Ho vissuto molti anni della mia esistenza in ospedale ed ho accompagnato molte persone alla morte, momento difficile e punto culminante di ogni essere vivente. Non ho mai visto nessuno contento di morire, laici e credenti, sacerdoti ed atei. Un momento prima sei caldo, respiri, stringi una mano, ti batte il cuore, subito dopo diventi un involucro freddo ed inerte. E’ un momento a cui non mi sono mai abituato, mi lascia attonito e pensieroso, pieno di interrogativi e di domande senza risposta. Ci sentiamo onnipotenti e subito dopo un qualsiasi accidente ci dimostra la nostra fragilità e caducità. Il silenzio è la migliore forma di rispetto per un morto, odio i battimani ai funerali, le risse politiche, le strumentalizzazioni di parte, le considero una delle tante forme di imbecillità contemporanea. Nei cimiteri c’è solo silenzio. E silenzio dovrebbero fare gli uomini di fronte alla morte.