Creato da EasyTouch il 05/09/2008

LA FATA IGNORANTE

Per chi ignora, le colline sono sempre in fiore.

 

 

Noia vera

Post n°1095 pubblicato il 21 Agosto 2015 da EasyTouch

Che mi venisse stracciato il fegato con una filosofia dell'amore non mi era ancora capitato. Dopo questo credo di avere visto tutto e troppo. Mi annoiate, non sapete affrontare i problemi.

 
 
 

tu tu tu tu tu tu tu du du

Post n°1094 pubblicato il 18 Agosto 2015 da EasyTouch

Guardo le foto di te e ci credo così forte che quei momenti sono qui, mentre quando erano lì non c'ero io. Ogni istante che da vivere era pesante ritorna attraverso i tuoi occhiali e un mojito o forse non eri tu ma l'idea di te: e ora invece sei proprio te.

Riguardo le tue foto e ci credo ancora di pù, forse ci mancava la musica ma tra la gente e  noi quale colonna sonora poteva starci? Ci rivedo ma ora danziamo tra la folla.

Se solo potessi tornare su quel sedile, attraverso tutte le foto che potevamo scattarci, ma preferivamo baciarci. Le guardo da due ore, il sapore delle tue labbra è rimasto incollato là. Sempre un pò più in là.

 

 
 
 

Vallarca

Post n°1093 pubblicato il 15 Agosto 2015 da EasyTouch

Correggo la rotta continuamente e ricado nei medesimi errori. Per non ricaderci non mi devo concentrare a non ricaderci ma dimenticare conservando il ricordo. Le foto servono a questo.

Sono egoista più di ieri e meno di domani, di te ricordo solo le cose belle che rimandano a me stessa e ai miei atteggiamenti. Ti ricollego a momenti legati ad altri e le foto sono su sfondo lontano di sensazioni passate e sedimentate. A cui torno e sono tornata in quei momenti in cui facevi clic.

Cosa conta? Forse è il quando che fa la differenza? Tutte le esperienze entro i trentacinque anni segnano e rimangono, quelle dopo sono copie di quelle passate con appiccicati dei tentativi di miglioramento.

Addio addio, rido

 
 
 

No

Post n°1092 pubblicato il 30 Luglio 2015 da EasyTouch

il concetto di noia è qualcosa di diverso ultimamente. Lo stato di malessere che sfocia in autolimitazioni e mutilazioni deriva dalla noia. Non so se sia tedio o noia, so che è il cancro più diffuso e mal diagnosticato dei nostri tempi. Per noia si picchia, per noia si gioca con la vita, per noia e per noia. Incapaci di carpire le nostre necessità, finiamo per soffrire la noia.

La noia va riconosciuta e superata.

La noia crea la maggior parte delle patologie psicologiche e psichiatriche del nostro tempo.

Per noia subiamo la maggior parte delle situazioni.

Non so se sto capendo bene, ma cambiare aria fa sempre bene.

Devo scrivermi un appunto e fissarlo su frigo e stomaco.

 

 
 
 

alibi

Post n°1091 pubblicato il 24 Luglio 2015 da EasyTouch

E mentre tutto va a scatafascio, oltre a voltarmi dall'altra parte, mi preoccupo che non scrivo più da un pò o forse ho paura di non aver più nulla da dire. Ma si, c'è sempre una piadineria aperta. Il boccone mi fornirà l'alibi.

 

 
 
 

prima dello zero e dell'uno

Post n°1090 pubblicato il 10 Luglio 2015 da EasyTouch

L'entanglement, il teoricamente senza alcun limite, l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande, il rilevare a livello teorico fenomeni paradossali, ecco, sono tutte cose inutili. Inutile non significa inesistente o inconsistente, ma il contrario sviluppato all'eccesso, sino a divenire l'unica e incontrovertibile realtà esistente. Sulla realtà ho già detto. Lo stadio del prepensiero come fondante la realtà non esclude una posizione icastica sulle questioni intellettuali- il reale mediato dalla razionalità- o empiriche- il reale sperimentato. La mia posizione non è nell'intelletto razionale, nè nella parte emozionale e non è una sintesi di questi due: ogni operazione di posizionamento che potrei pensare sarebbe sempre frutto di una razionalizzazione o di una reazione emotiva o di una riflessione post- emozione. Il livello è ulteriore perchè è prima di tutto ciò, fondo la mia esistenza ed essenza sul perchè esisto senza conferire il primato di un elemento che utilizzo-pensiero o emozione o riflessione- sull'altro. E senza appellarmi ad un leader.

Non è facile, mi perdo continuamente, soprattutto con le emozioni, anche se ne ho un'ottima padronanza. Mi perdo nei particolari, nei gesti, nei moti quotidiani, nelle secche delle mancanze, ma lotto per non farmi fagocitare. Sono agganciata ad un altro pianeta che forse non c'è, ma non mi appoggio a nessuna teoria quantistica. So che ci sei anche se non esisti, piango tutti i giorni la tua mancanza, ma il mio destino è scritto. I "so che" che ci scambiamo di tanto in tanto non mi procurano sollievo e nemmeno il mio atteggiamento disincantato di fronte alle parole non dette, che dovrebbero suggerire chissà quali cose, non mi procura nessun alleggerimento.

Nemmeno la tua presenza. Nemmeno la tua assenza.

E' lo stadio immutabile del prepensiero, dove non c'è il non e la presenza, dove non si può dire che non ci sia niente, dove si assiste al divenire di pensieri e cose, da dove si vede tutto da dentro, imperturbati, essendone turbati.

 

 
 
 

realtÓ

Post n°1089 pubblicato il 24 Maggio 2015 da EasyTouch

Cosa o chi decide cosa sia reale? Il corpo? Le sensazioni? E quando ci si interroga se un sentimento sia reale o meno, non è questa stessa un'aporia? Se lo produci tu, il sentimento, come può non esistere e, se te ne interroghi, ci dovrà pur essere un oggetto. E allora, se ti interroghi sull'esistenza di un sentimento o di qualsivoglia altra cosa, non fondi, con questa operazione, l'esistenza stessa di questa cosa? Già solo nel momento in cui si usa il "tu" si oggettivizza, ma ancor prima, nel momento in cui si pensa, si rende oggetto un qualsivoglia oggetto, anche quello più astratto. Ho sempre bisogno di usare il tu; questo prova una certa primitività del mio pensiero, ancorato al livello uno, che intimamente continuo a legittimare. La forza dei miei anni ancora floridi mi porta a questo.

Vorrei non pensare per oggetti e arrivare a pensare senza indirizzare, arrivare ad avere un pensiero pensante che non si riflette ma che vive di per sé. Non accade semplicemente "vivendo", l'errore è sempre quello, ricado nella pragmaticità e non sviluppo il pensiero non riflesso. Bipensiero, forse sta tutto qua, ad un certo punto la coscienza si deve stabilire prima del pensiero stesso e deve orientarlo. Può significare l'annientamento o annullamento di ogni forma di opposizione critica, ma considerato da un altro punto di vista potrebbe essere una prefase, cioè arrivare prima ancora del pensiero stesso, dove il pensiero critico di opposizione non serve più: il pensiero critico e il pensiero divengono un'entità unica. Questo può accadere solo e solamente se assumo che la realtà è quella che decido sia, non quella che pensavo di vedere con i miei occhi. Dire a questo punto "non lo so" o "boh" serve a poco.

Torno alle sensazioni preveglia e di veglia dei giorni prima che tu morissi. Nella preveglia eravamo un'entità unica e sapevo che saresti morta per assumere una forma più definita dentro me. La parte della veglia mi impediva di far emergere a coscienza questi pensieri -sensazioni, ma ormai ora credo che la verità sia questa, visto che la realtà che veramente esiste è qualcosa che stabilisco io, con un metro mio. Quel metro che deriva da te e che niente dall'esterno mi ha potuto modificare, nemmeno la lunga e continua educazione, dalla scuola alle relazioni. L'immutabile me lo hai incastonato tu nel momento del mio concepimento e nel momento in cui te ne stavi andando è riemerso. Lo stato di veglia mi ottundeva la mente, facendomi dimenticare quella sensazione-pensiero. Ma più sotto lo sapevo e da lì la reazione pronta che mi faceva balzare fuori dal letto e affrontare l'inaffrontabile: se tu fossi morta cessava di esistere l'oggettiva presenza che ti rendeva esistente ai miei occhi, fatto che mi obbligava a sovvertire un certo ordine di cose, prima tra tutte che tu fossi cosa fuori di me insieme all'esistenza di tutta la realtà che siamo soliti validare. Rendersi conto razionalmente della fallacità di questo sistema significava farti morire. E ora che sei morta, e fuori di me non ci sei più, è chiaramente e a tutti i livelli così: la realtà non è fuori di me ma dentro di me.

Questi pensieri, che io voglio porre come prepensieri, coscientemente, mi portano a rivalutare tutte le posizioni occupate dalle persone nella mia vita, che iniziano a non esistere più come enti staccati da me. Esistono solo quelle persone che esistono dentro di me e ho una reale percezione di chi sia dentro e chi non esista per nulla. Il fuori non lo nomino nemmeno più, dire che non esiste lo fa esistere, non si nomina più e basta.

Fintanto che scrivo, la parte del pensiero (e non del prepensiero) va a te, che scrivi e oggettivizzi e mi dico che pure io ora sto facendolo. Tu scrivi e sei soggetto al tuo pensiero, o meglio, oggetto. Mi chiedo se tu abbia un posto dentro di me, ma nel momento stesso in cui cerco di formulare la domanda e la scrivo in questi termini, di assegnazione di un posto, mi accorgo che non sei dentro di me. Chissà dove sei, se c'è un confine o se si sia dentro senza che sia mai esistito un fuori, improvvisamente.

Vista dal prepensiero la vita è tollerabile, la sostengo io e la sostengo come mi pare. Tutto quello che mi porto addosso è sempre esistito e sempre esisterà. Renderlo intelleggibile scrivendolo non so a che cosa mi serva, se so che nessuno leggerà queste righe. Sono ancora un essere imprescindibilmente dialogico?

 
 
 

Incontri ravvicinati

Post n°1088 pubblicato il 15 Maggio 2015 da EasyTouch

E ad un certo punto ho incontrato anche te.

Mi sono accorta di cosa avessi di fronte nel momento in cui ho cominciato a non avere più timori. E così si è preparata la strada in discesa: ti sembra di diventare immune, invece diventi insensibile, decadendo. E le dosi per rialzare il pathos non non mi sono più bastate, e sapevo che aumentandole non avrei concluso nulla. Poi, conoscere a cosa si va incontro stanca ancora di più che andarci e attendere lo schianto; che non arriva più. I primi tempi ne ero felice e mi sentivo vittoriosa, avevo sconfitto chissà quale dragone fuori di me, mentre non mi accorgevo che mi aveva messo incinta e cresceva nel mio grembo. Poi ho cominciato ad avere le prime avvisaglie: fine della nausea da pungente ansia, fine della tensione, fine dell'insostenibile voglia di. Fino al parto.

Ad un certo punto ho incontrato de visu la noia, e non ho più saputo che farmene della mia vittoria sulla paura. E di me.

 

 
 
 

Mi evito e mi manco

Post n°1086 pubblicato il 08 Maggio 2015 da EasyTouch

Evito di scrivere perchè vivo, se vivo non scrivo, se scrivo stampo l'immagine proiettata sulla parete della caverna. A ciclostilo, nell'era dell'informatica, senza poter sentire l'odore dell'alcool sulla pagina.

Evito.

Evito di scrivere per vivere. Mi evito, forse mi manco.

Fine delle cazzate che oggi potevo sparare. Non è vero nulla.

 

 
 
 

Tutto giace

Post n°1085 pubblicato il 24 Aprile 2015 da EasyTouch

I racconti del terrore giacciono placidi sotto il posacenere. Sopra il posacenere la solita sigaretta che scintilla al buio. Ora è giorno e non scintilla. Allan Poe non esercita più alcun fascino, infatti il suo libello giace abbandonato.  All'altro angolo della scrivania giace Eugénie Grandet, liberata dal padre padrone, in un finale riscritto su pagine bianche, lasciate al centro della scrivania. L'uccello di Murakami giace su chissà quale ramo d'ulivo in chissà quale giardino, infatti è primavera, è il suo posto, non si tocca.

Tutto giace. Ma non tace.

 

 
 
 

Fungere da scoglio

Post n°1084 pubblicato il 02 Aprile 2015 da EasyTouch

Tutti i pregi che ho in coppia si trasformano in boomerang. Quindi ad un certo punto ho pensato di invertire la questione e mi sono resa impossibile, inaccessibile, una granrompicazzo, mai contenta e sempre assorta nelle salite e discese di scale di piano incomprensibili ad anima vivente. Qualche risultato l'ho ottenuto, ma pure il risultato mi si è ritorto contro, poichè quando ero stanca delle mie difese e le allentavo, si stancava l'altro e lasciava la battaglia e il proprio cadavere, a me. Quindi un gran nulla di nulla, asincrono, potenziato da una più accurata precisione nel colpire il punto debole indicato dal mio stesso indice. Perddippiù. Ad un certo punto ho smesso qualsiasi pensiero, difesa, prevenzione e i ripari li utilizzavo solo in caso di esondazione o invasione. Anche a questo punto, però, la situazione non è che sia andata migliorando di molto. Poi ho tolto pure la distale prevenzione non pensando che al momento, ma pure questo metodo dalle gambe corte mi ha fregata. Cosa rimaneva? Le persone più sagge che ho avuto la fortuna di interpellare, prendendo da lontano la questione, mi hanno caldeggiato l'abbandono delle aspettative. Ma questo ha procurato il mio suicidio in vita. Una volta resuscitata, le aspettative me le sono riprese una ad una e prima di rinutrirle, le ho tenute nella gabbietta qualche tempo per l'interrogatorio. Non ci ho ricavato un bel nulla.

Scrivo questo post per quale motivo non lo so, perchè forse esisto e qualche cosa devo fare per far uscire quest'onda e farla infrangere. Sono stanca di essermi scoglio. Qualche volta incontro qualcuno che è anima gentile e si presta o come roccia o come spiaggia, ma a volte passo ore accasciata al suolo a piangere e a cercare il perchè di questa disperazione. Ho solo troppo tempo libero. Tempo che sarebbe in linea con la mia maturazione occupare in altre faccende, invece io mi ostino a dirigere la mia crescita...non so forse dovrei abbandonare, forse se abbandono affondo. Una cosa, però.

In tutto questo ho trascurato il dettaglio, quando è il dettaglio che restituisce il tutto. Nei frammenti l'intero.

Lancio questo frammento e sicuro spacco qualcosa.

 

 
 
 

Caverna

Post n°1083 pubblicato il 22 Marzo 2015 da EasyTouch

Vorrei appuntarmi dei progetti per il futuro sulla Moleskine, ma mi accorgo di non essere in grado di focalizzare nemmeno cio' che vorrei evitare. Guardo dalla finestra e mi compiaccio dell'assenza di figure umane: solo prati e campi sterminati, qualche gatto a caccia, qualche merlo che si dondola sui filari. Deve essere una pace simile, dove sei tu e dove la mia anima ostinatamente staccata da questo corpo, va a ristorarsi. Qualcosa che non c'è mi è sempre piaciuto di più di tutto quel pieno che c'è, questo sarà anche un difetto ma che colpa ne ho. Nella moltitudine di cose e esseri che passano attraverso il mio campo, non vedo nulla che assomigli ad un te. Nel taccuino dovrei scrivere tra i molti progetti per il futuro, non sottovalutare le conseguenze della socializzazione, il mio eterno errore.

 

 
 
 

Infilarsi ciabatte interdette

Post n°1082 pubblicato il 20 Marzo 2015 da EasyTouch

Mi impegno a rispondere a Francesco, quello che mi scrive insistentemente per darmi una nuova opportunità. Di guadagno immediato e comodamente da casa. E ci metto proprio tutta me stessa, inforco gli occhiali che non ho, oscuro la camera, accendo la luce sopra il pc e svuoto un posacenere zeppo, una bottiglia di Jack Daniel's ritrovata e un cestino pieno di carte. All'angolo della scrivania, dei libri accatastati a casaccio, a fianco dell'Olivetti ferma sulla stessa pagina da settimane. Sono una scrittrice notturna, ho i capelli lunghi, morbidi sulle spalle, il torso dritto e longilineo, le ciabatte a ballerina con un fiocco rosa, sono alta il giusto, impegnata politicamente, non uso cosmetici, ho sempre 25 anni, dormo regolarmente sul divano, so stare sola, cioè senza un uomo.

Quando inizio le mie risposte a Francesco sono sempre favole, lo chiamo "mio diletto", o "principe del mio regno", o "foro imperiale dei miei pensieri" e in questo non c'è nulla di ipocrita. Poi continuo con puntuali descrizioni delle mie giornate, quasi fosse il papà a cui dare un resoconto. Ma non ho marachelle da dissimulare. L'impegno nella risposta a Francesco, a questo punto, si intoppa. Nella scena della stanza ci infilo un vagito di bambino venuto da chissà quale angolo della mia testa malata, mi alzo dalla sedia che protesta per lo strattone, schricchiolando.

L'interruzione coinvolge anche me, che osservo tutta la scena e che non so più come continuare questo post. Rimango sempre interdetta, ad un certo momento.

(to be continued in an other place, in an other life)

 
 
 

L'inutile esistere della canna

Post n°1081 pubblicato il 05 Marzo 2015 da EasyTouch

Sta lì, aggrappata ad un terreno spolpo come delle gengive ritratte. Ma sta lì e cerca ancora, un giorno si volta a nord, un giorno ad est. La notte non si ripiega, rimane ferma e dritta, sembra abbia due occhi enormi che sfiorano il velluto del nero intorno. Anche quelli rimangono lì, aggrappati allo stelo, ogni tanto si chiudono per il battito di ciglia, poi tornano grandi e interrogativi. La mattina il vento soffia forte, la terra si stringe a se stessa, la canna ci rimane di sasso. Attorno non c'è nulla da abbracciare, ha solo gli occhi, che si stringono l'un l'altro.

 
 
 

Ansia curva

Post n°1080 pubblicato il 25 Febbraio 2015 da EasyTouch

Terra gravida, godo della gestazione, la pancia è gonfia. L'ansia si svela e mi rivela racconti privi di lieto fine che la dissolvono, in compiacimento del momento rotondo. Terreno fluido, animale e divino, in perfetta tensione, lascio strisciare serpenti in su e in giù e correre le belve inquiete sulla mia carcassa. Ammazzami di più, ma sono già morta per una vita. Ammazzami, e se avrai ragione ed io torto, sarò ormai morta e non potrò ribattere né soffrire. Insomma, provaci, ammazzami e credo che vivrò, poco e contro i miei principi, li seppellirò accanto ai miei brandelli di carne e ad una nostra foto scattata la domenica con il cellulare, in tarda età. Prendi questa offerta, fanne ciò che vuoi, disprezzala, farne un fantoccio, giocaci con questo corpo vuoto. L'ansia crea il desiderio e si curva, la terra è umida.

 
 
 

ma non Ŕ questo il punto

Post n°1079 pubblicato il 11 Febbraio 2015 da EasyTouch

if I cut you down to things I can use, I fear there'll be nothing good left on you

 
 
 

PearlPie

Post n°1077 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da EasyTouch

Solita fermata, solita mattina, solita situazione. La Emma parla anche controvento, l'ascolto si fa ancora più difficoltoso ma non le dico niente. Osservo un sasso, esiste e non esiste. Può essere considerato vivo? C'è, ma il vento non lo muove. Si dice "cuore duro come un sasso", mi dico cercando di deviare le ultime parole della più informata del paese, mentre saliamo sul mezzo, che ci accomuna in un centesimo del nostro destino. Nel tuo destino ci sono finita pure io, chissà in quale parte, nell'angolo recondito o più verso il centro, non me lo sapresti dire con esattezza nemmeno tu. Ma quando c'eravamo dentro nessuno se lo chiedeva, che casino la vita, te la interroghi quando la vedi da lontano o quando la vedi volare via. In qualche momento e in qualche piega dei miei retropensieri, mentre ci si parlava negli ultimi tempi, è passata l'ombra della tua assenza. Ero conscia che poteva succedere prima a te che a me, ma sai, chi osa far disegni? La mia mano trema ogni giorno di più e io non voglio fermarla. E non è paura. Solita fermata, solito sasso. E' sempre lì. E rimane lì a meno che io non decida di calciarlo più in là. Nemmeno un cane potrebbe avere motivo di smuoverlo, avrebbe invece motivo di smuovere una pianta. La conclusione è che una pianta serve, un sasso no. Quindi vivere è servire a? Non credo alle favole e alle logiche, non ci posso più credere. Posso solo niente. Non mi serve o forse non sento di servire a, però non sono un sasso. L'immagine di te che mi saluti al treno l'ho persa, ma mi hai salutato? Non siamo più arrivati a dirci quelle due cose, ma importa? Chissà in quale piega del mio destino eri, il caso fa quello che gli capita. Capita anche al caso!

Volevo dirtelo, chè tu lo sapessi che è successo,  quando ripenso a me e lui in quei giorni, qualsiasi cosa sia il caso, qualsiasi cosa succeda, lì mi sono sentita a casa.

Grazie per la visita,

La tua amica a cui tu ricordi di tornare ad un anno e mezzo e iniziare a camminare.

 
 
 

Desiderio

Post n°1076 pubblicato il 16 Gennaio 2015 da EasyTouch

Desidero desiderare di sentire te desiderare che io desideri te desiderante me.

Por el arco de Elvira
voy a verte pasar,
para beber tus ojos
y ponerme a llorar

(...)

Por el arco de Elvira
voy a verte pasar,
para sentir tus muslos
y ponerme a llorar.


   (TRES POESIAS, Gacela del mercado matutino, 12, F. Garcia  Lorca)

 
 
 

Dove non ho pi¨ parole

Post n°1075 pubblicato il 27 Dicembre 2014 da EasyTouch

Eppure lo sapevo. Ma persiste il tratto infantile. Eppure ho avvertito di nuovo, sperando di evitare epiloghi già scritti, copioni ripetuti. Eppure lo sapevo, che non avrei evitato un bel niente, che pur avvertendo, le mie parole sarebbero cadute e rimbalzate contro di me. Io sono, quindi, definitiva, giudicante e risolta. Ma come fare? Non fare, questo è. Non dire e non fare equivale a non vivere più. E bene sia. Preferisco questa fine.

 
 
 

Fuoco alle polveri

Post n°1074 pubblicato il 21 Dicembre 2014 da EasyTouch

Eppure ho sempre creduto vi fosse una scienza negli incontri e che divenisse un'arte coltivarli. E deve essere così, ma l'unico modo per scoprire ulteriori verità è attendere.

Una delle caratteristiche che non fa parte quasi mai delle persone naiv è il senso dell'attesa. Perdere in spontaneità, invece, è la caratteristica degli scienziati riduttivisti.

Non si è necessariamente una cosa e un'altra no: indice di chi impara dal proprio passato è saper dove si dove no, dove ni, dove so. E con dove includo il quando.

Attendere può diventare perdere irrimediabilmente, ma l'unica cosa irrimediabile che so è la morte, per cui.

Càpita: questa è una parola che mi sta simpatica, mi fa simpatia.

E mi è capitato: non ho alcuna sicurezza di non andare in cocci e poi in polvere, di nuovo. Nessun passato mi dà alcuna sicurezza.

Non c'è una scienza esatta nella scienza degli incontri.

 

 

 
 
 

AREA PERSONALE

 

PSSS

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Luglio 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

EasyTouchcassetta2daunfioregaronimonon.sono.iokymsyje_est_un_autretastoexploragianor1Narcysseazaryelazzurrotralecimaselondonreznor5misteropagano
 

ULTIMI COMMENTI

Potrai sempre contare su di me. Se riuscirai a trovarmi.
Inviato da: cassetta2
il 12/03/2019 alle 10:27
 
Beh, te non so che gente Lei frequenti, ma gaber Ŕ davvero...
Inviato da: EasyTouch
il 07/01/2019 alle 22:04
 
eUReKA :)
Inviato da: azaryel
il 06/01/2019 alle 15:37
 
URKA
Inviato da: EasyTouch
il 06/01/2019 alle 13:39
 
Buon giorno, Se ho avuto l'incipit di scriverle,...
Inviato da: azaryel
il 05/01/2019 alle 14:28
 
 

SEMO IN

4 miao
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova