioni on line ognuna dalla propria postazione. Qui in Veneto gli atenei e gli istituti superiori sono lodevolmente efficienti.

E’ un lusso quando riusciamo a concederci la pausa pranzo insieme.

Ci sono gli incontri via pc  con papà e c'è anche mamma, con i fratelli, la sorella, i cognati e le cognate.
Anche con gli amici di sempre e tutti hanno qualcosa da raccontare.
Non sempre di bello. Non sempre di brutto.

 
C’è bisogno di informarsi anche: alla lettura delle notizie mi ci dedico una volta al giorno. Due sarebbero troppe.
E sarebbe troppo anche soffermarsi sugli articoli di troppe parole inutili.

Intanto il sole è calato e i fornelli chiamano di nuovo.

Quando spegniamo i pc ci ritroviamo  tutti a tavola. Parliamo di niente o di tutto.
Talvolta riusciamo a guardare un film insieme anche se mettere d’accordo 5 teste e 5 gusti è impresa non semplice.
Altre sere ci fanno compagnia un dolce, le carte, il monopoli e la tombola. Io perdo quasi sempre.

Questa in soldoni è la mia giornata al tempo del














In questi ritmi non frenetici ma stringati il tempo di stare qui manca.
Ma manca anche l'entusiasmo.



Mi sono sempre dissociata da post che in qualche modo parlino del virus, sia in senso ironico che draconiano o peggio polemico perchè  secondo me  qualsiasi considerazione  oggi suona fuoriluogo ed entrare nei vari blog e non commentare a tema mi pare un po' cafone.



Vi andasse di raccontare qui  la vostra giornata, comunque, vi leggerei volentieri.


               






&  Pasquetta ...

... casalinghe

 
 
 

Un'ora in più, un'ora in meno

Post n°839 pubblicato il 29 Marzo 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Abbiamo dormito un'ora in meno o ci si siamo svegliati un'ora dopo.

 

Almeno stanotte.


 



























Fu adottata durante la Prima guerra mondiale per risparmiare sull’energia sfruttando un minore uso dell’illuminazione elettrica.

Nei decenni successivi  venne introdotta, sospesa, abolita e di nuovo introdotta fino al 1996 quando  il passaggio dall’ora solare a quella legale avviene, secondo i fusi,  con uguali tempi e modalità tra tutti gli stati dell’Unione Europea.

Ogni anno, meno in questo 2020,  si discute sul fatto se l'ora legale sia davvero necessaria.

L'UE ha fatto una grande cosa, l'unica che sappia di democrazia e libertà  ...

... ha legiferato che ogni Stato potrà scegliere entro il 2021 se adottare per tutto l'anno l'ora solare come del resto già avviene per alcune nazioni.



Voi sareste per continuare il rito di spostare le lancette o preferireste un orario unico da gennaio a dicembre?

 

 
 
 

Grande, grande, grande

Post n°838 pubblicato il 25 Marzo 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Mina, Picasso, Maria Callas e Fellini hanno lo stesso sguardo.
C’è un filo che li unisce,
il filo della grande arte.
Mauro Balletti


 

Sei grande grande grande


come te sei grande



solamente tu


Direbbe a Mina,  oggi 80enne,  mamma che allora ascoltava estasiata la sua voce e malamente canticchiava pezzi passati alla storia. 

Che sia l'alone di mistero dei 42 anni di assenza voluta dalle scene o il timbro della sua voce o la capacità di riempire solo con la sua figura il palcoscenico, sta il fatto che Mina oggi è famosa come o forse più di allora.
Si dice che la musica leggera non abbia consegnato al presente altre voci italiane come quella di Mina.

Io, bambina, di lei ricordo il trucco esagerato negli occhi, le ciglia finte, le pettinature stravaganti e certi look fatti di piume o lustrini.
Ricordo bene il silenzio che calava in salotto quando lei, la tigre di Cremona, si esibiva tra note e parole.
E  restavo zitta più per rispetto verso mamma che per altro.
Ho ben presente quei dischi in vinile che giravano e giravano e che guai a noi! se toccavamo perché la puntina poteva risentirne.

Pescando nella memoria qualche vecchio ritornello m'è rimasto impresso.

























C’è fra il suo immenso repertorio fatto di 120 album un brano che più di altri ricordate e  magari canticchiate ancora?

 

 
 
 

***

Post n°837 pubblicato il 06 Marzo 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

In alcuni messaggi mi è stato chiesto perché non scrivo del coronavirus.
Della situazione in Italia, del Veneto, delle mie considerazioni  in questi giorni difficili cercando come di solito avviene attraverso il blog un confronto di opinioni.

























Non ne parlo di proposito.



Ci sono, secondo me, momenti delicati in cui si ascolta e si osserva.
Decorosamente in silenzio.

Di tuttologi, virologi, scienziati, esperti di economia … fake’s divulgatori  e polemici ne è piena l' Italia e il web.
Che possono fare a meno del mio contributo.


Intanto però passo dai vostri blog.




Non commenterò post che in qualche modo trattino l'argomento.



Buoni giorni! 

 
 
 

Quarant'anni di successo

Post n°835 pubblicato il 02 Marzo 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Tra tutte le auto che ho disegnato,
quella a cui sono più affezionato è la Panda, fatta in economia.
Giorgetto Giugiaro da un'intervista del 2016

 

Era il 26 febbraio  1980 quando veniva presentata nei giardini del Quirinale.





























Probabilmente non si pensava che il progetto
di un'auto fatta in economia nato negli anni '70 avrebbe avuto tanto successo e  neppure che la Panda sarebbe stata sul mercato ininterrottamente per 40 anni.

Erano gli anni di piombo e la Fiat stava attraversando un periodo difficile: c'erano rivendicazioni sociali e molti licenziamenti.
Erano anche gli anni della crisi petrolifera e l'Italia era in grosse difficoltà economiche tant'è che un tale Gheddafi acquisì il 10% delle azioni della Fiat. L'equivalente di 450 milioni di dollari.

Si racconta che quando Carlo De Benedetti, allora amministratore delegato della Fiat, commissionò il progetto di un'utilitaria piccola e di costo contenuto, Giuggiaro ci lavorò un'estate intera.
A progetto concluso, però, De Benedetti non era più in Fiat ma l'idea di produrre un'utilitaria con costi di produzione minimi si consolidò.

La concezione di un'auto alla portata di tutti piaceva a tutti  tanto da diventare la prima piccola utilitaria versatile.

In 40 anni cambiò estetica più volte: divenne 4×4  inerpicandosi fino a 5200m. per raggiungere il campo base sull’Everest e vinse il premio 'Auto dell’anno'.
A oggi, nonostante un look molto rinnovato, il suo successo commerciale pare sia rimasto immutato.



Di quella Panda fine anni '80 , verdina,  ho ricordi piacevoli: fu maneggiando quel volante, spingendo frizione, freno e acceleratore che imparai a guidare. A far retromarcia,  a partire in salita tenendo in gioco la frizione e a posteggiare  a esse ...'na tragedia all'inizio!
Mi faceva da istruttore un amico che col senno di poi voleva diventare amico più. Ma così non fu: ero orgogliosamente tonta a capire certe dinamiche.

Quando, dedicandomi a lavori stagionali, racimolai le lire e mi iscrissi a scuola guida, ancora una volta mi ritrovai sulla Panda. Color caffelatte

Non mi prese mai come auto.
Ma in fondo per me, donna, è raro che un modello di macchina susciti grande entusiasmo.

Acquistai, dopo lunghi bracci di ferro con mamma e solo con i miei risparmi un' auto di seconda mano certamente molto più brutta, ma costava poco e mi ci affezionai molto :
il senso di indipendenza e libertà che  mi dava quell'abitacolo se movibile superava di gran lunga il gusto estetico.
Era una 2 cavalli rossa e nera, bombata, con il tettuccio apribile e con il cambio all' incontrario.

C'è nella vostra storia un'auto a cui siete stati particolarmente affezionati?

 

 

 
 
 

Uniti oltre la vita

Post n°834 pubblicato il 28 Febbraio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Il cane è l'unico mammifero in grado di vivere realmente con noi,
e non semplicemente accanto a noi.
Irenaus Eibl-Eibesfeldt

L’anima del cane fedele va in Paradiso a raggiungere l'essere che ama.
José Moinaut

Il luogo migliore dove seppellire un bravo cane è il cuore del suo padrone.
Ben Hur Lampman



























Era il 19 febbraio, ma noi si era da altre faccende distratti, quando la Lombardia  approvò con 49    e 29   il progetto di legge per cui si consentirebbe la sepoltura delle ceneri degli animali d'affezione, come cani e gatti, in urna separata, ma nello stesso loculo della persona cui ha tenuto compagnia per anni con fedeltà e amore incondizionato.

Sarebbe, si legge, un servizio molto richiesto dai cittadini sia per volontà del defunto sia per richiesta degli eredi visto che " gli animali domestici fanno parte integrante della vita affettiva delle persone."

Per qualche fazione politica la proposta complicherebbe la gestione dei cimiteri ; meglio quindi prevedere aree riservate agli animali nei cimiteri umani.


E' di oggi la notizia secondo cui anche in Liguria si potranno seppellire gli animali da compagnia nella tomba del padrone.
Approvare questa legge, si dice, comproverebbe una buona politica oltre che un gesto di grande civiltà e sensibilità.


Siccome non abbiamo alcun altro problema imminente da risolvere e nè i cani nè i gatti  hanno colpa delle palle virali che ci propinano passandoci da fessi,

che ne pensate di questo progetto di legge?



 

 
 
 

 

 

 

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