LA FATA IGNORANTE

Trattatemi come un oggetto


(I)Sin dal momento in cui misi piede in questo vostro mondo, capii che il mio ruolo, compito, posto, posizione, mansione fossero tra i più ingrati sulla terra. Sperare di essere riassemblato e finire su Plutone, era un pensiero quantomeno irrealistico in questo momento di crisi di risorse materiali e umane, dunque cercai di adattarmi il più possibile e il prima possibile.Mia madre non l’ho mai conosciuta; le voci di corridoio dicono che al momento del parto morì di crepacuore. Mio padre, invece, si diede molto semplicemente alla macchia, senza grossi accorgimenti, dopo avermi visto ed aver esclamato “merda”.Ma non voglio trarvi in inganno con l'incipit della solita storia strappalacrime dell'orfanello abbandonato. In realtà, la fortuna iniziò a sorridermi proprio nel momento in cui venni abbandonato, come nei migliori romanzi di vita. Sarà stato per il periodo di crisi mondiale e della corsa alla sostenibilità ambientale, sarà stato perchè era già iniziata già da qualche decennio l'era dei Verdi e dell'ecologia come salvezza religiosa, ma venire al mondo nel secolo duemila è stata quasi una benedizione. Non immagino come avrei potuto vivere solo qualche secolo prima: anzi, forse non sarei nemmeno mai stato concepito.