Cuore e regole

KILL PILL o RU486


°°° Processi mentaliVisitando un blog che trattava di questa pillola abortiva sono rimasto molto colpito da questa frase: "Mi colpisce il fatto che un ingegnere della vita abbia potuto pensare "un rimedio", un farmaco, un pesticida umano, capace di estirpare il farsi della vita nel ventre materno." Mi sono chiesto perché la parola "pesticida" suscitasse in me una reazione così forte e negativa. Non usiamo questa parola. Pesticida = Insetto. Insetto: ci sembra troppo inadatto, percepiamo che è un linguaggio emotivo e quindi lo rifiutiamo. Preferiamo usare parole emotivamente più neutre: farmaco.Un farmaco elimina la causa della malattia: un infezione, un virus, un parassita. Potremmo dire che è un mezzo chimico per interrompere un processo indesiderato come la troppa sudorazione, la caduta dei capelli, il gonfiore alla pancia, un ulcera. Ognuna di queste espressioni però ha sempre un azione implicita: togliere: disinfestare, eliminare, negare. Togliere e non acquistare. Qualsiasi nome si scelga bisogna definire prima ciò che viene tolto. Si usano espressioni che cercheranno di allontanare da noi l'idea del cosa viene eliminiato. La cosa si fa drammatica se diciamo: chi. Questa distinzione basta a volte per attirarti agressività e ti fai un nemico in men che non si dica. Qualsiasi cosa sia si prende per far stare meglio il paziente.  Togliere per riacquistare benessere psico-fisico, psico-sociale, socio-economico. Come possiamo negare il diritto ad una persona di essere curata? Non penso al perché avvenga questo, non penso al come si sia arrivati a questa decisione, a tutto ciò che di reale e dificle circonda, non mi soffermo su niente altro che sulla domanda principale: cosa o chi? Il fatto che il tutto si riduca in un mucchietto di tessuti e sangue ci semplifica, niente nomi, niente identità, è materiale oragnico e stop. La nostra coscienza ha bisogno di trovare delle vie di fuga, i nazisiti sostituirono i nomi con i numeri per facilitarsi il compito. In guerra sono le "eventualità" e non i nomi dei caduti a far dormire meglio i politici.Soluzioni? Proposte? Denunce? Giudizi? Condanne? No, niente di tutto questo. Solo una riflessione sul potere che le parole hanno e chi le sa usare possiede un grande potere e come disse l'Uomo Ragno o Batman, non ricordo, "da un grande potere deriva anche una grande responasbilità."