Creato da cilentiemanuele il 16/10/2014
Blog di Emanuele Cilenti (poeta, scrittore, attore) Pensieri, aforismi, poesie, racconti.
 

 

Quella barca in riva al mare (dedicata agli anziani abbandonati dai familiari).

Post n°110 pubblicato il 02 Ottobre 2018 da cilentiemanuele
 
Tag: poesia


Ha navigato tanto
accarezzando mari
attraversando tempeste
catturando pesci,
con il sole cocente
o la pioggia battente,
niente e nessuno
è riuscito a fermarla.

Ha vissuto mille albe
ed altrettanti tramonti
sempre in compagnia 
di giovani e vecchi pescatori
sospinta da remi, vele
o motori potenti.

Ora invece sta lì 
immobile
su quella spiaggia deserta
sola 
triste
abbandonata
per colpa della cattiveria
e dell'indifferenza umana
nessuno si ricorda più di lei
né di ciò che fu.

Quella barca ormai aspetta 
che un onda arrivi
la rapisca da quel deserto arido
dell'animo umano
che abbandona tutti 
come sogni sbiaditi
di notti invernali
fatti di freddo
che fa sanguinare i polsi
uccidendo ogni umano sentimento.

 
 
 

E tremaron le stelle...

Post n°109 pubblicato il 01 Ottobre 2018 da cilentiemanuele
 
Foto di cilentiemanuele


E tremaron le stelle
quando ricacciammo all'inferno
il diavolo che voleva dividerci.

Tremarono i monti
quando ci promettemmo
amore eterno
sulle onde spumeggianti del mare
avvolti nell'oscurità
di una tenebrosa brezza marina.

Sorrisero gli angeli
e festeggiò il paradiso
quando ti presi per mano
e c'incamminammo 
su viali di luce abbagliante
e ghirlande di felicità.

Tremò il mio cuore
quando mi dicesti: t'amo!

Tutti gli ostacoli allora furon divelti
il mio cuore fu finalmente libero
da quella maledetta gabbia 
dov'era prigioniero.

Sciolsi nella fornace
questa passione travolgente
come acciaio liquido
e t'ho rapita, t'ho legata
con una iniezione 
mischiai al tuo sangue
questo folle sentimento.

Siamo due infetti innamorati
per sempre porteremo con noi 
quest'onda gravitazionale
che è fatta della stessa sostanza
di cui son fatti gli occhi
ed il sorriso di un bambino.

 
 
 

Due tenere folate di vento.

Post n°108 pubblicato il 22 Settembre 2018 da cilentiemanuele
 
Tag: poesia


Facciamo come le onde del mare                                                                                                             che furtivamente 

s'incontrano la notte 
per fare l'amore 
e poi partorire sulla battigia
tante piccole conchiglie colorate.

Saremo due folate di vento
ed a piedi nudi
danzeremo sulla spiaggia
arroventata dal sole.

Diventeremo schiuma di mare
ed imbratteremo di amore e passione
la superficie ruvida
di ogni scoglio che oserà ostacolarci.

Ciberemo i nostri corpi
con tizzoni e scintille
rubati ai falò estivi
e ai baci di passione d'estate.

Incontreremo l'eternità
la ruberemo
la imprigioneremo
la terremo nascosta 
cosicché il nostro amore
possa cibarsi di lei è vivere
per sempre
tra carezze di luna
e baci di stelle.

 
 
 

L'ho venduta al diavolo.

Post n°107 pubblicato il 20 Luglio 2018 da cilentiemanuele
 

Le pareti di bambù e calce
il soffitto di legno marcio
senza luce
senza acqua
senza gas
pioggia che filtra dal tetto
e riempie pentole, bacinelle
ecco la mia casa!

La strada il mio lavoro
abusata e picchiata
da mani sporche di peccato
di chi si definiva santo.

Ho venduto il mio corpo
più e più volte
ma non mi è bastato
perché per sopravvivere
ho venduto anche mia figlia
al diavolo e ai suoi maiali.

Hanno abusato di lei
le urla strazianti
che facevano scoppiare i timpani
ai demoni dell'inferno
hanno ucciso la sua fragile innocenza
e adesso piango lacrime funeste
qui su questo sgabello
con al collo un cappio stretto.

Adesso che lei è morta
nulla ha più senso
l'ho spinta io in quel mare
infestato di squali
scomparirò nelle pieghe 
della notte e del mistero.

Un Po di coraggio
un pizzico di follia
uno strattone
il tonfo
il rumore
e finalmente il buio di un addio.

 
 
 

Corruzione nel creato

Post n°106 pubblicato il 21 Aprile 2018 da cilentiemanuele
 
Tag: Creato.
Foto di cilentiemanuele

D'un tratto mi ritrovai
nella natura più rigogliosa
ascoltando suoni 
assaporando sapori
in questo magnifico creato.

Fu lì che lo vidi
appoggiato sopra un ramo
un magnifico pettirosso
che si lasciava pettinare dal vento.

M'avvicinai cautamente
gli parlai piano 
per non spaventarlo
gli dissi:
oh magnifico pettirosso
canta come un usignolo.

Impossibile, mi disse, 
io sono un animale 
non sono un essere umano
io non muto la mia natura
voi, invece, nascete uomini
e morite qualcos'altro.

Col capo chino
m'avviai verso casa
una domanda mi martellava:
ma se il buon Dio ci ha fatti così
chi siam noi per mutar
la nostra natura?

Capì allor
d'abitare in un mondo
intriso di menzogna
corruzione e perversione
forse aveva ragione il pettirosso
si nasce uomini
e si muore qualcos'altro.

 
 
 
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