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LA FATA IGNORANTE

Per chi ignora, le colline sono sempre in fiore.

 

 

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L’ERA DEL QUALSIASI

Post n°1102 pubblicato il 12 Gennaio 2017 da EasyTouch

[I]

Il giorno che sarebbe arrivato somigliava sempre a quello precedente e quello precedente a quello ancora anteriore, che somigliava terribilmente a qualsiasi altro. Ogni oggi era uguale a ieri e così, a poco a poco, scompariva nelle pieghe dell’oggi ogni domani. Anche il nome non ha grossa importanza in questa storia, potete addirittura sceglierlo, tanto non se la prende e anche io ormai ci ho fatto l’abitudine. I clienti la chiamavano Fraulein quando andava bene, quando invece era giorno di mercato e aprivano le gabbie degli invasati, questi si trasformavano in invasori e i nomi diventavano gesti o urla. L’ultimo urlo capitò un giorno qualsiasi, uno come quello precedente, ma forse anche un po’ peggiore e le fu fatale, ma non morì. Si conficcò in un luogo dentro di lei, a lei fino a quel momento sconosciuto e da lì scaturì l’incontenibile. Andò dritta al camerino e sussurrò all’orecchio del cliente sbraitante un pacato e scandito vaffanculo. Da quel momento il giorno che sarebbe arrivato avrebbe iniziato a non somigliare più terribilmente a quello precedente e nemmeno a quello ancora successivo. Iniziò una serie di eventi a cascata che sembrava dessero il via ad una cosa diversa, ad una scelta o ad una vita o ad una vita scelta, forse. Sull’onda della reazione, si iscrisse ad un corso di studi, cambiò città, stanza, uomo e le facce che incontrava la mattina, e piano piano ogni mattina diventava diversa dalla precedente. “È facile raccontarlo con il senno del poi, il casino è quando ci sei dentro e dentro ci sei sempre, anche quando ti pare di essere nel poi”, tentava di raccogliere tra sé e sé i pensieri per cercare di rispondere assennatamente alle domande che Alessia le poneva a raffica. Stava lasciando il suo posto di lavoro dopo molto tempo e le avevano chiesto di formare la tirocinante che avrebbe svolto le sue mansioni, una volta terminato il suo ultimo dei sei co.co.co. Non sapeva come aiutarla, d’altra parte quelle cose le impari, come si usa dire, con l’esperienza. Si usa dire, appunto, così, per non spaventare i neofiti, e questa era sicuramente la ragione per cui, all’inizio di questo nuovo lavoro, la segretaria chiudeva le cartelle con la password, nascondeva la graffettatrice e rimaneva in pausa caffè un’ora e mezza. Fino a qui, diciamo che si poteva capire e spiegare senza pretese che la cosa venisse accettata, però, almeno, che potesse essere afferrata. Il casino era altro e non si poteva dire e basta. 

 
 
 
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