Amore e Psiche

''IL BORGO'' di Umberto SABA


Fu nelle vie di questoBorgo che nuova cosam'avvenne.Fu come un vanosospiroil desiderio improvviso d'usciredi me stesso, di vivere la vitadi tutti,d'essere come tuttigli uomini di tuttii giorni.Non ebbi io mai sì grandegioia, nè averla dalla vita spero.Vent'anni avevo quella volta, ed eromalato. Per le nuove strade del Borgo il desiderio vanocome un sospiromi fece suo.Dove nel dolce tempo d'infanziapoche vedevo spersearrampicate casette sul nudodella collina,sorgeva un Borgo fervente d'umanolavoro. In lui la primavolta soffersi il desiderio dolcee vanod'immettere la mia dentro la caldavita di tutti,d'essere come tuttigli uomini di tuttii giorni.La fede averedi tutti, direparole, farecose che poi ciascuno intende, e sono,come il vino ed il pane,come i bimbi e le donne,valoridi tutti. Ma un cantuccio,ahimè, lasciavo al desiderio, azzurrospiraglio,per contemplarmi da quello, goderel'alta gioia ottenutadi non esser più io,d'essere questo soltanto: fra gli uominiun uomo.Nato d'oscurevicende,poco fu il desiderio, appena un brevesospiro. Lo ritrovo- eco perdutadi giovanezza - per le vie del Borgomutatepiù che mutato non sia io. Sui muridell'alte case, sugli uomini e i lavori, su ogni cosa,è sceso il velo che avvolge le cosefinite.La chiesa è ancora gialla, se il pratoche la circonda è meno verde. Il mare,che scorgo al basso, ha un solo bastimento,enorme,che, fermo, piega da una parte. Forme,colori,vita onde nacque il mio spirito dolcee vile, un mondofinito. Forme,colori,altri ho creati, rimanendo io stesso,solo con il mio duropatire. E morte m'aspetta.Ritorneranno,o a questo Borgo, o sia a un altro come questo, i giornidel fiore. Un altrorivivrà la mia vita,che in un travaglio estremodi giovanezza, avrà pure egli chiesto,sperato,d'immettere la sua dentro la vitadi tutti,d'essere come tuttigli appariranno gli uomini di un giornod'allora.                                 UMBERTO SABA