Cuore e regole

Apocalisse III


°°° Analisi del capitolo 5: apparizione del libro e dell'agnello Dopo la goduta vacanza in Croazia nella quale dopo tantissimi anni ho potuto risentire i profumi del mare e delle erbe e tuffarmi in un mare limpido davanti a spiagge moderatamente o scarsamente frequentate continuo il mio commento all’Apocalisse. Ho notato tanti lettori silenziosi che venivano a leggere i post precedenti, pur non avendo riscontri continuo questa lettura e analisi per piacer mio e nella speranza che qualcuno possa avere il mio stesso piacere a leggere un libro tanto bello e carico di significato. 5:1 E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli. 2 Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?». 3 Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo. 4 Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo. In mano all’Altissimo appare un rotolo come un libro liturgico esposto all'assemblea. Egli regge il rotolo con la mano destra, l'autore mette in evidenza la sua autorità e potenza. Colui che siede sul trono conosce lo svolgimento della storia della salvezza, anzi, egli stesso la scrive e la governa dal suo trono. Il fatto che il rotolo sia scritto anche all’esterno lascerebbe pensare che il contenuto del rotolo è in parte conoscibile ma resta comunque chiuso e misterioso. Conoscere il progetto di Dio è impossibile a qualunque creatura, per questo nessuno può aprirlo. La domanda retorica dell'angelo vuole sottolineare che nessuno ne in cielo ne in terra ne sottoterra può conoscere i disegni di Dio. Il pianto dell’Autore è quindi comprensibile, sarebbe tragico vivere le tragedie e gli sconvolgimenti che seguiranno e pensare che la storia si sta svolgendo senza alcun controllo e disegno. 5 Uno dei vegliardi mi disse: «Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli». 6 Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra. 7 E l'Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono.Appare a questo punto il simbolo dell’agnello. L’apparizione dell’agnello è preceduta da titoli profetici (messianici) riferiti a Cristo. I titoli servono a chiarire chi è l’Agnello senza però rendere esplicita la sua identità. L’agnello è un simbolo particolarmente carico per i suoi molteplici significati legati al mistero pasquale. Non mi dilungherò a sviluppare il simbolo perché prenderebbe troppo spazio (da qui vediamo come il linguaggio simbolico sia molto più efficace e ricco di quello esplicito). L’agnello è in mezzo al trono, segno della sua posizione e autorità divina. Egli immolato, sgozzato appare ritto, in piedi, egli è vivente. Questa simbologia per un cristiano è un chiaro riferimento al Mistero pasquale, alla morte e risurrezione di Cristo. Egli appare davanti all'Autore con la pienezza della potenza (sette corna) e la pienezza dell’azione dello Spirito (sette occhi). Notare come l’autore stesso spiega il simbolo degli occhi, è ovvio che egli vuole essere capito!8 E quando l'ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all'Agnello, avendo ciascuno un'arpa e coppe d'oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi. 9 Cantavano un canto nuovo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione 10 e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regneranno sopra la terra». 11 Durante la visione poi intesi voci di molti angeli intorno al trono e agli esseri viventi e ai vegliardi. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia 12 e dicevano a gran voce: «L'Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione».13 Tutte le creature del cielo e della terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano: «A Colui che siede sul trono e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli». 14 E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E i vegliardi si prostrarono in adorazione.La scena che segue l’apparizione dell’Agnello che prende il rotolo dalla mano dell’Altissimo mette in evidenza il carattere solenne e liturgico della visione. Si tratta di una celebrazione cosmica che coinvolge i vegliardi che cantano accompagnandosi arpe, in mano hanno le preghiere dei santi contenute in coppe. La scena si amplia e si vedono innumerevoli angeli (vs.11.) che partecipano alla celebrazione dell’Agnello ed infine vi si congiunge tutto il creato (cfr. vs.13). La dignità dell’agnello deriva dal suo sacrificio a favore dell’uomo, egli ha realizzato l'opera di salvezza e di santificazione creando un popolo nuovo che include tutta l’umanità. Si potrebbe approfondire ancora molto questo testo ma in quest’analisi voglio solo mettere in evidenza quanto l’Apocalisse sia bella, leggibile e comprensibile se la si legge in chiave biblica e cristiana.