PICCHIATA PERCHÉ NON VUOLE FARE L'ACCATTONA10.05.2002 - Firenze Un lungo viaggio in treno dalla Bulgaria a Firenze e la vita è diventata un inferno.Lei appena otto anni, costretta a lasciarsi alle spalle, la famiglia, i giochi dell'infanzia, una vita da bambina. L'hanno portata via con forza in Italia, una piccola valigia tutto il suo bagaglio e l'hanno caricata su un treno. Destinazione una vita sui marciapiedi di Firenze. Di giorno a chiedere l'elemosina , di notte a dormire alla stazione. Nessuna pietà per i suoi otto anni: quando tornava a mani vuote erano botte. Schiaffi, calci e la minaccia di lasciarla senza mangiare se non avesse elemosinato bene.Una volante della polizia l'ha fermata qualche giorno fa in un bar del quartiere di San Lorenzo dopo un borseggio.Insieme a lei una donna Bulgara che sosteneva di essere la zia. Poiché la donna non era in grado di dimostrare la parentela, la bambina era stata portata al centro sicuro del comune di Firenze. Sabato scorso la presunta zia, insieme a un'altra donna bulgara, si era presentata al centro per riprendere la piccola. Il terrore disegnato sul viso della bambina alla vista di quelle due donne, ha convinto la responsabile del centro a non consegnarla. "Servono i documenti che dimostrino che la bambina è vostra parente" è stato detto loro. Le due donne non hanno desistito e lunedì sono tornate a bussare al centro: Questa volta hanno trovato due ispettori della polizia municipale ad attenderle. Le donne hanno raccontato di essere arrivate in Italia per turismo insieme alla bambina e per convincere gli agenti della loro verità hanno tirato fuori dalla borsa due fotocopie: il certificato di nascita della bambina e una dichiarazione della madre con cui veniva autorizzata la bambina con la zia, sollevandola da qualsiasi responsabilità. E' stato a quel punto che la piccola ha trovato la forza di spezzare la catena.Tra le lacrime ha raccontato la sua storia e ha mostrato sul corpo i segni delle violenze subite: cicatrici sulla mano e sul sopracciglio. Per le due donne di 29 e 25 anni son scattate le manette con l'accusa di riduzione in schiavitù e introduzione illegale di minore in Italia per impiegarla in attività illecite. La bambina ha così ricostruito il suo calvario dal momento della partenza dalla Bulgaria fino all'arrivo in Italia: la madre che piangendo le dice che deve andare via con quella zia, la consegna della valigia con pochi indumenti, il pianto a dirotto mentre viene costretta a salire sull'autobus. E poi il lungo viaggio in treno, la "zia" che le da istruzioni su quella che sarà la sua vita in Italia. "Devi chiedere l'elemosina", le preannuncia. Lei che piange dice di non volerlo fare e poi l'arrivo a Firenze,dove conosce un altra donna che dice di essere amica della madre e che si rivelerà invece la sua seconda aguzzina. Il giorno dopo l'arrivo a Firenze, dopo una notte passata alla stazione, era stata mandata in strada a chiedere l'elemosina mentre le due donne l'aspettavano poi per fare i conti di quello che riusciva a portare a casa. "Mi hanno picchiato più volte", è stato il racconto della bambina agli ispettori della polizia municipale. "Mi hanno picchiato con schiaffi e calci, mi hanno fatto anche cadere, e a volte mi dicevano che se non facevo bene l'elemosina non avrei mangiato". La bambina ha poi raccontato anche di altri bambini bulgari incontrati durante la sua attività di accattonaggio. Ha parlato di una bambina di 13 anni originaria del suo stesso paese che fa l'accattona in centro dietro la regia di altri adulti. Il lavoro della polizia municipale a questo punto è appena cominciato.Si tratta ora di capire se esista una tratta di bambini dalla Bulgaria all'Italia. Il sospetto è che i bambini vengano venduti dai genitori a gente senza scrupoli, che poi li addestra all'accattonaggio o, peggio ai furti e ai borseggi. Il caso è seguito dal sostituto procuratore Luigi Bocciolini che ha chiesto la convalida dei fermi delle due donne al Gip. Le due donne sono state portate al carcere di Sollicciano di Firenze e oggi ci sarà l'udienza di convalida.Autore: Antonella MollicaFonte: Giornale della Toscana
Post N° 126
PICCHIATA PERCHÉ NON VUOLE FARE L'ACCATTONA10.05.2002 - Firenze Un lungo viaggio in treno dalla Bulgaria a Firenze e la vita è diventata un inferno.Lei appena otto anni, costretta a lasciarsi alle spalle, la famiglia, i giochi dell'infanzia, una vita da bambina. L'hanno portata via con forza in Italia, una piccola valigia tutto il suo bagaglio e l'hanno caricata su un treno. Destinazione una vita sui marciapiedi di Firenze. Di giorno a chiedere l'elemosina , di notte a dormire alla stazione. Nessuna pietà per i suoi otto anni: quando tornava a mani vuote erano botte. Schiaffi, calci e la minaccia di lasciarla senza mangiare se non avesse elemosinato bene.Una volante della polizia l'ha fermata qualche giorno fa in un bar del quartiere di San Lorenzo dopo un borseggio.Insieme a lei una donna Bulgara che sosteneva di essere la zia. Poiché la donna non era in grado di dimostrare la parentela, la bambina era stata portata al centro sicuro del comune di Firenze. Sabato scorso la presunta zia, insieme a un'altra donna bulgara, si era presentata al centro per riprendere la piccola. Il terrore disegnato sul viso della bambina alla vista di quelle due donne, ha convinto la responsabile del centro a non consegnarla. "Servono i documenti che dimostrino che la bambina è vostra parente" è stato detto loro. Le due donne non hanno desistito e lunedì sono tornate a bussare al centro: Questa volta hanno trovato due ispettori della polizia municipale ad attenderle. Le donne hanno raccontato di essere arrivate in Italia per turismo insieme alla bambina e per convincere gli agenti della loro verità hanno tirato fuori dalla borsa due fotocopie: il certificato di nascita della bambina e una dichiarazione della madre con cui veniva autorizzata la bambina con la zia, sollevandola da qualsiasi responsabilità. E' stato a quel punto che la piccola ha trovato la forza di spezzare la catena.Tra le lacrime ha raccontato la sua storia e ha mostrato sul corpo i segni delle violenze subite: cicatrici sulla mano e sul sopracciglio. Per le due donne di 29 e 25 anni son scattate le manette con l'accusa di riduzione in schiavitù e introduzione illegale di minore in Italia per impiegarla in attività illecite. La bambina ha così ricostruito il suo calvario dal momento della partenza dalla Bulgaria fino all'arrivo in Italia: la madre che piangendo le dice che deve andare via con quella zia, la consegna della valigia con pochi indumenti, il pianto a dirotto mentre viene costretta a salire sull'autobus. E poi il lungo viaggio in treno, la "zia" che le da istruzioni su quella che sarà la sua vita in Italia. "Devi chiedere l'elemosina", le preannuncia. Lei che piange dice di non volerlo fare e poi l'arrivo a Firenze,dove conosce un altra donna che dice di essere amica della madre e che si rivelerà invece la sua seconda aguzzina. Il giorno dopo l'arrivo a Firenze, dopo una notte passata alla stazione, era stata mandata in strada a chiedere l'elemosina mentre le due donne l'aspettavano poi per fare i conti di quello che riusciva a portare a casa. "Mi hanno picchiato più volte", è stato il racconto della bambina agli ispettori della polizia municipale. "Mi hanno picchiato con schiaffi e calci, mi hanno fatto anche cadere, e a volte mi dicevano che se non facevo bene l'elemosina non avrei mangiato". La bambina ha poi raccontato anche di altri bambini bulgari incontrati durante la sua attività di accattonaggio. Ha parlato di una bambina di 13 anni originaria del suo stesso paese che fa l'accattona in centro dietro la regia di altri adulti. Il lavoro della polizia municipale a questo punto è appena cominciato.Si tratta ora di capire se esista una tratta di bambini dalla Bulgaria all'Italia. Il sospetto è che i bambini vengano venduti dai genitori a gente senza scrupoli, che poi li addestra all'accattonaggio o, peggio ai furti e ai borseggi. Il caso è seguito dal sostituto procuratore Luigi Bocciolini che ha chiesto la convalida dei fermi delle due donne al Gip. Le due donne sono state portate al carcere di Sollicciano di Firenze e oggi ci sarà l'udienza di convalida.Autore: Antonella MollicaFonte: Giornale della Toscana