Cuore e regole

Le mie ore di Religione


°°° Riflessione a esperienza conclusaSi sta concludendo oramai la mia esperienza d'insegnamento della Religione al Liceo. Sono riuscito a cavarmela abbastanza bene per come la vedevo io.Il primo impatto è stato molto positivo, sono stato accolto bene e questo è stato molto incoraggiante. In alcune classi sono stato addirittura accompagnato dall'applauso e così è capitato che fossi accolto in qualche classe con l'applauso ed altri segni di "approvazione adolescenziale". Sapevo che la cosa non poteva durare e prima che mi montassi la testa siamo rapidamente scesi alla dura realtà prevista.Me la sono cavata  meglio la dove mantenevo il mio buon umore e rimanevo consapevole che ho da fare con degli adolescenti che non ce l'hanno con me ma stanno "adolescendo"... è un diritto che i ragazzi a quell'età adolescano! Ho sbagliato la dove l'ho presa male e dove ho affrontato la classe con forza come se mimancassero di rispetto; il risultato è stato uno scontro frontale, ho imposto o tentato di imporre la mia "autorità non riconosciuta" ma chi ha perso sono io. Non c'è nulla che un professore di Religione possa fare quando uno studente si rifiuta di fare ciò che gli viene detto. Di fatti la scuola come sistema non ti da la possibilità di ottenere un risultato che non derivi dalla volontà dei ragazzi, se loro non vogliono il professore è in balia della loro volontà. Conta poco il professore di Religione perché il suo voto non "fa media" e come sistema lui non da note. In genere non si usa un libro di testo e non si scrive niente ed è quindi visto come una cosa senza capo ne coda. I ragazzi si sentono liberi di svolgere cose di altre materie durante l'ora di Religione. Spesso, molto spesso quello che viene trattato sono questioni di interesse (sic!) dei ragazzi e ciò che viene proposto dal professore è interessante tanto quanto non riguarda la sua materia. Quanto poco conta allora il sostituto del professore di Religione?Non so se i miei ragazzi alla fine hanno imparato chi era Mosè e cosa ha fatto, non sono nenche entrato a spiegare il senso della Pasqua, mi sono limitato a spiegare come si calcola la data della Pasqua, non so se hanno capito i fondamenti della religione cristiana o quello che tutte le religioni hanno in comune, non so se servirà a qualcosa aver inseganto loro qualcosa che io reputo importante. Sono cose che non saprò mai.La mia speranza è che un giorno qualcosa emerga dalla loro memoria e magari serva a qualcosa. Certo è che i ragazzi che ho avuto sono quasi tutti cattolici e la stragrande parte di loro ha non solo fatto il catechismo ma anche anni di Religione a scuola e quello che ho potuto costatare è che sono completamente a diguno delle nozioni più elementari di cosa sia la religione alla quale dicono di appartenere... appartenere?A me rimane la profonda frustrazione di "non essere riuscito a dire". E'durato un mese, poco più, chissà se ce la farei se facessi con loro un percorso di 5 anni ! Quest'idea mi stuzzica.Qual'è il più grosso ostacolo che ho trovato? E' il cambiamento del paradigma... l'ignoranza di questa parola sta portando il cristianesimo a estinguersi, si, perché è questa la realtà...