Cuore e regole

Epiloghi, più o meno


°°°quando non siamo noi a chiudere le porteM'è venuta un idea che ultimamente sto elaborando: si può stare in compagnia di se stessi? Essere un compagno piacevole di se stessi... un idea bizzarra generata da una mente disperata. Ma forse non lo è, basta non cercare di sdoppiarsi ma di rivolgere su se stessi le attenzioni che si vorrebbe gli altri rivolgessero a me oppure le attenzioni che si vorrebbero rivolgere a chi si ama.Sembrerebbe che la questione della mia ex stia volgendo al termine. Il ragazzo francese (che io avrei dovuto smascerare tempo fa, quello che lei aveva deciso di lasciare perché a lui piaceva giocare con le altre in chat) ha deciso di prendere le responsabilità almeno nei confronti del figlio. Quanto ha pianto... come sono stato in pena per lei, ed ancora adesso soffro di un dolore senza senso, istintivo ed irrazionale. Oggi mi ha scritto che ha fatto l'ecografia: il cuore batte dentro di lei... e non ho parole per i sentimenti che provo. Cosa non ha sofferto in questo periodo... Quanto desiderava avere un figlio... ma non così! Non in una situazione così tragica, non supplicando responsabiltà, partecipazione, sventolando diritti. Non ora che scadeva il contratto di lavoro, non ora che si erano lasciati... Si è trovata disperata tra la vita e la morte di lei, tra la vita e la morte di quella cosa che ad un certo punto ha cominciato a chiamare bambino, e figlio. Lei che aveva progettato la sua vita fin nei minimi particolari... la vita l'ha raggiunta. La vita sconvolge i nostri ridicoli piani. La vita trova sempre il modo di raggiungerci dentro i nostri inespugnabili castelli. Io volevo il suo bene, sarei stato disposto a qualsiasi cosa. E forse in questo si vede la mia poca esperienza in questo campo. Avrei voluto proteggerla, sostenerla, incoraggiarla. Mia madre osservava con tantissima apprensione cosa avrei fatto. Altri dicevano di lasciarla perdere perché è andata a cercarsela, perché è una str..., perché... Perché lo facevo, perché avrei voluto farlo? Forse volevo raggiungere quella parte di lei che non mi aprì quando stavamo insieme. Quella zona del cuore ferita che non riesce ad aprire quella che protegge con tante spine: e ferisce e si ferisce. Era quella parte di lei che amavo e che nessuno vedeva, quella che si affacciava a volte dietro i suoi occhi scuri: una bambina spaventata e ferita con le mani tese. Speravo di fare un miracolo per lei... per me. In quest'ultimo frangente non mi sentivo più il suo amante ma un fratello, un padre uno che poteva accoglerla tra le mani senza che lei avesse paura. Forse speravo di poter prendere per mano quella bambina. L'amore si trasforma e il mio può prendere tante facce pur restando intenso, intimo e sanguinante.   Ora non mi verrà chiesto più nulla, posso augurarle una felice vita in Francia dove si trasferirà. Spero possa trovare amore, spero possa imparare a lasciarsi amare, spero possa raggiungere quella leggerezza necessaria a non affogare nei flutti della vita. Spero che non mi scriva più, spero che non abbia mai più bisogno di me, spero e temo. Mi sento libero dalla promessa che (mi) feci, che avrei fatto di tutto perché fosse felice, che non l'avrei abbandonata se avesse avuto bisogno. (Che sciocco, quanta presunzione!) "Tu non mi faresti mai del male." "Sei stata l'unica pesona che mi ha amato." Questi i tesori che mi resteranno assieme a gesti, emozioni e situazioni che non potrò rivelare. "Le emozioni sono come i soldi, tienteli stretti." Dice il mio amico frate. Ora mi sento libero. ...gli ormeggi a speranze sciocche e folli oramai sono sciolti.Dentro di me piango; la mia vecchia abitudine di piangere con gli occhi asciutti! Sono felice di aver provato questo carosello di dolorosi sentimenti che mi hanno messo alla prova. Sarei veramente stato capace di fare tutto questo per lei. Sono felice di aver avuto modo di conoscermi in modo completamente diverso, scoprire sentimenti così immediati e forti... primitivi e umani. Ci sono cresciuto, ci crescerò. Alla fine è questo il mio bagaglio, queste le pagine del libro della mia vita. Un libro che, devo cercare di convincermi, sto scrivendo per me. Pagine che anche se trovassi una altra storia, un altra donna non dovrei rammentare. Sono ferite, cicatrici, gemme e sorgenti che ci costruiscono. Sono le storie silenziose delle nostre vite. Forse c'è un Dio che si commuove vedendoci crescere con tanta fatica?