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Maria, Madre del Cielo

Post n°39 pubblicato il 27 Aprile 2013 da fotomagazine

 

Preghiera a Maria,

Madre di Gesù

O Maria, Madre di Gesù,

Tu hai detto:

Io sono venuta a dire al mondo

che Dio esiste

e che solo in Lui

c'è la vita e la pace.

Quelli che troveranno Dio

troveranno vita e pace.

Ti prego,

converti al Cuore di Gesù

tutti gli uomini,

rendi felici tutti i bambini

del mondo,

offrili al Tuo Figlio Gesù

come i suoi più intimi amici,

perchè amandosi in Lui,

possano farLo conoscere anche al mondo.

( P.O. Infanzia Missionaria)

 
 
 

Santuario del Volto Santo di Manoppello

Post n°38 pubblicato il 22 Aprile 2013 da fotomagazine

 

Chiesa del Volto Santo di Manoppello

In una piccola località abruzzese, in provincia di Pescara, alle falde del massiccio montuoso della Majella, si trova il Santuario del Volto Santo, ossia custodisce la reliquia del Volto Santo che è l’immagine del volto di Gesù impresso nella Sindone.

Fu in questo paesino che un pellegrino consegnò il Volto Santo di Cristo a Giacomo Antonio Leonelli.

Il Volto Santo è un velo molto esile con le sembianze di Cristo, eseguito con colori che non hanno corpo. Nel 1638 il velo fu donato ai cappuccini e la venerazione e i pellegrinaggi ebbero inizio quasi da subito.

 


 

Il fatto straordinario è che.....

se la luce lo attraversa posteriormente, l'immagine svanisce. 

Quando accade questo fenomeno, infatti, la teca che conserva l'immagine sembra non contenere niente. 

L'immagine diciamo riappare, quando la si può ammira dalle scale laterali  per rendergli omaggio e solo ad una certa distanza, si può cogliere perfettamente la sua fisionomia.

 
 
 

La chiesetta de campagna

Post n°37 pubblicato il 20 Aprile 2013 da fotomagazine

 

 

La chiesetta de campagna

(Trilussa)

 

Benché er curato

ciabbia la pretesa de chiamalla

addirittura la Rotonda 

è ‘na chiesetta piccola; 

‘na chiesa senza nemmanco un marmo o ‘na colonna; 


nun c’è che un Gesù Cristo e ‘na Madonna,
 

cò la làmpena rossa sempre accesa. 

Quanno ch’er sole sbatte

sur cristallo der finestrone,

ariva dritto ar segno 

con un gran razzo impolverato e giallo 

addosso a un san Domenico de legno, 

intasato in un modo accusì indegno 

che fa passà la voja de pregallo. 


Però ‘stò san Domenico, siccome
 

ogni tantino sfodera ‘na grazia, 


ner paese s’è fatto un certo nome:
 

e la gente devota lo ringrazia 

cò l’attaccaje ar muro la disgrazia
 

in un quadro dipinto Dio sa come! 

Ho visto, tra un incendio e un ferimento,
 

una donna che scivola, in cornice; 

c’è scritto: --L’otto aprile novecento,
 

a Francesca Pomponi, stiratrice 

je passò sopra tutto un reggimento…--
 

Ma come sia finita nù lo dice. 

-- Nun po’ crede li voti che maneggio;
 

Me diceva er curato – Nun po’ crede
 

Come tutta ‘sta gente cià più fede 

In lui che ar deputato der colleggio….
 

Perché ‘sto san Domenico cià er preggio
 

de fa qualunque grazzia je se chiede. 

Guardi quanti miracoli, perbacco!
 

Guardi quanti fattacci! E’ sorprendente! 

Er muro è pieno, nun ce sta più gnente...
 

Se ne fa un antro, dove je l’attacco?…-- 

E ricercanno er posto cò la mente
 

se pipava una presa de tabacco. 

Allora, io puro, indegnamente ho chiesta
 

una grazzia e j’ho detto: -- Se so degno,
 

fate che Nina mia sia sempre onesta! –
 

Ma ho visto er San Domenico de legno
 

che ha fatto un movimento cò la testa
 

come pè dimme: -- Sì…ma senza impegno! --
 

 
 
 

Una stilla del Suo latte, bast˛ a santificare questo luogo....

Post n°36 pubblicato il 18 Aprile 2013 da fotomagazine

Entrata al Santuario Grotta del Latte (Betlemme)

La tradizione vuole che in questo luogo, la Santa Famiglia abbia dimorato per un breve tempo o prima della fuga per l'Egitto o anche al suo rientro.

E non solo ma sembrerebbe che, sempre in questo luogo, una stilla del latte che, dal seno di Maria, allattava il Bambino nato, abbia avuto la ventura di santificare il luogo facendolo divenire di color 'latte' nei suoi reconditi spazi. Ci troviamo dinanzi ad un insieme di grotte che, non ci vuole la laurea in geologia per comprenderlo, fanno parte di tutto un complesso che sottosta all'attuale Betlemme e che era la periferia sud del piccolo borgo del tempo di Erode il Grande. Grotte abitate, come era normale in quei tempi, da semplici e poveri; grotte rifugio, di animali e alimenti, grotte riparo da intemperie e strali celesti. Al luogo venerato si accede da uno splendido porticato di pietra intarsiata, artigianato locale dei primi decenni del secolo scorso, con tondi raffiguranti il sonno di Giuseppe dinanzi alla fuga in Egitto imminente, ed ancora la santa Famiglia che cavalca l'asino, fatidico animale in questi luoghi, che porta fuori tiro i Santi protagonisti dalle furiose invettive del Re adirato per la nascita del Re dei Re. Entrando al santaurio, sormontato oggi da una porta in bronzo con motivi mariani, si accede per una lunga scalinata alla grotta sottostante, o meglio ad un insieme di grotte egregiamente, e da pochi anni, restaurate, dagli archeologi della scuola di Archeologia dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, prestigosa istituzione dell'Ordine dei Frati Minori, che da decenni, ormai, con competenza e passione, con sacrificio ed intuizione, scava, restaura, scopre mille siti archelogici. 

In un incavo, scavato nella roccia, a cui accedi per gradini quasi naturali, si può ammirare un quadro della Madonna del Latte - appunto che allatta - quella che nella denominazione francescana viene denominata santa Maria di Gesù, che è particolarmente venerata dalle donne puerpere in attesa, o da chi, sventurosamente non può aver figli e si rivolge alla Vergine per uno sguardo di grazia.

Testimoniano le cronache di questi decenni a venire che numerossimi miracoli ha fatto questa polvere della grotta, che accolta con fede nella casa dei richiedenti porta a felice esito gravidanze impossibili ed apre alla vita grembi infecondi. 

 
 
 

Santino: Beato Giovanni Paolo II

Post n°35 pubblicato il 15 Aprile 2013 da fotomagazine

Preghiera per implorare favori attraverso l'intercessione del Beato

Giovanni Paolo II, papa

"O Trinità Santa,

ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il Beato Giovanni Paolo II

e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d'amore.

Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia e nella materna intercessione di Maria, ci ha dato un'immagine viva di Gesù Buon Pastore e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria quale strada per raggiungere la comunione eterna con Te.

Concedici, per sua intercessione, secondo la tua volontà, la grazia che imploriamo, nella speranza che egli sia presto annoverato nel numero dei tuoi santi".

Amen

 

Con l'approvazione ecclesiastica AGOSTINO CARD. VALLINI 

Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

 
 
 
 
 

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Un blog di: fotomagazine
Data di creazione: 10/12/2012
 

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