Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

C'est la Vie

Il bello, il brutto ... e il così così

 

Un popolo affamato non ascolta ragioni nè giustizia

Post n°903 pubblicato il 18 Ottobre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

La prima regola per creare armonia sulla Terra è che ci sia cibo per tutti:
più c’è cibo per tutti, meno c’è guerra, è una regola basilare.
Possiamo vivere senza fare tante cose, persino senza vestirci,
ma non possiamo vivere senza cibo. “
Oscar Farinetti (fondatore di Eataly)


Commenta così il Nobel per la Pace assegnato al World Food Programme, l'agenzia delle Nazioni Unite che lotta contro la fame nel mondo.

Siete d'accordo, immagino, che il cibo stia alla base del buon vivere.




 





























Eppure succede che noi, che siamo poco meno di 8 miliardi di persone, ne produciamo un surplus tale da sfamare 12 miliardi di persone. Però non lo sappiamo distribuire per cui, stando alle ultime stime, circa 2 miliardi tra uomini, donne e bambini ne hanno una quantità pari a 0.


Lo scorso anno hanno patito la fame 690 milioni di anime. Sparse soprattutto fra l'Africa,  l'Asia, e il Sud America.

Le previsioni per quest'anno, complice la pandemia,  sono severe : 130 milioni sarebbero le genti che rischiano la fame cronica e quasi 700 milioni non avrebbero cibo a sufficienza.

Se ne parla oggi perché l'altro ieri era la 75esima  giornata mondiale per l'alimentazione ma  già domani sarà tutto bello e dimenticato perché la filiera del cibo alimenta la fame nel mondo cosicchè noi sugli scaffali possiamo trovare ogni bendiddio.


Facendo mia una frase di Fabio Ciconte :

"Se troviamo cocomeri a 0,01 cent e fragole d’inverno, ci interroghiamo su cosa c'è dietro"? 

O siamo incuranti e acquistiamo?


 
 
 

Trendy o trash?

Post n°902 pubblicato il 11 Ottobre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Non posso rinunciare al quotidiano skin care, né al quick easy make up:  ombretto rigorosamente mat e linea sottile di eyeliner. Sono indecisa se mettere il blush, ma sono convinta del gloss.

Squilla lo smartphone:  penso sia un call center, invece è la mia amica che fa la dog sitter e che a causa del lockdown quest’anno ha perso anche il part time.

Vorrei fare jogging, ma piove quindi opto per lo step.

Spulcio news qua e là e alcune sanno di fake, altre sono irrilevanti ma che creano audience.

Ovunque si legge di Recovery Fund o di Recovery Plan.

Poi scopro che l'Università di Parma ha avviato una ricerca sul droplet prodotto da cantanti e musicisti durante i concerti in tempo di Covid e che dalla Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, su scelta del  Papa, è stato reso beato il primo millenial.

Non amo il gossip ma ammetto di aver letto l'intervista a Gabriel Garko che in questi giorni ha fatto coming out.
E comunque cool era, Garko, e cool resta.

Decido di guardare in streaming un film, ma sono incerta se scegliere una sit com o un drama opera.
Scelgo una preview. Le location sono decisamente gradevoli.

Entro in Community,  lascio qualche feedback.

Mentre scrivo ascolto un podcast.

Intanto il weekend volge al termine e lascia posto ad una settimana di smartworking, fra e-mailproblem solving e meeting.

On line, of course!




 






















Che gli anglicismi facciano sempre di più parte della nostra vita quotidiana è pacifico, ma sono  trendy o sono trash?









 
 
 

Decreti, decretini...da_cretini

Post n°901 pubblicato il 09 Ottobre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Elena che vive con *Paride* da una vita decide di uscire con lui. Possono uscire senza mascherina perché sono congiunti.
Siccome Elena e *Paride* però possono incontrare per via Ettore devono avere la mascherina. E indossarla.

Nuova regola per la gestione dei casi in aumento esponenziale.

Elena non è contro la mascherina.
Elena è contro l'idiozia del provvedimento.

Perché se Elena si infila una tuta, le scarpe da ginnastica e una fascetta in testa può uscire senza mascherina, fregandosene pure di incontrare Ettore: lei sta facendo sport.





























Elena entra in un ufficio con le finestre chiuse e trova gli impiegati seduti alle proprie scrivanie e senza mascherina.
Sa anche che nelle aule delle scuole non è obbligatorio l'uso della mascherina.

Elena ha voglia di caffè: nel locale la folla di gente senza mascherina è troppa e non sempre a un metro di distanza e quindi Elena non beve il caffè.

Elena per caso vede una corriera di studenti e pendolari: l'80% della capienza, che è già una buona percentuale di presenza, è in effetti il 120%.
Per carità, tutti hanno la mascherina ma il metro di distanza fra loro è solo un'ipotesi.

























Elena, mettiamo volesse  fare il vaccino antiinfluenzale perchè  gli esperti lo consigliano e lo raccomandano vivamente, scopre che nelle farmacie non è disponibile.  Gli stoccaggi regionali sono per gli addetti ai lavori, non per Elena, né per *Paride*, né per Ettore.

Elena legge che, siccome i contagi aumentano e si rischia di non starci dietro nè con i tracciamenti né con i tamponi né con gli isolamenti fiduciari che presuppongono assenze dal luogo di lavoro, l'esperto,  che fino a ieri riteneva doverosa la quarantena di 14 giorni , oggi valuta di ridurla a dieci e con un solo tampone.

Elena si rassegna: comprende tristemente che la mascherina obbligatoria all'aperto non è che un ridicolo tentativo di uno Stato che non sa che fare. Allo sbaraglio.

Pensa che ancora una volta troppi decreti  pro economia si traducono in decretini pro nulla e finiscono per rivelarsi regole da_cretini.



Sbaglia Elena a pensarla così?

 
 
 

Noi che...

Post n°900 pubblicato il 04 Ottobre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

... Ballando con le Stelle  ricordiamo i tempi degli abbracci stretti avvinghiati l'uno all'altra

... un  Medico in Famiglia  non ce l'abbiamo, ma abbiamo Zangrillo che nega l'innegabile

… guardiamo Il Grande Fratello che pare dirci *non farti Gli Affari Tuoi*

... quando nella cassetta delle lettere troviamo una busta corriamo in casa e diciamo:

                             * C'è  Posta per Te *   e invece è solo una multa... ...

...  vorremmo Essere Milionario  ma non abbiamo lo zio d'America che ci lascia   L'eredità

...  quotiamo Tu si que vales per convincerci che non siamo I soliti ignoti

...  se per un giorno non vediamo in TV Salvini  ci chiediamo:  Chi l'ha visto?  

… ci mettiamo alla prova con Temptation Island e raccontiamo solo ciò che è Verissimo
                                    anche se non ci fanno il Quarto grado

... sulL'Isola dei Famosi   non ci siamo mai stati perchè siamo  Uomini e Donne   normali

 

… e abbiamo smesso di interrogarci su Il senso della Vita perché siamo in Caduta libera
























Non per sembrare Fuori dal Coro,
ma a me 'sta TV pare solo una serie di Storie Maledette



                        

                                       un vecchissimo post molto riadattato



                                   

 
 
 

Il doodle di Google mi dice che

Post n°899 pubblicato il 02 Ottobre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

oggi è la festa dei nonni.





















Ennesima festa tanto commerciale quanto inutile nata a fine anni '70 negli Stati Uniti  per volere di Marian McQuade, casalinga, madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti sbarcherà in Italia nel 2005.
Volutamente sorvolo sugli innumerevoli sentimentalismi o luoghi comuni buonisti e di circostanza sul ruolo dei nonni che tutti abbiamo avuto e a cui sicuramente abbiamo voluto bene.


Ho avuto la fortuna di conoscere tutti i miei nonni.
Quattro personaggi diversissimi fra loro.

Nonna Angela, mondina da ragazza, era una donnina di poche parole ma di molte preghiere. Lei la domenica si metteva il filo di perle e andava alla messa delle 6emezza: con poca gente Dio ascoltava meglio le sue preghiere.
E' suo il merito se tiro raramente la sfoglia.
Un giorno mi prese le misure: sicura tagliò la stoffa blu e io stavo ad ammirarla mentre destreggiandosi  tra ago e filo faceva uscire un vestitino.

Nonno invece era un omone: amava la pesca e mi ci portava. Diceva che allenava alla non fretta. Amava la musica tant’è che provò ad iniziarmi alla lirica con successi decisamente scarsi, ma amava di più fermarsi in ogni osteria a chiacchierare e a bere il bianco.

                                                 
                                                

Differente era l'altro nonno: due guerre sulle spalle, deportato e ritornato vivo.
Passava ore a raccontarmi le storie di vita vissuta mentre gli occhi si facevano lucidi di lacrime. Io restavo ad ascoltarlo quasi estasiata, sicuramente commossa.
Lavoratore instancabile, detestava Nilde Iotti e non sopportava Rita Pavone.

E poi c’è lei: nonna Lia.
Per una spicciolata di giorni non compì i 100 anni.
Era colta per la sua epoca.Moderna e di mentalità molto aperta.
Con lei non c’erano tabù.
Ci teneva molto alle buone maniere. Mi insegnò ad accavallare le gambe con garbo e mi difendeva quando mamma brontolava perché le gonne erano troppo corte. O quando rincasavo in ritardo.
Grazie alla sua pazienza, mi sono ritrovata destreggiarmi nel punto croce.
Superlativa ai fornelli, senza buttare niente, preparava leccornie: sapori che non ho mai più assaggiato.


Qualcuno di voi è già nonno  o nonna, ma prima siete stati certamente nipoti: vi va di condividere uno o più ricordi legati ai vostri nonni?






 
 
 

Chatta che ti passa!

Post n°898 pubblicato il 30 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

La malinconia.
La solitudine.
La frustrazione.

E' questo il senso di Replika
, un'applicazione scaricata già da 7 milioni di utenti nel mondo.
Oltre il monitor però non c'è un cuore che batte, ma un'intelligenza artificiale con cui ci si illude di scambiare quattro chiacchiere proprio come all'oratorio o al bar ma  che in realtà nasconde risvolti potenzialmente pericolosi.
Basta chiedere consigli su come risolvere una controversia con chicchessia, ad esempio, per ritrovarsi di fronte ad una risposta di dubbia moralità: '' Eliminala! ''[clicca]  :

Ma se da un esperimento per quanto rischioso possa essere si passa alla realtà, allora il gioco diventa tragico.

E tragico è leggere del bambino di 11 anni  che si è lanciato dall'undicesimo piano di un palazzo a Napoli.

Avrebbe lasciato un biglietto di saluti a mamma e papà chiedendo scusa,  ma l'uomo nero gliel'aveva intimato.

Jonatan Galindo, è il nuovo gioco -successore della blue whale challenge-  che si svolge totalmente online.
Un personaggio con un cappuccio nero e l'aria sorniona alla Pippo richiede l'amicizia ai giovanissimi su ogni canale social possibile (Facebook, Instagram, Tik Tok, Twitter) e propone sfide con paure e angosce crescenti fino ad arrivare al gesto estremo.































Non sono giochi, come quelli che comunemente intendiamo ed è allucinante che vengano considerati tali.

Perché di ludico non c'è nulla.

C’è piuttosto la sfida con la violenza e con la morte.

C'è piuttosto l'identikit di una società malata.

 

Inutile colpevolizzare i ragazzini.

Ridicolo solo pensare a gioventù bruciata.

O dire *ai miei tempi…*



La rete offre, ma offre anche insidie.

Perciò per quale motivo nel web possono  trovare spazio  app  e nessun organo di controllo si attiva non solo a oscurare tali orrori , ma a denunciare e punire coloro che li pubblicano?


E ancora, le famiglie dove stanno quando non s'accorgono del disagio che sia di una settimana o di un mese  dei propri figli?

 
 
 

Stereotipi anni 2020

Post n°897 pubblicato il 26 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 



























Da«Rossofuoco », 2015  Ardea Editore: libro riservato alle prime tre classi della scuola primaria.

Reazioni all'epoca: nessuna.

Passano gli anni e il testo resta in uso. Arriviamo al 2020 e alla scuola che riparte così:















































Si scatena il putiferio.
Se Rossofuoco diventa "una narrativa inferiorizzante" ,
la frase "Quest'anno io vuole imparare l'italiano bene" scatena indignazione.
  
E' razzismo, stabiliscono.
E' volgare, twittano.
Da ritiro immediato, decretano.

Mentre le proteste di insegnanti e genitori crescono, la casa editrice si scusa e promette di rimediare con la ristampa modificando la frase.



C'è da chiedersi che senso abbia oggi, che le classi sono sempre più interculturali, dense di alunni di diverse etnie nati e cresciuti in Italia o adottati, andare di stereotipi anni trenta.

Gli insegnanti si sbracano in insulti razzisti contro la casa editrice, i bambini, cioè i diretti interessati, c'avrebbero visto un messaggio offensivo e urtante?

E voi in quelle parole ci vedete discriminazione?



… intanto che si dibatte sul libro, mancano insegnanti e pure i banchi…

anche questa è Italia!


 
 
 

Chi tace acconsente

Post n°896 pubblicato il 21 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Tra scrutatori e presidenti positivi, qualche seggio chiuso e riaperto, oggi alle 15.00 si è conclusa la maratona chiamata referendum.
Qualche minuto dopo tutte le testate battevano già gli exit pole .

Secondo Opinio, (Rai) , il  SI'  è tra il 60% e il 64%
Secondo SWG  (La7 ) il  SI' è tra il 65 %e il 68%.

Quindi presumibilmente ha vinto il SI'.


L'affluenza generale pare attestarsi al 54%: è un dato ancora provvisorio, ma indica che poco più di 1 italiano su 2 ha votato.


Per cui per l'antico adagio secondo cui chi tace – in questo caso diserta- acconsente, non c'è spazio di polemica: il quorum non era necessario e il risultato pare chiaro.


Considerando anche il periodo






















ve l'aspettavate una percentuale di votanti così?

La trovate superbamente elevata o eccessivamente esigua?


E a caldo…

Le proiezioni  non ancora del tutto ufficiali dei voti sulle regionali,  che comunque fanno da cartina al tornasole, come le interpretate?
Voglia di taglio o voglia di andare verso destra?



                                                                   Giuro, giurissimo...
                                                                          prometto
                               che sarà l'ultima volta che mi farò corrompere a parlare di politica.

                                                                                



 
 
 

In the final countdown

Post n°895 pubblicato il 17 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Mi dico con il cuore che sobbalza di attesa snervante che toglie il piacere anche dello zapping sfrenato perché qualunque canale è monopolizzato:



































*Pazienta, Elena, ancora 72 ore di attesa, poco più poco meno,  e finalmente si avrà un esito.
Ti sorbirai per qualche giorno ancora l'ipocrisia del tutti abbiamo vinto e del nessuno ha perso.*



Poi tutto tacerà. Archiviato fra le tante italianate che tanto costano e poco pagano.


Mai è stato così dibattuto e mai no è stato così controverso.


Mesi e mesi di parole,

                                mesi e mesi di dissertazioni,

                                                            mesi e mesi sospesi fra un e fra un no.


Mentre tutto intorno agonizza.



, , lo so che votare è un diritto ancor prima di un dovere.

No, no, ormai non ne sono più sicura.



 
Ma che cambierà dopo questo troppo discusso e inutile referendum?




 

 
 
 

Obiettivamente

Post n°894 pubblicato il 16 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Genova, 14 settembre 2020  Istituto Castelletto Primo giorno di scuola




















Toti vede la foto non ci pensa due volte: la salva e twitta:






Risponde il dirigente scolastico:

Il primo giorno di scuola è stato un momento di festa strumentalizzato .
I banchi, ordinati con largo anticipo, arriveranno domani pomeriggio, il 15 settembre.


La foto scattata da una maestra come gesto affettuoso diventa  virale e scatena polemiche di politici e reazioni di genitori che lì per lì sembrano arrabbiarsi, poi scrivono:

 

Noi non siamo in campagna elettorale.
La scuola è una cosa e il voto regionale [...] è un’altra.
Proviamo profondo dispiacere
per la strumentalizzazione e le considerazioni denigratorie nei confronti di una scuola,
la nostra, di cui ci sentiamo profondamente orgogliosi .[…]  
I  nostri figli sono stati contenti di tornati a scuola e aver passato due ore con i compagni.




Intanto i banchi sono arrivati. Tutto tace. O forse è meglio dire tutto deve tacere.




Obiettivamente:

c’è solo scopo elettorale e attacco politico nel cinguettio di Toti?

E' colpa del ministro Azzolina o del dirigente se la scuola ha aperto i battenti senza banchi?

Covid o non covid di mezzo, sareste orgogliosi come i genitori di Genova sull’organizzazione scolastica se i vostri figli fossero stati immortalati inginocchiati per terra o con il quaderno sulle ginocchia?

 
 
 

Oggi, nonna...

Post n°893 pubblicato il 12 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Gli uomini di una volta erano quelli che passavano sotto i balconi,

per vedere un sorriso ogni tanto della propria amata.

 

Gli uomini di una volta chiedevano la mano della propria innamorata

a quel padre che gli aveva sempre negato il contatto fisico, la libertà.

 

Gli uomini di una volta già da fidanzati avevano i progetti della famiglia,

il senso della responsabilità, e sui balconi già vedevano i loro figli.
( dal web )


Oggi, nonna, quegli uomini di una volta sono utili solo per i ricordi.

Perché, nonna, gli uomini di una volta, quando si sposavano, se non andavano a lavorare andavano al bar: un bianco valeva più di star con te. 


Gli uomini di una volta mica gl'importava se ci provavi piacere o se per te era un dovere.


Gli uomini di una volta intanto che tu partorivi il vostro figlio loro battevano il fante.


Oggi, nonna, non ci sono più gli uomini di una volta, e sai perchè?


Perchè non ci sono più le donne affacciate al balcone ad aspettarli dietro il focolare, mortificate e rassegnate.


























Cara nonna con una valigia di vita percorsa fra due guerre sapessi quant'è cambiato il mondo…

Il bucato fatto con la cenere e poi la lavatrice che non centrifugava ma che ti incuteva timore.

Le galline da far crescere per poi cuocerci il brodo la domenica.

Le matasse da sbrogliare per farci il maglione la sera finchè gli occhi si chiudevano dal sonno.

Il dottore da ossequiare perché lui sapeva poco di poco e se ti moriva un figlio di *grippe*  te ne facevi una ragione perché Gesù chiama a sé le creature migliori.

Le preghiere dette senza capire ma perché il prete sennò non ti dava l'assoluzione.

Sventolavi  orgogliosa ma con l'animo a pezzi il fazzoletto alla stazione mentre tuo fratello, tuo marito, tuo figlio partivano al fronte a combattere talvolta scalzi e con i geloni ai piedi in nome della Patria, della libertà o forse solo per la gloria di Mussolini.



Quello era il tuo tempo…

... la tua favola che amavi raccontare spolverando fra le pieghe del tuo cuore.


Oggi non ci sono più le mezze stagioni e il brodo non profuma di gallina

ma oggi, nonna, a noi quegli uomini non piacerebbero più … 

… e oggi, nonna, che non scriviamo con la zeta dall’asoletta all'ingiù, anche quelle donne probabilmente non ci piacerebbero più.




I bei tempi andati non erano poi così belli…

... o forse sì?

 

 
 
 

Arial VS Corsivo

Post n°892 pubblicato il 08 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

"Questo articolo è stato scritto a mano, solo successivamente ribattuto al computer. "

Comincia così l'articolo pubblicato su La Stampa e firmato Andrea Conci.

Riporta una serie di considerazioni sull'importanza del corsivo per lo sviluppo cognitivo.


Ricordo che nonna scriveva in corsivo arzigogolato, inclinato a destra e con le *z* dall' asolina all'ingiù.
Che mamma scriveva meno baroccheggiante ma la *M* pareva un ricamo.
Lei custodiva gelosamente il quaderno di bella grafia perfetto nei caratteri: pareva uno stampato.

Papà per firmare usa ancora la penna stilografica.

Vennero gli anni '70  e io iniziai a scoprire la scrittura. Imparai copiando miei fratelli.
Alle elementari e la maestra mi insegno il corsivo.
Un corsivo molto lineare. Rotondo e senza riccioli. Dritto.

Ma quello fu anche il tempo in cui la calligrafia fu ritenuta mortificante per la libera creatività.

Passarono anni in cui gli appunti  abbreviati e con simboli li prendevo a mano.
Con la bic.
Abitudine che non ho perso.

Oggi, guardando la mia scrivania, a parte il pc e il casino, vedo block notes, qualche bic, qualche matita e qualche evidenziatore.
Qualche nota sparsa qua e là.


































Divenni mamma e le maestre insegnarono a mie figlie prima lo stampatello minuscolo e maiuscolo per agevolare la lettura.
Poi arrivò il tempo del corsivo: senza schemi.
Fogli bianchi senza righe e a volte senza quadri.

Per loro oggi non c'è differenza tra foglio e penna o l'appunto digitale che battono velocissime e senza refusi.

Generazioni a confronto.

I tempi cambiano e ad essi ci si omologa.

Più o meno tutti.

In un flash ho pensato all'ultima volta in cui ho scritto - non la lista della spesa eh! -  a mano anziché su Word.

Non lo ricordo.


E voi?

 
 
 

Eh no!

Post n°891 pubblicato il 06 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

proprio no!

Adesso che finalmente la scuola si è rinnovata
























…. con i banchi monoposto e pure con le ruote

boicottarla!


E invece sì,  ,   succede anche questo.

Mica solo per i 300mila docenti per lo più di mezza età che si definiscono cittadini fragili e che vorrebbero che per loro la campanella di rientro non suonasse.
E intanto che circolare su circolare fra cavilli e contro cavilli si cerca di definire chi è  fragile e chi non lo è , sorge il dubbio:
vuoi mai che solo nel settore scuola esista il lavoratore con patologie?
E se il dipendente fragile lavorasse nel privato o fosse libero professionista se ne parlerebbe?

Ora, tanto per aumentare l'entropia dell'universo, ci si mettono pure i genitori che decidono di disiscrivere i propri figli da licei, istituti professionali e scuole medie.
E scelgono l'istruzione privata, ovviamente on line.
Non importa se costosa, di certo più sicura.
Con tanto di esami da privatista a fine anno.

Non che io sia mal pensante, eh!

però mi viene naturale supporre che fra  alcuni di questi insegnanti  e fra molti di questi genitori, quarantenni e cinquantenni,  ce ne sia più di uno che sputava veleno contro la chiusura forzata della scuole a marzo e la didattica a distanza incompleta che relegava i pargoli a casa dietro un pc senza possibilità di socializzare.


Quello che più fa effetto è scoprire le motivazioni che apportano.

Qualcuna è di ordine sanitario: si ripesca la condizione del povero nonno anziano,  cagionevole e con patologie pregresse  che non può e non deve essere messo in condizioni di ammalarsi.

La maggior parte è di natura economica: un contagio o una positività e quindi un  isolamento domestico si ripercuoterebbe sull'economia della famiglia.




Molti di voi non hanno figli e sono lontani anni luce dal mondo scuola, ma sono certa che un'idea in merito ce l'avete …

... e io sono    e curiosa di saperla.

 
 
 

1 su 5 se la fa

Post n°890 pubblicato il 03 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Nicola è un 29enne che sta ultimando il suo tirocinio per diventare radiologo.
La sua storia inizia più di  anni fa quando si iscrive al test di Medicina perché il suo sogno è quello di diventare dottore.
Non ce la fa. 
E si piazza il primo degli esclusi.
Per uno strano caso del destino uno dei selezionati a frequentare la facoltà cambia idea e la graduatoria slitta.
Così Nicola viene ripescato.  E con orgoglio e determinazione diventa studente di Medicina. Frequenta, dà esami e si laurea.
Non va fuori corso.  Poi intraprende la specializzazione.
Nel frattempo diventa anche papà e mentre lui studia la sua compagna va a lavorare per mantenere la famiglia ma le entrate non sono sufficienti e di qui l'aiuto dei genitori.

Oggi Nicola è contento: ha realizzato quasi del tutto il suo grande sogno.
Perché diventare medico radiologo, per lui, ancor prima di un lavoro è una missione.






























E oggi ci sono più sessantaseimila Nicola a cimentarsi nel test per l'accesso alla facoltà di Medicina.

100 minuti fra domande aperte che spaziano dalla robotica, alla chimica, dalla logica alla cultura generale, dalla fisica alla filosofia a definire i futuri medici.
Che saranno poco più di 13.000.

Quindi uno su cinque ce la farà.


E gli altri?


Ogni anno ricorre la stessa domanda: è giusto imporre il numero chiuso  per l'accesso a Medicina?

E' inaccettabile che uno studente non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi?

O è semplicemente un'utopia lodevole certamente intraprendere una strada che ben che vada durerà 10 anni?


 
 
 

Settembre, andiamo

Post n°889 pubblicato il 01 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

è tempo di


































Ancor più di dicembre, settembre è , o forse era, il mese che più sapeva di inizio e di nuovi progetti.

Promettevamo a noi stessi impegno e costanza.

Traguardi e obiettivi.

Decisamente audaci e pieni di buona volontà.

Esageravamo perché dal molto è più facile mantenerne almeno un paio.



E oggi
che ci barcameniamo fra incertezze collettive che si traducono nel personale e inquinano il quotidiano siamo ancora forti e grintosi da grattar via la ruggine dei troppi pensieri cupi di questi nostri tempi?


 


Non so a voi
ma a me quei settembre ricchi di aspettative  e di vita da progettare
mancano…
... tanto …

 
 
 

Evvai con la raccolta in_differenziata!

Post n°888 pubblicato il 30 Agosto 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Si sa che, nonostante la pressante campagna di sensibilizzazione e le tante, troppe, belle parole,  i rifiuti prosperano e che man mano che si acquista il nuovo, il vecchio viene gettano via.

Che abbastanza spesso non vuol dire smaltito secondo le regole.

Si butta a cuor leggero  fregandosene beatamente non solo della tutela dell'ambiente ma anche del lavoro degli addetti ai rifiuti cittadini.

E così in due giorni,  due episodi simili.

Succede a Cremona e succede a Savona.

Peccato o per fortuna che gli autori di tanta educazione siano stati scoperti e la reazione da parte dell comunità che ne è seguita è questa:


                                                                                                        CREMONA






























































                                                     
                                                                                                    SAVONA









































Sicuramente una civile lezione di regole base per la raccolta differenziata  in caso dopo anni e anni ancora qualcuno non avesse capito ma è altrettanto vero che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e capire.



Arriveremo mai un giorno ad essere una cozzaglia di popolo almeno un po' civile?

 
 
 

Quel gran genio del mio amico

Post n°887 pubblicato il 29 Agosto 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

eri disperato, ieri.

Oggi lo sei di più.

Bestemmi contro lo Stato e allo stesso tempo preghi Dio che protegga te e la tua famiglia, poi esorti alla responsabilità di tutti, ma glissi sulla tua.


Non m' importa se sei andato in Croazia, a Malta, in Sardegna, a Riccione o a Jesolo.
Non m'importa neppure quanti anni hai.

Importa invece che grazie alla tua voglia di estate e di libertà altre 73 persone che hai frequentato in questi giorni sono in isolamento e non andranno a lavorare.
Perciò le aziende conteranno gli ammanchi e le assenze peseranno, sai, sul bilancio.
Statisticamente  fra queste qualcuna si ammalerà anche.


Una sorta di effetto domino

























applaudito, legalizzato, voluto e incentivato  e con cui tocca fare i conti quando ancora è estate e ancor prima dell'autunno .

La voce ti si strozza in gola mentre mi informi che tuo figlio è a casa positivo con la febbre e tuo papà, anziano, è stato trasferito nel reparto critico, mentre tu sei  solo ricoverato e  tua moglie è in terapia intensiva.

Ti ascolto ma non provo pena per te, neppure se mi sforzo.

In caso provo tanto rispetto verso infermiere e medici che grazie
anche a te sono stati costretti a indossare di nuovo scafandri.
E a rischiare ancora una volta.

Perché un conto è, grande genio del mio amico, rischiare per dovere altro per piacere altrui.

In caso, sai,  provo dispiacere per quei lavoratori del settore alimentare che per portare a casa la pagnotta si sono ammalati e per gli altri colleghi che sopperiscono con turni a rotazione rischiando giorno dopo giorno.  
Ma i media preferiscono parlare di Briatore e delle nullità che ruotano intorno al Billionaire &C.

Mentre tossisci  vorrei chiederti:

                     grande genio del mio amico, a giochi fatti, a stagione conclusa, a oggi,

                    quegli 8 giorni di svago, sprezzanti di ogni remora,ne sono valsi la pena?


E la stessa domanda la rivolgo a voi.


 
 
 

Pinguini VS Saunisti

Post n°886 pubblicato il 07 Agosto 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Aria condizionata  sì , dicono i pinguini, perché il caldo e l’afa non fanno dormire e sul lavoro sconcentrano e deconcentrano , mandano in tilt ogni tipo di collegamento. Corpi appiccicaticci producono idee squagliate dai 40° percepiti.

 

No, rimbeccano i saunisti,  perché  gli sbalzi termici fanno male alla salute, incriccano i cervicali e arrossano la gola. Se poi la metti a manetta e ti ambienti a 20°, immagina quando esci che shock…
E che dire dei filtri? un habitat di batteri e di virus. Oggi poi che mica abbiamo la certezza se e come siano stati disinfettati.

 

 

 

 

 

 

 





















E intanto che traghettiamo verso un rovente e incandescente settembre

Fra amletici tormentoni disquisiamo anche su  aria condizionata sì o aria condizionata no.

 

Voi che dite?

 

  o        il condizionatore in casa, in auto, al supermercato,  o sul lavoro?

 
 
 

Per il bene collettivo

Post n°885 pubblicato il 05 Agosto 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

E' da marzo che ne sentiamo parlare.
Perché l'unico rimedio non è che il vaccino.

L'immunità di gregge non può bastare o forse è solo utopia.

Dall'America alla Russia, dall'Inghilterra alla Francia, dalla Cina all'Italia un'enormità di ricercatori con competenze e determinazione lavorano allo studio dell'antidoto.

Nei mesi abbiamo letto di test volontari sull'uomo nel mondo.

Oggi leggiamo che anche in Italia è approvata la sperimentazione.
























Più prototipi di soluzione, diversi step di somministrazione, ma stesso obiettivo:  sconfiggere il virus.

Magari per primi.

Da Verona a Piacenza, da Monza a Pomezia  si firmano contratti, si alimentano speranze  e si attivano anticorpi.

Tutti di volontari, tutti di cittadini sani.

Tutti pronti a farsi pungere per il bene collettivo.


E voi sareste pronti a prestare il vostro braccio?

 
 
 

Dalla sua parte

Post n°884 pubblicato il 04 Agosto 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Lei, cinquant’anni compiuti, sul portone, salutandomi, diceva:

* Ce l’abbiamo fatta. Giusto in tempo prima che il mio orologio biologico già traballante  si fermasse per sempre. 
Aspetto un bambino. Sarà maschio. *

Indescrivibile la felicità che emetteva e trasmetteva.


Sono andata quasi per magia indietro negli anni ripensando alle
due barrette rosa, all’ emozione che stringe dentro  e che si scoglie in tenerezza.

Sogni, progetti, amore, vita che bussa

                                                    delicata come ali di farfalla,

                più decisa come unghiette di topino,

                                         forte come i pugni di un pugile che vuole farsi largo nel ring…

 

Quel vestito non ti entra più ...

e ne vai orgogliosa ...



Il vagito urlato al mondo dice   ci sono anch’io  e quel tanto dolore patito diventa dolcezza condivisa.

 

 Le poppate, le prime pappe, il primo sorriso, i primi passi, quel *mamma* e quel *papà* detti masticati sono gioia.

 

Ma un figlio è anche la fatica di notti insonni, è il giocare fino all’esaurimento dell’ultima forza, sono certi no che fa male dirli...ma che servono

 

È l' esserci nelle sue scelte importanti.


E’ stare dalla sua parte.
Presenti e lucidi.
































Perché un figlio è sempre un atto di amore.




Congratulandoci senz'altro con la futura mamma, pensate che non ci sia età per
diventare genitori  o alle volte, sfidando la natura, lo si diventa anche per amore di sé?


  
 

 
 
 
Successivi »
 

 

 

 

ULTIME VISITE AL BLOG

cassetta2mariomancino.mvirgola_dfwoodenshipserverccfalberto.gambinerisurfinia60monellaccio19aliasnovee_d_e_l_w_e_i_s_sAndrea.Contino1955volami_nel_cuore33chiedididario66eric.trigance
 

BIANCOLUNGO