LA MIA SENSIBILITA'

ASCOLTA LA MIA VOCE (Susanna Tamaro)


Il desiderio di voltarsi indietro ed esplorare il passato viene soltanto quando la vita, all'improvviso, cambia per qualcosa di imprevisto o di atroce: una malattia, un vuoto; allora si prende la scala e il coraggio, c'è bisogno di entrambi per salire tra la polvere e aprire la valigia: lì dentro ci sono - compresse - parole non dette, azioni non fatte, persone non conosciute, basta un impatto minimo per scatenare i fantasmi.Ognuno di noi tiene in mano un filo e quel filo ci conduce alla nostra stella. Ognuno di noi ha una stella in cielo e il nostro destino è imparare a seguirla. E' una stella aquilone, il nostro karma è scritto nella sua scia, se molliamo il filo tutto è perduto, si formano grovigli, una matassa di stelle. Se non cerchi la tua stella, se non la segui, prima o poi il filo si ingarbuglierà con quello di altre stelle e diventerà impossibile districarla, comincerà a spegnersi fino a scomparire. La stella è un piccolo sole, ma quando la sua luce si esaurisce diventa fredda, glaciale. Secondo gli antichi, nella mano di una persona sono racchiuse tutte le qualità della sua anima.Il passato non si può più modificare e il futuro non ci appartiene di diritto. Ciò che esiste davvero è il presente. Solo l'attimo ha importanza.A quel "volevo dirti ancora una cosa" il mio cuore aveva accelerato i battiti, mi aspettavo una rivelazione, un'ammissione, un ricordo, un pentimento, qualcosa che mi autorizzasse a non chiamarlo più Massimo ma papà. Forse, invece, aveva soltanto voluto dirmi che se ne andava, ma non era già questo l'inizio di un cedimento ? Ti dico dove sono perchè ho bisogno di te, perchè mi aspetto di essere trovato, perchè non riesco più a vivere senza la tua voce, senza il tuo sguardo ?Chissà se le stelle hanno gli occhi, mi chiedevo, se ci vedono così come noi guardiamo loro, chissà se hanno un cuore misterioso, se - come da sempre pensa l'uomo - hanno la capacità di influenzare le nostre azioni.Il peso della notte è il peso delle domande che non hanno risposte. La notte è dei malati, degli inquieti, non c'è modo di liberarsi della sua tirannia. Si può accendere una luce, aprire un libro, cercare alla radio una voce confortante ma la notte rimane lì in agguato: dal buio veniamo, nel buio torniamo e buio era lo spazio prima che l'universo prendesse forma. Silenzio e oscurità vengono relegate a quelle poche ore in cui si sviene di stanchezza e si deve cercare di riprendere un po' le forze per andare avanti, ma non è un sonno attraversato dalla folgore delle domande, è uno svenimento appunto, lo spazio breve in cui il corpo è costretto a cedere alla fisiologia, per poi risvegliarsi davanti a uno schermo luminoso di cui noi e soltanto noi azioniamo il telecomando.I miei alberi dipendevano dalle mie cure, aspettavano l'acqua quando la terra diventava troppo arida e il concime che va fornito nella giusta misura, e a tempo debito, a volte si deve anche evitare di darlo. Una privazione ragionevole fa bene alle piante come anche ai figli: bisogna rinunciare a qualcosa per poi sentire il desiderio di averlo. Se io tolgo la luce a una pianta, radunerà tutte le sue forze per riuscire a ritrovarla e una volta raggiunta la meta, la pianta sarà più forte perchè, avendo incontrato un'avversità, sarà riuscita a superarla. Faccio questi discorsi e so di essere solo, il mondo ormai va avanti in modo diverso e non sarò certo io a fermarlo. Mi piacerebbe però che la gente pensasse più agli alberi, che imparasse a curarli, ad essere loro grata, perchè senza di loro non ci potrebbe essere la nostra vita: è il loro respiro che permette a noi di respirare. Sai che cosa mi fa più paura in questi tempi ? Il senso di onnipotenza che va diffondendosi. L'uomo è convinto di potere fare tutto perchè vive in un mondo artificiale, costruito dalle sue stesse mani, che crede di dominare totalmente. Se non piove per giorni, per mesi, per anni, ad un certo punto la terra si spaccherà per la secchezza, le piante moriranno e, con le piante, anche gli animali. Non possiamo fabbricare l'acqua, così come non possiamo fabbricare l'ossigeno. Siamo comunque dipendenti da qualcosa che non è nelle nostre mani ... ma noi, chiusi tra le luci artificiali, non lo sappiamo più.La bellezza, l'armonia esistono nella misura in cui siamo capaci di percepirle, di gioire. Solo così diventano nutrimento per l'anima. Altrimenti non sono che un abbaglio e ci spingono inevitabilmente a deviare dalle nostre intenzioni, a mescolare il bianco con il nero, a trasformare tutto in una melma grigia. Il cuore è il luogo di questa battaglia, lì le intenzioni buone si scontrano con le cattive senza esclusione di colpi. Bisogna essere coscienti di questo, altrimenti si finisce per arrendersi senza aver neppure combattuto. L'opacità toglie gioia alla vita, sottrae la luce alle cose intorno consegnando il nostro essere all'oscurità. In noi - come negli alberi - c'è un naturale desiderio di salire, di innalzarci. Magari è sepolto sotto chili di scorie, ma esiste. E' una sorta di nostalgia che dimora nella parte più profonda di ogni uomo. la vita però è complessa e piena di contrasti e noi, abbandonandoci unicamente al giudizio della nostra mente, rischiamo di sbagliare direzione, di venir abbagliati da qualche finto sole.Hai aperto una fessura nella mia vita insiduandovi il tuo sguardo, la tua voce, le tue domande e di quello sguardo, di quella voce, di quelle domande non sono più riuscito a liberarmi.Paura che le cose non andassero come avevo deciso, paura di superare un limite che non era della mente ma del cuore, paura di amare e di non essere riamato. Alla fine è solo davvero questo il terrore dell'uomo ed è per questo che si consegna alla piccolezza. L'amore come un ponte sospeso nel vuoto ...Per paura complichiamo le cose semplici, pur di inseguire i fantasmi della nostra mente trasformiamo una strada dritta in un labirinto dal quale non sappiamo più uscire. E' così difficile accettare il rigore della semplicità, l'umiltà dell'affidamento.