°°°BischerateConvento di Fiesole: Arriva un frate del Nord Italia, in refettorio tutti lo accolgono con cordialità, dopo un po' lui a gran voce chiede: "Ma voi che siete toscani me lo dite che cos'è la TOPA?" Questo tipo di aneddoti si raccontavano volentieri. Si raccontavano le barzellette "sporche" e altre "politicamente scorrette" Si facevano allusioni a quel prete, frate o vescovo al femminile! Già, perché c'erano molti che si atteggiavano a primedonne perciò non gli si risparmiava niente. Inoltre non dimentichiamo che eravamo toscani e certe cose non si perdonano. Questo tipo di discorsi, comunque, si facevano a seconda del grado d'intimità, amicizia che c'era nel gruppo, come succede tra commilitoni o altri gruppi maschili. Anche il gossip (non quello dei giornali) aveva la sua importanza nelle serate o nei momenti di relax. Insomma, eravamo "normali". Non si può mica stare li a fare solo discorsi seri e pregare! Facevamo un po' il taglia e cuci sulle persone che conoscevamo.Una cosa bella erano gli aneddoti che si raccontavano. Accanto ad un camino acceso, nel porticciolo del convento dove ho fatto il noviziato, nella stanza a Fiesole con tutta Firenze e Prato sotto le finestre... Erano momenti belli! I frati anziani raccontavano le vicende dei frati del passato. Erano scorci di un mondo che non esiste più. Frati semplici e semplicioni che ci edificavano e facevano ridere. A volte si passavano le serate con i loro racconti, e c'erano quelli bravi che te li romanzavano e te li facevano gustare.Sulla Consuma: un frate anziano chiede all'autista del pullmann di fermarsi che deve fare la pipì. Scende e dopo un bel po' ritorna. L'autista gli fa la battuta e lui per scusarsi: "E' facile per lei che è giovane ma io se non lo lego con un filo non lo ritrovo mica!"
Parole famose
°°°BischerateConvento di Fiesole: Arriva un frate del Nord Italia, in refettorio tutti lo accolgono con cordialità, dopo un po' lui a gran voce chiede: "Ma voi che siete toscani me lo dite che cos'è la TOPA?" Questo tipo di aneddoti si raccontavano volentieri. Si raccontavano le barzellette "sporche" e altre "politicamente scorrette" Si facevano allusioni a quel prete, frate o vescovo al femminile! Già, perché c'erano molti che si atteggiavano a primedonne perciò non gli si risparmiava niente. Inoltre non dimentichiamo che eravamo toscani e certe cose non si perdonano. Questo tipo di discorsi, comunque, si facevano a seconda del grado d'intimità, amicizia che c'era nel gruppo, come succede tra commilitoni o altri gruppi maschili. Anche il gossip (non quello dei giornali) aveva la sua importanza nelle serate o nei momenti di relax. Insomma, eravamo "normali". Non si può mica stare li a fare solo discorsi seri e pregare! Facevamo un po' il taglia e cuci sulle persone che conoscevamo.Una cosa bella erano gli aneddoti che si raccontavano. Accanto ad un camino acceso, nel porticciolo del convento dove ho fatto il noviziato, nella stanza a Fiesole con tutta Firenze e Prato sotto le finestre... Erano momenti belli! I frati anziani raccontavano le vicende dei frati del passato. Erano scorci di un mondo che non esiste più. Frati semplici e semplicioni che ci edificavano e facevano ridere. A volte si passavano le serate con i loro racconti, e c'erano quelli bravi che te li romanzavano e te li facevano gustare.Sulla Consuma: un frate anziano chiede all'autista del pullmann di fermarsi che deve fare la pipì. Scende e dopo un bel po' ritorna. L'autista gli fa la battuta e lui per scusarsi: "E' facile per lei che è giovane ma io se non lo lego con un filo non lo ritrovo mica!"