Un giro su Plutone

cosa succede in fondo alla strada


Poco tempo fa ho letto “Trilogia della città di K.” (Agota Kristof, Einaudi). Un libro incredibile, due personaggi che sono due specchi, sia nei loro nomi (Lucas e Claus) sia nelle loro narrazioni “menzognere”. Un libro in cui la scrittura è salvezza, e conforto. Ma soprattutto menzogna, invenzione per riscattare una anzi due anzi tutte le vite distrutte. Perché nonostante ci sia la tremenda guerra lì fuori, non è questa a colorare di morte la vita di questi personaggi. Mondo di pazzi, di fuggitivi, di morti che ritornano, di vite finite ancora prima di iniziare. E sopra tutto questo, la città di K. Luogo dove si svolge ciò che, pur sforzandomi terribilmente di vedere e pur non riuscendoci mai, io immagino sempre. Una vita parallela, di due anime che si appartengono e non sanno l’una dell’esistenza dell’altra. Tante cose sconvolgono chi si trova a passeggiare per queste storie, strade segnate dalla distruzione, ma più di tutte il pensiero che la scrittura che ciascun personaggio porta avanti in maniera solitaria e incompresa sia destinata a chi desidera, e non può, sapere cosa succede in fondo alla strada.