Emile

Pensiero n.66


 Cammina calma su una strada di sassi chiari che richiedono prudenza ad ogni passo, che non è possibile calpestare senza fare rumore. Lei procede leggera, sembra non le importi dove andrà il suo incedere è lento, deciso ma spensierato, sembra quello di una bimba che all'improvviso decide di mettersi a saletellare.L'imbrunire è sceso più tardi, con un sole che già scalda e profuma l'aria di vita. Lei accorcia il passo , alza lo sguardo e vede qulcosa che la fa fermare di colpo, tant'è che un passante la osserva incuriosito e finisce per sorriderle. Lei resta ferma per un po' scrutando per individuare un piccolo pettirosso sul ramo più alto, che saluta il giorno passato cinguettando allegramente..Riprende il passo, i suoi piedi sembrano scalzi. Con la mano sinistra stringe al fianco una borsa essenziale, l'altra, distrattamente, libera il volto dai capelli scompigliati dal vento ancora tiepido. Non c'è nessuna fretta nei suoi gesti. Il sole basso proietta lunghe ombre lente e lei osserva la sua gonna danzare discreta sopra i ciotoli. E' un un istante e il suo sguardo incrocia il mio, si ferma il tempo di un battito d'ali, è un momento in cui le cose passate si ricongiungono con il presente, con leggerezza, senza amarezza, con la quiete di un perdono.Tutto si concentra in quello scambio, un punto netto e già dissipato come se non fosse mai esistito.Vorrei trovare un senso e un perchè nel vederla così bella e compiuta; mi chiedo se le cose sono al loro posto anche in quello che noi chiamiamo disordine. Tempo e spazio oramai non sono più importanti quando ne diventano gli estremi nitidi.Si volta, ora. Appoggia i gomiti sopra un muretto ancora tiepido di sole e frenesia, già scordati dalla sera che tutto avvolge. Il tramonto vive i suoi ultimi minuti e lei rimane incantata dai chiari riflessi che si proiettano sull'acqua.Faccio qualche passo indietro, come un fotografo che cerca di inquadrare l'immagine, come una timida pittrice di magie. Siedo sorridendo pensando alla bellezza di quello che sarà. Ma forse sto sognando. Non riesco e resistere e mi giro un'ultima volta. Lei ha ripreso a passegiare, sento la forza urgente delle piccole dita che spingono una porta di vetro. La sento ridere, anche se non posso sentirla con le orecchie, la sento emozionarsi e commuoversi, serena e pacata. Asseconda um'abbraccio che la alza da terra, socchiude gli occhi. Sorride......