VIOLENZA SULLE DONNE

Post N° 117


 Le organizzazioni sono ben strutturate al loro interno con una precisa divisione di ruoli: chi aggancia o rapisce la vittima, chi la controlla nel viaggio, chi trova gli alloggi, chi la segue nel lavoro e chi riscuote i proventi. Sottopongono le loro vittime a continui spostamenti su e giù per l’Europa, sia per evitare di essere individuati dalle indagini delle forze dell’ordine, sia per rendere più difficile la fuga delle schiave.“….No, non sono stata una prostituta….sono stata una schiava….comprata e venduta per sette volte! Ogni volta prelevata e portata via senza una parola di spiegazione, come fossi una scatola vuota, un sacco di patate, un chilo di manzo appena macellato….” Sono le parole di Lijuba Karinetà, lituana di diciannove anni, pronunciate nell’aula del Tribunale penale di Roma e raccolte da due giornaliste, Emanuela Moroli e Roberta Sibona, autrici del libro Schiave d’Occidente di recente pubblicazione. Accanto alla storia di Lijuba il libro contiene altre testimonianze, altre storie di sevizie continue (scosse elettriche, amputazione delle dita degli arti superiori ed inferiori, ecc…), praticate al fine di ottenere corpi addestrati ed obbedienti, identità disintegrate, personalità annullate. Miriam Malokova, cecoslovacca, racconta di essere stata venduta a Teplice dal marito, padre della sua bambina. Privata della libertà, ridotta a merce di scambio, venduta e comprata più volte attraverso mezza Europa, pestata, affamata e costretta con il terrore a prostituirsi ad un ritmo insostenibile. Ogni notte doveva consegnare un milione e mezzo, altrimenti botte, fame e dormire all’addiaccio. Le ragazze albanesi liberate dalle forze dell’ordine dai loro aguzzini difficilmente possono fare ritorno in patria. Teuta, portata via dall’Albania in Italia con l’alibi di un lavoro a domicilio, fu liberata da un blitz della polizia in una casa sulla Prenestina. La madre, invece di gioire per aver ritrovato la figlia, fu irremovibile: mai e poi mai l’avrebbe ripresa con sé. Nella cultura albanese vige la legge patriarcale; la donna non è considerata un valore per la società. Quando una ragazza esce dalla casa dei genitori con un uomo viene ritenuta a tutti gli effetti sposata e non deve più rientrare senza di lui. Qual è la risposta delle Istituzioni al dilagare del fenomeno della tratta?