Vorre parlavi, in questo post, di una persona a dir poco straordinaria che incanta chi ama la fotogria ma non solo. E' un fotografo che affascina per la naturelazza e spontaneità delle sua immagini: un fotografo assolutamente inusuale. Il suo nome è Evgen Bavcar è nato in Slovenia 49 anni fa, autore di fotografie e non vedente. Si avete letto bene, Bavcar rimase cieco all'età di 12 anni, ma nonostante questo tragico incidente non si diede per vinto ma lottò con tutte le sue forze e dapprima laureandosi alla Sorbona di Parigi in filosofia e contemporaneamente avviando la sua battaglia personalissima con la luce , iniziando a "creare" le sue fotografie. Dopo l'incidente che lo colpì, la luce divenne per Bavcar solo un lontano ricordo dell'infanzia: è malinconia negli occhi e nelle visioni di un fanciullo che non vede il mondo ma lo immagina come lo ricorda. Difatti alcuni anni fa Bavcar pubblicò un libro dal titolo: Nostalgia della luce. Buona parte dei suoi scatti sono paesaggi notturni: e le immagini che immortala sono visioni evocative di spazi, luci, odori e forme dell'infanzia, istantanee di percezioni tattili e sensoriali colte dal suo spregiudicato e poetico occhio interiore. Evgen Bavčar ci permette di "vedere" da un'altra prospettiva. Una fotografia - arricchente e inedita - che va al di là di quella tradizionale.
Pensiero n.87
Vorre parlavi, in questo post, di una persona a dir poco straordinaria che incanta chi ama la fotogria ma non solo. E' un fotografo che affascina per la naturelazza e spontaneità delle sua immagini: un fotografo assolutamente inusuale. Il suo nome è Evgen Bavcar è nato in Slovenia 49 anni fa, autore di fotografie e non vedente. Si avete letto bene, Bavcar rimase cieco all'età di 12 anni, ma nonostante questo tragico incidente non si diede per vinto ma lottò con tutte le sue forze e dapprima laureandosi alla Sorbona di Parigi in filosofia e contemporaneamente avviando la sua battaglia personalissima con la luce , iniziando a "creare" le sue fotografie. Dopo l'incidente che lo colpì, la luce divenne per Bavcar solo un lontano ricordo dell'infanzia: è malinconia negli occhi e nelle visioni di un fanciullo che non vede il mondo ma lo immagina come lo ricorda. Difatti alcuni anni fa Bavcar pubblicò un libro dal titolo: Nostalgia della luce. Buona parte dei suoi scatti sono paesaggi notturni: e le immagini che immortala sono visioni evocative di spazi, luci, odori e forme dell'infanzia, istantanee di percezioni tattili e sensoriali colte dal suo spregiudicato e poetico occhio interiore. Evgen Bavčar ci permette di "vedere" da un'altra prospettiva. Una fotografia - arricchente e inedita - che va al di là di quella tradizionale.