Chiamale ...emozioni

Lettera a G.


Cap. 2La vita di jack, da qualche mese, sembrava messa dentro un frullatore acceso alla masima velocità.Gli eventi intorno a lui si muovevano così velocemente che era quasi impossibile catturarne le sfumature, come quando osservi lo scorrere di immagini troppo veloci.. La tua mente ne cattura il senso ma i tuoi occhi non riescono a scorgerne i dettagli. Jack si sentiva così, spettatore passivo nella sua vita e aspettava il momento che il mondo si fermasse così da capirci finalmente qualcosa..A ben pensarci la sua vita era sempre stata abbastanza movimentata. I suoi genitori avevano cambiato casa almeno 4 volte in 6 anni, con tutto quello che può significare per un bambino di quell'età.. Cambiare scuola, insegnanti perdere e rifarsi gli amici.. Jack non sapeva bene cosa mancasse alla sua famiglia in quegli anni, perchè si andasse sempre, costantemente, alla ricerca di qualcosa, qualcos'altro.. Quando la tenda per i tre mesi di campeggio estivi non bastava più, arrivò la prima roulotte. Poi il camper.. E questo significava vedere sempre meno la madre unico vero punto di riferimento nella sua vita, perchè era lei che si spaccava la schiena da mattina a sera per pagare questi "lussi".Infatti, qualcosa di profondamente importante mancava in quella famiglia e non era nè la salute, nè le risorse economiche che pur non navigando nell'oro gli permettevano una vita decorosa, un tetto sotto cui ripararsi e il cibo sulla tavola tre volte al giorno. Ciò che mancava era la figura del padre, quel padre che ogni mattina usciva alle sei e trenta da casa, saliva su un treno che lo portava nella capitale dove l'attendeva un lavoro non lavoro. Uno di quei lavori da impiegato statale che quando ce l'hai devi solo accendere un cero votivo a qualche santo, perchè sei certo che anche se non farai un cazzo dalla mattina alla sera, ci sarà comunque un contribuente che a fine mese pagherà il tuo stipendio. Questo era lo stesso padre che quando rientrava a casa alle 15:30, dopo essersi fatto un ora di sonno in treno mentre tornava "esausto", era capace di mettersi a dormire e pretendere che nessuno lo disturbasse perchè lui doveva riposare. Così crescendo Jack iniziò a pensare che l'unico modo per aiutare sua madre, fosse quello di sostituire suo padre.Fu lì che iniziarono i guai, quei problemi contro cui Jack lotta ancora...(segue)