FASHION ICE

La sua bocca sapeva di velluto


.La sua bocca sapeva di vellutoall'aroma di zenzero e cannella,versavamiele di sorrisi, miele amaro,di questo sorrideva.Il suo passo era passo di donnache allontana il corpodalle voglie che suscita.I suoi fianchi si muovevanomorbidi, calibratiintorno al perno del ventreaspro di voglie antichee di nuove, insaziate.A lei la voce era voceche dice, voce che tacedel suo diredentro un astuto ordito di parole,cantilena di linguasfacciata in vocaliin consonanti pudibonda.Le sue dita, fatte di nervi e aria,scioglievano carezze,carezze ancora,altre carezzenella mia carne inquieta.Lei sapeva di fiori di campagna,era sabbia di sole la sua vita.E mi sei carneNon la rugiada che scivolatra i miei seni che accarezzicon ansia furtiva,non il calore che cola rèsinadai miei fianchiesasperati,non la mia voglia[ora]comandama la tua durezza,che io con fragili ditapercorro,e in morbide labbraaccolgo.E mi sei carneaffaticata di voglia.