IL VINO TRISTE [2]La fatica è sedersi senza farsi notare.Tutto il resto poi viene da sè. Tre sorsatee ritorna la voglia di pensarci da solo.Si spalanca uno sfondo di lontani ronzii,ogni cosa si sperde, e diventa un miracoloesser nato e guardare il bicchiere. Il lavoro[l'uomo solo non può non pensare al lavoro]ridiventa l'antico destino che è bello soffrireper poterci pensare. Poi gli occhi si fissanoa mezz'aria, dolenti, come fossero ciechi.Se quest'uomo si rialza e va a casa a dormire,pare un cieco che ha perso la strada. Chiunquepuò sbucare da un'angolo e pestarlo di colpi.Può sbucare una donna e distendersi in strada,bella e giovane, sotto un altr'uomo, gemendocome un tempo una donna gemeva con lui.Ma quest'uomo non vede. Va a casa a dormiree la vita non è che un ronzio di silenzio.A spogliarlo, quest'uomo, si trovano membra sfinitee del pelo brutale, qua e là. Chi direbbeche in quest'uomo trascorrono tiepide venedove un tempo la vita bruciava? Nessunocrederebbe che un tempo una donna abbia fatto carezzesu quel corpo e baciato quel corpo, che trema,e bagnato di lacrime, adesso che l'uomo,giunto a casa a dormire, non riesce, ma geme. CESARE PAVESE
da ''53 POESIE'' di Cesare PAVESE
IL VINO TRISTE [2]La fatica è sedersi senza farsi notare.Tutto il resto poi viene da sè. Tre sorsatee ritorna la voglia di pensarci da solo.Si spalanca uno sfondo di lontani ronzii,ogni cosa si sperde, e diventa un miracoloesser nato e guardare il bicchiere. Il lavoro[l'uomo solo non può non pensare al lavoro]ridiventa l'antico destino che è bello soffrireper poterci pensare. Poi gli occhi si fissanoa mezz'aria, dolenti, come fossero ciechi.Se quest'uomo si rialza e va a casa a dormire,pare un cieco che ha perso la strada. Chiunquepuò sbucare da un'angolo e pestarlo di colpi.Può sbucare una donna e distendersi in strada,bella e giovane, sotto un altr'uomo, gemendocome un tempo una donna gemeva con lui.Ma quest'uomo non vede. Va a casa a dormiree la vita non è che un ronzio di silenzio.A spogliarlo, quest'uomo, si trovano membra sfinitee del pelo brutale, qua e là. Chi direbbeche in quest'uomo trascorrono tiepide venedove un tempo la vita bruciava? Nessunocrederebbe che un tempo una donna abbia fatto carezzesu quel corpo e baciato quel corpo, che trema,e bagnato di lacrime, adesso che l'uomo,giunto a casa a dormire, non riesce, ma geme. CESARE PAVESE