ABITUDINISull'asfalto del viale la luna fa un lagosilenzioso e l'amico ricorda altri tempi.Gli bastava in quei tempi un incontro improvvisoe non era più solo. Guardando la luna,respirava la notte. Ma più fresco l'odoredella donna incontrata, della breve avventuraper le scale malcerte. La stanza tranquillae la rapida voglia di vivere sempre,gli riempivano il cuore. Poi sotto la luna,a gran passi intontiti tornava contento.A quei tempi era un grande compagno di sè.Si svegliava al mattino e saltava dal letto,ritrovando il suo corpo e i suoi vecchi pensieri.Gli piaceva uscir fuori prendendo la pioggiao anche il sole, godeva a guardare le strade,a parlare con gente improvvisa. Credevadi saper cominciare cambiando mestierefino all'ultimo giorno, ogni nuovo mattino.Dopo grandi fatiche sedeva fumando.Il piacere più forte era starsene soloE' invecchiato l'amico e vorrebbe una casache gli fosse più cara, e uscir fuori la nottee fermarsi sul viale a guardare la luna,ma trovare al ritorno una donna sommessa,una donna tranquilla, in attesa paziente.E' invecchiato l'amico e non basta più a sè.I passanti son sempre gli stessi; la pioggiae anche il sole, gli stessi e il mattino un deserto.Faticare non vale la pena. E uscir fuori alla luna,se nessuno l'aspetti, non vale la pena. CESARE PAVESE
da ''53 POESIE'' di Cesare PAVESE
ABITUDINISull'asfalto del viale la luna fa un lagosilenzioso e l'amico ricorda altri tempi.Gli bastava in quei tempi un incontro improvvisoe non era più solo. Guardando la luna,respirava la notte. Ma più fresco l'odoredella donna incontrata, della breve avventuraper le scale malcerte. La stanza tranquillae la rapida voglia di vivere sempre,gli riempivano il cuore. Poi sotto la luna,a gran passi intontiti tornava contento.A quei tempi era un grande compagno di sè.Si svegliava al mattino e saltava dal letto,ritrovando il suo corpo e i suoi vecchi pensieri.Gli piaceva uscir fuori prendendo la pioggiao anche il sole, godeva a guardare le strade,a parlare con gente improvvisa. Credevadi saper cominciare cambiando mestierefino all'ultimo giorno, ogni nuovo mattino.Dopo grandi fatiche sedeva fumando.Il piacere più forte era starsene soloE' invecchiato l'amico e vorrebbe una casache gli fosse più cara, e uscir fuori la nottee fermarsi sul viale a guardare la luna,ma trovare al ritorno una donna sommessa,una donna tranquilla, in attesa paziente.E' invecchiato l'amico e non basta più a sè.I passanti son sempre gli stessi; la pioggiae anche il sole, gli stessi e il mattino un deserto.Faticare non vale la pena. E uscir fuori alla luna,se nessuno l'aspetti, non vale la pena. CESARE PAVESE