Cuore e regole

Scelte impopolari


°°° Ricordi di una vita che fu in un paese che non c'è piùAvevo 13 anni quando mi decisi d'andare in seminario. Volevo andare in Africa ad aiutare i poveri; "nessuno li aiuta" mi dicevo, "beh, lo farò io!" La cosa non era vista di buon occhio dalle istituzioni però. Sapevamo che il giorno che fossi entrato in convento la polizia del regime avrebbe aperto un fascicolo su di me. Era il 1982-83. Nella Jugoslavia di quegli anni il regime ateo tollerava a denti stretti la religione. Il regime giocava d'equilibrio tra Occidente e Patto di Varsavia. Cercava di ottenere consensi da tutte le parti e quindi doveva mostrarsi tollerante nei confronti delle religioni. Dove poteva cercava di osteggiare e impedire manifestazioni religiose. Se permettevano una manifestazione la polizia c'era sempre... ma non per aiutare, per prenderci in fallo con qualcosa e per poter negare il permesso la volta prossima. Era proibito organizzarsi in associazioni tipo scout, Azione Cattolica ecc. Erano ammessi solo ritrovi strettamente legati alle necessità di culto: catechismo, coro musicale... quanti cori... mio Dio!Siccome non potevano farci niente in quanto religiosi allora tartassavano i cattolici in quanto croati trovando o creando presupposti per accusarli di nazionalismo croato e anticomunista. Dalla mia parte ho avuto sempre un vantaggio: quello di essere di nazionalità italiana. "Io sono italiano, a me queste cose non interessano!" Ricordo che negli anni '86 - '87 cominciarono a dire che avrebbero proibito qualsiasi manifestazione religiosa e avrebbero addirittura proibito di portare le croci al collo... l'aria che si respirava era molto pesante per noi ed era tanta la preoccupazione. Dicevano che volevano fare come aveva fatto l'Albania. A parte le condizioni alle quali eravamo abituati, quello che pesava tanto è che in tutti quegli anni abbiamo dovuto sorbire una costante campagna antireligiosa da parte dei media, dell'istruzione, delle istituzioni. Una campagna particolarmente attenta a screditare la Chiesa Cattolica, unica entità che sfuggiva al loro controllo. Ricordo la tv di stato che venne una mattina a fare un documentario nel nostro convento indicando il luogo dove i frati avrebbero nascosto dell'oro durante la seconda Guerra Mondiale... i frati ci fecero venire e ci dissero: "guardate e imparate" a pranzo i vecchi frati ridevano e commentavano: "magari avessimo avuto quell'oro, non avremmo patito la fame che abbiamo patito!" Quel servizio andò in onda... ben pochi però chiesero a noi informazioni su ciò che era stato detto in tv. "Menti, menti" dicevano "nonimporta se smentiscono, qualcosa rimane sempre!" La gente era talmente carica di propaganda atea e antireligiosa che era difficilissimo creare un dialogo con gente esterna alla Chiesa. Un po' come sta accadendo ora in Italia... (ritrovo schemi molto simili qui, sono un po' più sottili... ma non senza regia.)Quando decisi di andare in convento a nessuno sembrò una buona idea... mia madre però mi sostenne lottando per me contro tutti... e vinse. Mio padre non avanzò nella sua carriera... colpa mia o sua? Boh! Ogni tanto ne parliamo io e mia madre. Dove sarei finito se non avessi avuto quell'opportunità? Quante volte sono venuti di notte a cercarmi per mandarmi in guerra all'inizio degli anni '90... forse sarei morto da qualche parte, oppure sarei tornato invalido o pazzo come tanti reduci. Una scelta contro il parere di tutti, una scelta giusta!