Emile

Pensiero n.70


 
 Photograph by Gundega Dege:'Fly or die'  Quando si inizia a crescere e si ha consapevolezza delle cose e delle persone, si comprende facilmente come, queste, vanno e vengono: un andirivieni frenetico simile al vagare delle formiche. Prima o poi sembra che tutti scelgano una via diversa e anche chi non se ne va, non lo fa per rimanere ma per paralellismo di visioni comuni; siamo in tanti e talvolta succede che due persone si accompagnino per tutta la vita. Succede. Non è previsto, anzi, spesso si grida al miracolo. E' doveroso farlo, non dobbiamo pretendere la scelta altrui su noi stessi. La gente gira il mondo e incontra sguardi sinceri, duri, cordiali, botte micidiali, spintoni, incontra sorrisi, occhi, pregi e difetti, bellezza e squallore, eleganza e volgarità.Camminiamo fianco a fianco talvolta indiferrenti, spesso curiosi, spinti dalla voglia di conoscere e dalla paura un po' egocentrica, che gli "altri" possano mandare all'aria una pace che non abbiamo. Così alziamo il capo sprezzante o lo abbassiamo paurosamente, restando sempre in ascolto e in attesa di critiche o elogi, essendo testimoni di vite altrui, di colori e odori che sfioriamo appena. Si parte da bambini, si cresce e si torna a rimpicciolire, innalzandosi alla saggezza delle origini. E intanto vaghiamo e non senza meta, sperando in chi ci ha teso una mano e lottiamo contro chi ha osato ostacolarci, senza vedere che, fondamentalmente, è tutto un gioco di ruoli e possiamo decidere se tagliare o meno i fili del burattinaio che li muove. A volte ci aggrappiamo a qualcuno in maniera così forte tanto da soffocarlo. Un giorno ci aveva accesi e il giorno dopo era lì a sputare sulla sincerità di affetto donato con ingenuità. Capitiamo in mille situazioni, sognandone milioni, perdendone miliardi. C'è chi raccoglie i fili del burattinaio e se ne impossessa li manovra e li intrappola. C'è chi si crede burattinaio dandosi una fede di comodo per distruggere la libertà e la vita. C'è chi è convinto che basti seguire regole proprie per guadagnarsi un rispetto strappato con il sangue. C'è chi pensa che le idee siano fragili e vulnerabili e che basti uccidere per ammazzarle davvero, dimenticando lo splendido insegnamento di Matteotti: Uccidete pure me, ma l'idea che è in me non l'ucciderete mai. E invece proseguono solide e incombono anche su chi le vorrebbe ignorare mentre ne avvertono i brividi lungo la schiena.