Caffè Tergeste, ai tuoi tavoli bianchiripete l'ubbriaco il suo delirio,ed io ci scrivo i miei più allegri canti.Caffè di ladri, di baldracche covo,io soffersi ai tuoi tavoli il martirio,lo soffersi a formarmi un cuore nuovo.Pensavo: quando bene avrò godutola morte, il nulla che in lei mi predico.che mi ripagherà d'esser vissuto?Di vantarmi magnanimo non oso;ma, se il nascere è un fallo, io al mio nemicosarei, per maggior colpa, più pietoso:Caffè di plebe, dove un dì celavola mia faccia, con gioia oggi ti guardo.E mi concili l'italo e lo slavo,a tarda notte, lungo il tuo bigliardo. UMBERTO SABA
''CAFFE' TERGESTE'' di Umberto SABA
Caffè Tergeste, ai tuoi tavoli bianchiripete l'ubbriaco il suo delirio,ed io ci scrivo i miei più allegri canti.Caffè di ladri, di baldracche covo,io soffersi ai tuoi tavoli il martirio,lo soffersi a formarmi un cuore nuovo.Pensavo: quando bene avrò godutola morte, il nulla che in lei mi predico.che mi ripagherà d'esser vissuto?Di vantarmi magnanimo non oso;ma, se il nascere è un fallo, io al mio nemicosarei, per maggior colpa, più pietoso:Caffè di plebe, dove un dì celavola mia faccia, con gioia oggi ti guardo.E mi concili l'italo e lo slavo,a tarda notte, lungo il tuo bigliardo. UMBERTO SABA