martedì, 12 luglio 2005Ile.Ile era una ragazzina impulsiva. Ogni primo pomeriggio d'estate, s'infilava pantaloncini, t-shirt, e imbroccava la porta, invisibile come un siluro. Sua madre faceva sempre in tempo a stopparla, possibile che non sai prenderti cura di te, Ile? Prova a guardarti una buona volta allo specchio prima di correre via. Non hai niente di femminile, di minimamente curato. Sei stropicciata. E quei colori non c'entrano! Mi chiedo ancora da chi abbia preso tu. Vieni qua. Togliti quella maglietta! Cambia la borsa! Sono passati diversi anni, Ile è una donna ormai. Ha conosciuto un uomo capace di farla innamorare, di farla sentire parte di una forza più grande. E' una realtà piena di sorprese quella che vive, meglio, che condivide. Lui è esigente. Ha sempre faticato. Ha imparato a farsi valere, specialmente con le donne, ed Ile si sente spesso sovrastata da un carico di raccomandazioni eccessive. Ora lei siede sulla panchina, il sole l' ha tutta asciugata e mancano dieci minuti al ventisette. E' appena stata in ospedale. La sua prima visita da quando ha scoperto di aspettare un maschietto. Ha un cappellino in testa, con una grande visiera lillà. La sua gonna bianca le riflette sul volto una luminosità intensa rischiarando la camicetta rossa e grigia, lenta, e arruffata sulle spalle. Non lo sopporto, quando fa così sembra mia madre. Sono libera di vestirmi come mi pare. Mi piacciono tutti i colori e nessuno può dirmi che l'arancione non sta per niente con l'azzurro e con il bianco insieme. Se componi un mazzo di fiori, ogni colore sta bene in mezzo agli altri, e un arcobaleno non è mai a tre o due colori. Io adoro i colori... Postato da: OrmeInvisibili | link | commenti (2) |frammenti
Post N° 102
martedì, 12 luglio 2005Ile.Ile era una ragazzina impulsiva. Ogni primo pomeriggio d'estate, s'infilava pantaloncini, t-shirt, e imbroccava la porta, invisibile come un siluro. Sua madre faceva sempre in tempo a stopparla, possibile che non sai prenderti cura di te, Ile? Prova a guardarti una buona volta allo specchio prima di correre via. Non hai niente di femminile, di minimamente curato. Sei stropicciata. E quei colori non c'entrano! Mi chiedo ancora da chi abbia preso tu. Vieni qua. Togliti quella maglietta! Cambia la borsa! Sono passati diversi anni, Ile è una donna ormai. Ha conosciuto un uomo capace di farla innamorare, di farla sentire parte di una forza più grande. E' una realtà piena di sorprese quella che vive, meglio, che condivide. Lui è esigente. Ha sempre faticato. Ha imparato a farsi valere, specialmente con le donne, ed Ile si sente spesso sovrastata da un carico di raccomandazioni eccessive. Ora lei siede sulla panchina, il sole l' ha tutta asciugata e mancano dieci minuti al ventisette. E' appena stata in ospedale. La sua prima visita da quando ha scoperto di aspettare un maschietto. Ha un cappellino in testa, con una grande visiera lillà. La sua gonna bianca le riflette sul volto una luminosità intensa rischiarando la camicetta rossa e grigia, lenta, e arruffata sulle spalle. Non lo sopporto, quando fa così sembra mia madre. Sono libera di vestirmi come mi pare. Mi piacciono tutti i colori e nessuno può dirmi che l'arancione non sta per niente con l'azzurro e con il bianco insieme. Se componi un mazzo di fiori, ogni colore sta bene in mezzo agli altri, e un arcobaleno non è mai a tre o due colori. Io adoro i colori... Postato da: OrmeInvisibili | link | commenti (2) |frammenti