E giunge un'orain un punto imprecisato della vitache tutto si fa chiarosenza indulgenze più senza rimando.Per un istante ti è nemico il cielo.Vuoi strappare le stelle un gesto soloe gettarle nel mare che sia buio.Un buio onesto finalmente il buioche ti inchioda nell'oraquando trapassa l'anima alla terra.Si può anche morire essendo vivi.Allora i piedi muovono da solibatte sulla caviglia fredda l'onda,senti il respiro, non lo riconoscinon sai chi sei nè dove vai, l'arrivonon ha più senso il luogo, non ha peso.Pesi solo a te stesso, porti i piedisenza coscienza e senza fuga.A che fuggire e da che cosa.Non c'è un nome che conservi valore.E la bestemmia immensa falcia il buioe vivi, dalla morte si risorge. VITTORIA PALAZZO
'' E GIUNGE UN'ORA'' di Vittoria PALAZZO
E giunge un'orain un punto imprecisato della vitache tutto si fa chiarosenza indulgenze più senza rimando.Per un istante ti è nemico il cielo.Vuoi strappare le stelle un gesto soloe gettarle nel mare che sia buio.Un buio onesto finalmente il buioche ti inchioda nell'oraquando trapassa l'anima alla terra.Si può anche morire essendo vivi.Allora i piedi muovono da solibatte sulla caviglia fredda l'onda,senti il respiro, non lo riconoscinon sai chi sei nè dove vai, l'arrivonon ha più senso il luogo, non ha peso.Pesi solo a te stesso, porti i piedisenza coscienza e senza fuga.A che fuggire e da che cosa.Non c'è un nome che conservi valore.E la bestemmia immensa falcia il buioe vivi, dalla morte si risorge. VITTORIA PALAZZO