Amore e Psiche

da ''39 POESIE'' di Umberto SABA


PREGHIERA ALLA MADREMadre che ho fattosoffrire[cantava un merlo alla finestra, il giornoabbassava, sì acuta era la penache morte a entrambi io m'invocavo]                                                  madreieri in tomba obliata, oggi rinatapresenza,che dal fondo dilaga quasi venad'acqua, cui dura forza reprimeva,e una mano le toglie abile e incautal'impedimento;presaga gioia io sentoil tuo ritorno, madre mia che ho fatto,come un buon figlio amoroso, soffrire.Pacificata in me ripeti antichimoniti vani. E il tuo soggiorno un verdegiardino io penso, ove con te riprenderepuò a conversare l'anima fanciulla,inebbriarsi del tuo mesto viso,sì che l'ali vi perda come al lumeuna farfalla. E' un sogno,un mesto sogno; ed io lo so. Ma giungerevorrei dove sei giunta, entrare dovedove tu sei entrata                          - ho tanta gioia e tanta stanchezza! -                                            farmi, o madre,come una macchia dalla terra nata,che in sè la terra riassorbe ed annulla.                                         UMBERTO SABA