Cuore e regole

Hristòs Anésti!


°°°Pasqua, festa drammatica di luceE' Pasqua, la festa che più amavo fin da piccolo. L'amavo perché decretava l'arrivo della primavera, per le tradizioni popolari e quelle umili della mia famiglia. Riuscivo a percepire nell'aria una solenne letizia che m'illuminava il cuore. In seguito  entrai nel senso di quelle giornate così dense di mistero e dramma, entrai nei labirinti dei significati profondi. Ho vissuto in una famiglia dove si praticava lo yoga, dove si parlava di filosofia indiana, teosofia, si facevano conferenze con maestri, si raccontavano viaggi in ashram indiani, ecc ecc...dove si credeva fermamente alla reincarnazione. Dovetti confrontarmi con particolare impegno col mistero della Resurrezione. Dovetti darmi delle risposte, ritengo d'averle trovate e mi soddisfano.Molti cristiani non riescono a farsi un idea sul significato della resurrezione e altri, un po' più acculturati, credono nella reincarnazione. La maggioranza non ha un opinione perché la maggioranza non si pone domande seriamente.Hanno difficoltà ad accettare la resurrezione perché il concetto di resurrezione viene a cozzare con l'idea radicata che la nostra vera identità è spirituale. L'io è spirtito e il corpo è visto come una gabbia, il nostro principio animalesco. Figli di Platone, noi europei, abbiamo questa visione dell'uomo. Quindi ci si pongono le seguenti domande. - Perché dopo aver lottato una vita per liberare il mio spirito dal corpo Dio dovrebbe premiarmi ridandomelo? - Che me ne faccio del corpo visto che io sono diventando completamente realizzato liberando il mio principio spirituale, cioè la vera natura del mio essere?Riacquistare la propria corporeità è dunque una cosa del tutto inutile se non addirittura una presa di giro.Il cristianesimo ha come riferimento un antropologia diversa e molto originale. L'antropologia cristiana è semitica nella quale l'uomo è il suo corpo. La corporeità mi rende capace di vita, relazione, azione. Io sono ciò che sono perché ho un corpo. Già dal fatto che sono maschio la mia identità è segnata. Dal fatto che vivo in un posto determinato, in un momento determinato. Dal fatto che vivo la giovinezza o la vecchiaia, la salute o la malattia, il riposo o la fatica. Dal fatto che devo relazionarmi con quelle persone che ho accanto.Io sono il mio corpo. Il corpo mi rende capace di storia. Il corpo mi rende un individuo unico.L'ebraismo più antico non concepiva nemmeno l'idea di anima, c'era il soffio divino che animava la carne ma dopo la morte esso ritornava a Dio e l'individuo finiva la sua storia, rimaneva semmai la memoria nelle persone care e la memoria di Dio. Ancora all'epoca di Gesù l'ebraismo dicuteva se ci fosse o meno una vita ultraterrena. Sadducei tradizionalisti si scontravano con i farisei che invece iniziavano ad accetare anche la possibilità della resurrezione. (Qualcuno afferma che nella Bibbia c'era anche il riferimento alla reincarnazione ma che la Chiesa lo ha tolto in seguito. Ma fatemi ridere!)Cristo con la sua resurrezione e la promessa di risurrezione recupera nei nostri corpi la nostra vita, recupera il vissuto, la storia, la nostra unicità. E'un gesto estremo di rispetto all'uomo e alla sua natura. Il corpo non solo viene recuperato ma trasformato, i teologi parlano di theiosis, divinizzazione, il corpo diventa "cristificato". Quindi noi con la nostra unicità e la nostra storia diventiamo partecipi dell'eterno dialogo divino tra il Padre e il Figlio e lo Spirito diventa il contenuto e l'azione stessa della vita intradivina.Questo, in due parole è il senso della Pasqua cristiana e non stupitevi se non ve l'hanno detto, nemmeno io l'ho mai sentito da nessuno in questi termini ed assicuro che è un pensiero del tutto corretto.Buona Pasqua a tutti voi, viandanti.