Mi sono iscritta a libero circa tre anni fa, la partenza fu difficoltosa, cambiare modi e abitudini crea, spesso un po' di sconcerto, a tal proposito è opportuno spiegare che ho un passato da blogger, che ho scritto usando varie piattaforme e che sono al mio quarto o quinto blog. Nonostante questo, ripartire da zero, è sempre una bella sfida, porta aria nuova, sgranchisce i muscoli pronti a partire per una nuova corsa. Chi mi legge o avrà avuto modo di farlo, anche casualmente, sa che non scrivo mai per lanciare dardi di giudizi sugli altri, ma parlo "semplicemente" della mia vita, di qualche aneddoto a volte triste, altre buffo e curioso. Sono una persona riservata per temperamento e educazione, per cui, anche volendo, non potrei mai scrivere di qualcosa che riguarda gli altri. Perciò, presumo, anzi sono certa, che i miei post non contengono offese di nessun genere, verso chicchessia. Il perché?: non m'interessa la vita degli altri, e per altri intendo le persone che sono fuori dalla mia schiera di affetti. Tutta questa, premessa (forse noiosa) era necessaria per dirvi che ieri, leggendo la messaggeria, ho trovato un messaggio da un non ben identificato membro della community. Senza nome né identità dal profilo rigorosamente blindato e con il quale non ho mai parlato né avuto nessun tipo di contatto. Non riporterò le offese, di bassa lega, di questo individuo, semplicemente per una questione di stile. Voglio rispondere come è mia consuetudine fare: Vedi Signor "anonimo", scrivo per raccontare. Qualche volta per tentare di essere qualcosa di più e meglio di ciò che sono: mai per compiacere agli altri. Scelgo di essere solo quella che sono. In qualunque mio sogno la scrittura è l'unico mezzo di salvezza, un riscatto dalla mia condizione, il tramite per l'evoluzione. Se trovi qualcosa che non ti convince, riferiscilo pure ed io lo riporterò per te, sempre per fuggire dal quotidiano, sempre per esprimere CIO' CHE TI HA SUSCITATO una simile e sprezzante reazione: l'infinità sofferenza dell'uomo comune, i suoi inarrivabili entusiasmi. Altro non potrebbe essere. Odio tutto ciò che deve essere, eppure ne sono parte. Bisogna essere, funzionare, capire, produrre. Il dovere. Il ruolo. L'obbligo sociale. Lascio ad altri le regole. Io non so ubbidire. Ti amo, se posso scriverlo. Leggimi e saprai quanto, Dietro ogni mia parola "si" nasconde una pietra oppure una carezza, Convivere con la banalità di "persone" come te è la mia catarsi e proprio In ti che passi in questo luogo, vomitando sulla mia vita, cercherò la mia redenzione.