Con gli occhi alla pioggia e agli elfi della notte,è là, nel campo quindici a Musocco,la donna emiliana da me amatanel tempo triste della giovinezza.Da poco fu giocata dalla mortementre guardava quieta il vento dell'autunnoscrollare i rami dei platani e le fogliedalla grigia casa di periferia.Il suo volto è ancora vivo di sorpresacome fu certo nell'infanzia, fulminatoper il mangiatore di fuoco alto sul carro.O tu che passi, spinto da altri morti,davanti alla fossa undici sessanta,fermati un minuto a salutarequella che non si dolse mai dell'uomoche qui rimane, odiato, coi suoi versi,uno come tanti, operaio di sogni. SALVATORE QUASIMODO
''EPITAFFIO PER BICE DONETTI'' di Salvatore QUASIMODO
Con gli occhi alla pioggia e agli elfi della notte,è là, nel campo quindici a Musocco,la donna emiliana da me amatanel tempo triste della giovinezza.Da poco fu giocata dalla mortementre guardava quieta il vento dell'autunnoscrollare i rami dei platani e le fogliedalla grigia casa di periferia.Il suo volto è ancora vivo di sorpresacome fu certo nell'infanzia, fulminatoper il mangiatore di fuoco alto sul carro.O tu che passi, spinto da altri morti,davanti alla fossa undici sessanta,fermati un minuto a salutarequella che non si dolse mai dell'uomoche qui rimane, odiato, coi suoi versi,uno come tanti, operaio di sogni. SALVATORE QUASIMODO