°°° Analisi del testo cap.4Iniziamo ora a entrare dentro il testo dell’Apocalisse. Voglio iniziare questa analisi partendo dal capitolo 4 nel quale inizia la parte più complessa e lunga. Nelle spiegazioni dei passi sarò il più breve possibile. 4:1 Dopo ciò ebbi una visione: una porta era aperta nel cielo. La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito. 2 Subito fui rapito in estasi. Ed ecco, c'era un trono nel cielo, e sul trono uno stava seduto. 3 Colui che stava seduto era simile nell'aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile a smeraldo avvolgeva il trono.L’autore del testo viene rapito in estasi e si affaccia alle cose celesti. La prima visione ci presenta Dio nella sua gloria inesprimibile, egli si aiuta con riferimenti a materiali preziosi, trasparenti e luminosi ma tutti questi materiali vogliono solo esprimere la straordinarietà della visione. L’autore mantiene la sensibilità biblica nell’esprimere la totale trascendenza di Dio. Tutti gli elementi esprimono la sua gloria e il trono la sua autorità.4 Attorno al trono, poi, c'erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con corone d'oro sul capo.Intorno al trono 24 seggi sui quali sono seduti 24 vegliardi. Questo è il primo numero simbolico. Il 24 è un multiplo di 12. il 12 è un numero che nell’Antico Testamento è associato ai 12 patriarchi e quindi a Israele (costituita dalle 12 tribù). Nel Nuovo Testamento Gesù stabilisce nuovi 12 patriarchi , gli apostoli che genereranno il nuovo Israele o Popolo della Nuova Alleanza. Attorno al trono di Dio troviamo quindi gli artefici e protagonisti della Storia della Salvezza. I 24 vegliardi sono assisi nella gloria. Il colore bianco delle vesti dei vegliardi è una altro simbolo caro all’Apocalisse e indica quasi sempre l’appartenenza a Cristo. 5 Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; sette lampade accese ardevano davanti al trono, simbolo dei sette spiriti di Dio.Il sette è il numero più importante della simbologia aritmetica che troviamo nell’Apocalisse. In genere indica la pienezza, la totalità, questo vale anche per i suoi multipli. Quindi il candelabro davanti all’Altissimo è simbolo della pienezza dello Spirito. Il candelabro a sette braccia è la Menorah, ossia il candelabro che si trovava all’interno del Tempio di Gerusalemme nel posto più sacro. Questo è certo un riferimento molto evocativo per i giudei convertiti,il simbolo è di straordinaria densità teologica ed emotiva.6 Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e intorno al trono vi erano quattro esseri viventi pieni d'occhi davanti e di dietro. 7 Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l'aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l'aspetto d'uomo, il quarto vivente era simile a un'aquila mentre vola.Continua la presentazione della trascendenza di Dio e della sua gloria; il mare nel mondo simbolico giudaico è spesso un simbolo del male poiché ostile, indomabile ed insidioso. In questa visione il trono (l’autorità e il potere) di Dio sta sopra un mare trasparente e di cristallo. Al versetto 7 si nominano i quattro viventi, gli esseri alati nominati in Ez 1,5ss., testo al quale l’autore dell’Apocalisse sembra rifarsi. Questi esseri sono ricoperti di occhi che sono simbolo della molteplice azione dello Spirito di Dio.La tradizione vuole che i quattro esseri siano gli evangelisti ma essi hanno la funzione di schemi simbolici e non sono esseri concreti. Essi in qualche modo esprimono attributi, caratteristiche proprie del Divino. 8 I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere: Santo, santo, santo il Signore Dio, l'Onnipotente, Colui che era, che è e che viene! 9 E ogni volta che questi esseri viventi rendevano gloria, onore e grazie a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, 10 i ventiquattro vegliardi si prostravano davanti a Colui che siede sul trono e adoravano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettavano le loro corone davanti al trono, dicendo: 11 «Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono».Quest’ultima parte della visione introduttiva evidenzia un contesto liturgico nel quale i viventi proclamano la gloria suprema di Dio e la sua trascendenza; santo (kadosh) vuol dire: separato ossia: altro, trascendente. Colui che sta sul trono è il tre volte separato, tre volte altro. I vegliardi partecipano prostrandosi in adorazione e sottomettendo la propria autorità o gloria (la corona) a quella di Dio.
Apocalisse II
°°° Analisi del testo cap.4Iniziamo ora a entrare dentro il testo dell’Apocalisse. Voglio iniziare questa analisi partendo dal capitolo 4 nel quale inizia la parte più complessa e lunga. Nelle spiegazioni dei passi sarò il più breve possibile. 4:1 Dopo ciò ebbi una visione: una porta era aperta nel cielo. La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito. 2 Subito fui rapito in estasi. Ed ecco, c'era un trono nel cielo, e sul trono uno stava seduto. 3 Colui che stava seduto era simile nell'aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile a smeraldo avvolgeva il trono.L’autore del testo viene rapito in estasi e si affaccia alle cose celesti. La prima visione ci presenta Dio nella sua gloria inesprimibile, egli si aiuta con riferimenti a materiali preziosi, trasparenti e luminosi ma tutti questi materiali vogliono solo esprimere la straordinarietà della visione. L’autore mantiene la sensibilità biblica nell’esprimere la totale trascendenza di Dio. Tutti gli elementi esprimono la sua gloria e il trono la sua autorità.4 Attorno al trono, poi, c'erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con corone d'oro sul capo.Intorno al trono 24 seggi sui quali sono seduti 24 vegliardi. Questo è il primo numero simbolico. Il 24 è un multiplo di 12. il 12 è un numero che nell’Antico Testamento è associato ai 12 patriarchi e quindi a Israele (costituita dalle 12 tribù). Nel Nuovo Testamento Gesù stabilisce nuovi 12 patriarchi , gli apostoli che genereranno il nuovo Israele o Popolo della Nuova Alleanza. Attorno al trono di Dio troviamo quindi gli artefici e protagonisti della Storia della Salvezza. I 24 vegliardi sono assisi nella gloria. Il colore bianco delle vesti dei vegliardi è una altro simbolo caro all’Apocalisse e indica quasi sempre l’appartenenza a Cristo. 5 Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; sette lampade accese ardevano davanti al trono, simbolo dei sette spiriti di Dio.Il sette è il numero più importante della simbologia aritmetica che troviamo nell’Apocalisse. In genere indica la pienezza, la totalità, questo vale anche per i suoi multipli. Quindi il candelabro davanti all’Altissimo è simbolo della pienezza dello Spirito. Il candelabro a sette braccia è la Menorah, ossia il candelabro che si trovava all’interno del Tempio di Gerusalemme nel posto più sacro. Questo è certo un riferimento molto evocativo per i giudei convertiti,il simbolo è di straordinaria densità teologica ed emotiva.6 Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e intorno al trono vi erano quattro esseri viventi pieni d'occhi davanti e di dietro. 7 Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l'aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l'aspetto d'uomo, il quarto vivente era simile a un'aquila mentre vola.Continua la presentazione della trascendenza di Dio e della sua gloria; il mare nel mondo simbolico giudaico è spesso un simbolo del male poiché ostile, indomabile ed insidioso. In questa visione il trono (l’autorità e il potere) di Dio sta sopra un mare trasparente e di cristallo. Al versetto 7 si nominano i quattro viventi, gli esseri alati nominati in Ez 1,5ss., testo al quale l’autore dell’Apocalisse sembra rifarsi. Questi esseri sono ricoperti di occhi che sono simbolo della molteplice azione dello Spirito di Dio.La tradizione vuole che i quattro esseri siano gli evangelisti ma essi hanno la funzione di schemi simbolici e non sono esseri concreti. Essi in qualche modo esprimono attributi, caratteristiche proprie del Divino. 8 I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere: Santo, santo, santo il Signore Dio, l'Onnipotente, Colui che era, che è e che viene! 9 E ogni volta che questi esseri viventi rendevano gloria, onore e grazie a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, 10 i ventiquattro vegliardi si prostravano davanti a Colui che siede sul trono e adoravano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettavano le loro corone davanti al trono, dicendo: 11 «Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono».Quest’ultima parte della visione introduttiva evidenzia un contesto liturgico nel quale i viventi proclamano la gloria suprema di Dio e la sua trascendenza; santo (kadosh) vuol dire: separato ossia: altro, trascendente. Colui che sta sul trono è il tre volte separato, tre volte altro. I vegliardi partecipano prostrandosi in adorazione e sottomettendo la propria autorità o gloria (la corona) a quella di Dio.