°°°Una risposta a Roby Mi chiedi di spiegare la visione di Ezechiele 1, 4-28 che secondo te è la visione di un’astronave. Siccome ci vuole un po’di tempo e fatica dedico un post. Quella visione estatica* di Ezechiele rappresenta il trono glorioso di Dio. Anzi è un carro con trono come quelli che avevano i re egiziani o babilonesi oppure come quelli che qualunque divinità antica che si rispetti doveva avere. I re non andavano a piedi come dei barboni e tantomeno le divinità. Da Helios dei greci con i suoi quattro cavalli alati che emettono fuoco a Teshub dio della tempesta degli hurriti. Chiaramente la visione del carro di YHWH è qualcosa che serve a indicare la sua gloria e trascendenza. Egli viaggia a modo suo spostando nubi, creando lampi e tuoni, emettendo fuoco e fragore, il suo carro è come oro (Elettro) il trono di zaffiro circondato dall’arcobaleno. Invece che essere portato da cavalli egli si serve di creature alate simili a quelle che gli israeliti avevano davanti agli occhi (erano in esilio in Babilonia assieme ad Ezechiele) avevano visto i tori alati guardiani delle porte di Ninive e altre creature fantastiche che simboleggiano la potenza di Babilonia e che Ezechiele invece mette ai piedi di Dio. Ezechiele scrive nel 590 a.C. e si rivolge a un popolo deportato, disperso in un regno straniero e ostile. Attorno a loro: eserciti invincibili, divinità potenti, templi sontuosi, il re come divinità in terra. Israele non aveva più una terra, un esercito, un re. Il Tempio, garanzia della presenza e benevolenza di YHWH era stato devastato e distrutto dai babilonesi. Il Tempio era la sede della Gloria di Dio. Dio aveva abbandonato il Tempio ed Israele era alla mercè del nemico. Ezechiele con questa visione supera il concetto di Tempio e vuole dire a questa gente senza speranza che la Gloria di Dio è con il suo popolo ovunque egli sia. I simboli di potere Babilonesi e non solo (uomo, leone, toro, aquila) con tutti i loro significati sono sotto i piedi di YHWH ed Egli viene per dare un solenne mandato al profeta Ezechiele.Ecco questa, in breve, è l’interpretazione della visione di Ezechiele coerente con il contesto storico e testuale e senza stravolgere il tenore e il messaggio teologico di Ezechiele. * Le visioni estatiche, di carattere mistico e spirituale, sono introdotte in Ezechiele sempre dalla formula “quando la mano del Signore era sopra ” (cfr. 1,3; 8,1; 3,22; 37,1; 40,1-2) Quindi Ezechiele non fa una cronaca dell’avvenimento ma ci riferisce una sua visione. Riporto il passo che spiega un po’ meglio la complessità del tema della visione: “Al principio dell'anno venticinquesimo della nostra deportazione, il dieci del mese, quattordici anni da quando era stata presa la città, in quel medesimo giorno, la mano del Signore fu sopra di me ed egli mi condusse là. In visione divina mi condusse nella terra d'Israele e mi pose sopra un monte altissimo sul quale sembrava costruita una città, dal lato di mezzogiorno. Egli mi condusse là: ed ecco un uomo, il cui aspetto era come di bronzo, in piedi sulla porta, con una cordicella di lino in mano e una canna per misurare.” Ez 40:1-3
Intermezzo ufologico
°°°Una risposta a Roby Mi chiedi di spiegare la visione di Ezechiele 1, 4-28 che secondo te è la visione di un’astronave. Siccome ci vuole un po’di tempo e fatica dedico un post. Quella visione estatica* di Ezechiele rappresenta il trono glorioso di Dio. Anzi è un carro con trono come quelli che avevano i re egiziani o babilonesi oppure come quelli che qualunque divinità antica che si rispetti doveva avere. I re non andavano a piedi come dei barboni e tantomeno le divinità. Da Helios dei greci con i suoi quattro cavalli alati che emettono fuoco a Teshub dio della tempesta degli hurriti. Chiaramente la visione del carro di YHWH è qualcosa che serve a indicare la sua gloria e trascendenza. Egli viaggia a modo suo spostando nubi, creando lampi e tuoni, emettendo fuoco e fragore, il suo carro è come oro (Elettro) il trono di zaffiro circondato dall’arcobaleno. Invece che essere portato da cavalli egli si serve di creature alate simili a quelle che gli israeliti avevano davanti agli occhi (erano in esilio in Babilonia assieme ad Ezechiele) avevano visto i tori alati guardiani delle porte di Ninive e altre creature fantastiche che simboleggiano la potenza di Babilonia e che Ezechiele invece mette ai piedi di Dio. Ezechiele scrive nel 590 a.C. e si rivolge a un popolo deportato, disperso in un regno straniero e ostile. Attorno a loro: eserciti invincibili, divinità potenti, templi sontuosi, il re come divinità in terra. Israele non aveva più una terra, un esercito, un re. Il Tempio, garanzia della presenza e benevolenza di YHWH era stato devastato e distrutto dai babilonesi. Il Tempio era la sede della Gloria di Dio. Dio aveva abbandonato il Tempio ed Israele era alla mercè del nemico. Ezechiele con questa visione supera il concetto di Tempio e vuole dire a questa gente senza speranza che la Gloria di Dio è con il suo popolo ovunque egli sia. I simboli di potere Babilonesi e non solo (uomo, leone, toro, aquila) con tutti i loro significati sono sotto i piedi di YHWH ed Egli viene per dare un solenne mandato al profeta Ezechiele.Ecco questa, in breve, è l’interpretazione della visione di Ezechiele coerente con il contesto storico e testuale e senza stravolgere il tenore e il messaggio teologico di Ezechiele. * Le visioni estatiche, di carattere mistico e spirituale, sono introdotte in Ezechiele sempre dalla formula “quando la mano del Signore era sopra ” (cfr. 1,3; 8,1; 3,22; 37,1; 40,1-2) Quindi Ezechiele non fa una cronaca dell’avvenimento ma ci riferisce una sua visione. Riporto il passo che spiega un po’ meglio la complessità del tema della visione: “Al principio dell'anno venticinquesimo della nostra deportazione, il dieci del mese, quattordici anni da quando era stata presa la città, in quel medesimo giorno, la mano del Signore fu sopra di me ed egli mi condusse là. In visione divina mi condusse nella terra d'Israele e mi pose sopra un monte altissimo sul quale sembrava costruita una città, dal lato di mezzogiorno. Egli mi condusse là: ed ecco un uomo, il cui aspetto era come di bronzo, in piedi sulla porta, con una cordicella di lino in mano e una canna per misurare.” Ez 40:1-3