Causò aborto alla moglie,arrestatoIn carcere un albanese di 31 anniAvrebbe picchiato più volte la moglie, e in un'occasione le sue percosse le avrebbero addirittura procurato un aborto, al settimo mese di gravidanza. E' questa l'accusa per cui è stato arrestato dalla squadra mobile della questura di Ragusa un bracciante agricolo albanese di 31 anni, residente a Pedalino, in seguito a un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal gip Vincenzo Ignaccolo.Sembra che l'uomo in passato abbia spesso maltrattato la moglie per futili motivi, procurandole ferite che poi lei era costretta a farsi medicare in ospedale. Il caso più grave, quello dell'aborto procurato alla donna dal marito, risale al 2003. Lei era al settimo mese di gravidanza quando l'uomo, in uno dei suoi numerosi accessi d'ira, le procurò la perdita del bambino con un calcio sulla pancia. L'accusa è stata contestata all'uomo dalla polizia di Ragusa. L'albanese è dunque stato rinchiuso in carcere dopo l'ordine di custodia del gip, emesso su richiesta del sostituto procuratore Monica Monego. Secondo quanto emerso dalle indagini, l'uomo teneva sottomessa la giovane moglie, di un anno più giovane di lui e dalla quale ha avuto tre figli, picchiandola e insultandola in continuazione. Le violenze erano rimaste però nascoste tra le mura domestiche della coppia e ogni volta che la donna era stata ricoverata in ospedale per lesioni e contusioni, e anche nel caso dell'aborto, ha sempre giustificato le ferite dicendo di essere caduta. Le indagini sono state avviate dalla squadra mobile dopo una segnalazione del Centro antiviolenza sulle donne di Ragusa.15 sett 09
Causò aborto alla moglie,arrestato
Causò aborto alla moglie,arrestatoIn carcere un albanese di 31 anniAvrebbe picchiato più volte la moglie, e in un'occasione le sue percosse le avrebbero addirittura procurato un aborto, al settimo mese di gravidanza. E' questa l'accusa per cui è stato arrestato dalla squadra mobile della questura di Ragusa un bracciante agricolo albanese di 31 anni, residente a Pedalino, in seguito a un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal gip Vincenzo Ignaccolo.Sembra che l'uomo in passato abbia spesso maltrattato la moglie per futili motivi, procurandole ferite che poi lei era costretta a farsi medicare in ospedale. Il caso più grave, quello dell'aborto procurato alla donna dal marito, risale al 2003. Lei era al settimo mese di gravidanza quando l'uomo, in uno dei suoi numerosi accessi d'ira, le procurò la perdita del bambino con un calcio sulla pancia. L'accusa è stata contestata all'uomo dalla polizia di Ragusa. L'albanese è dunque stato rinchiuso in carcere dopo l'ordine di custodia del gip, emesso su richiesta del sostituto procuratore Monica Monego. Secondo quanto emerso dalle indagini, l'uomo teneva sottomessa la giovane moglie, di un anno più giovane di lui e dalla quale ha avuto tre figli, picchiandola e insultandola in continuazione. Le violenze erano rimaste però nascoste tra le mura domestiche della coppia e ogni volta che la donna era stata ricoverata in ospedale per lesioni e contusioni, e anche nel caso dell'aborto, ha sempre giustificato le ferite dicendo di essere caduta. Le indagini sono state avviate dalla squadra mobile dopo una segnalazione del Centro antiviolenza sulle donne di Ragusa.15 sett 09