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Ernst Junger: Trattato del ribelle


  Ernst Jünger accenna brevemente alla differenza fra la sua visione del bosco, come appare nel Trattato del ribelle, e quella di Heidegger: “No, per me il bosco non è soltanto come per Heidegger il luogo naturale concreto in cui vivono e operano i contadini della Foresta Nera” Certo, è anche una dimensione naturale, ma è soprattutto una metafora per indicare un territorio vergine in cui ritirarsi dalla civiltà ormai segnata dal nichilismo, in cui sottrarsi agli imperativi delle chiese e alle grinfie del Leviatano. Quale altra possibilità può essere data ad uno scrittore per rappresentare il bosco? Ma quale tipo di bosco? In Jünger il bosco richiamato nel testo Trattato del ribelle (più preciso il titolo originale Der Waldgang) richiama l'antica legge germanica. Che cosa può sorgere, al di là del "luogo naturale concreto" dove la filosofia di Heidegger ha potuto accedere alla sua manifestazione, cioè al di là della più completa manifestazione del pensiero antecedente la fine dell'epoca della metafisica? Che cosa può sorgere, se non il luogo del crepuscolo del moderno, la vecchia civiltà greco-latina, con i suoi eroi accattoni? Scrive Jünger: «Socrate chiamava il suo demone questo luogo segreto da dove una voce, che era già al di là delle parole, lo consigliava e lo guidava. Potremmo chiamarlo anche il bosco.»  Il bosco di Heidegger è una dimensione geografica ma culturale, nazionale ma anche razziale. Questo raggruppamento si contrappone alla cultura greco-latina in quanto cultura che potrà comparire nel suo complesso dopo la fine dell'epoca della metafisica. Anche un titolo come Holzwege, "sentieri che errano nella selva", indica un approccio diverso al progetto della filosofia.  La situazione presentata dal Trattato del ribelle è questa: il libro parte da un argomento fondamentale della civiltà nordica: la disposizione giuridica che metteva al bando l'individuo che aveva infranto la legge. Da questa situazione il testo ricava di che girare attorno alla vecchia teoria del soggetto, cioè a ciò che di più antitetico si trova alla civiltà germanica: la civiltà greco-latina. Ma la formula "etzt und Hier" dell'originale non può essere reso, in una traduzione italiana del testo, attraverso il latino Hic et nunc, proprio perché il latino è quanto di meno germanico possa essere pensato. Bisogna vedere nel romanzo poliziesco la forma tipica di degenerazione dell'arte nell'epoca della modernità. Ogni romanzo poliziesco è la manifestazione di un livello diverso di questa degenerazione. Infatti, il romanzo poliziesco, o meglio il gusto per l'intreccio poliziesco che si manifesta nel romanzo, nel cinema, in tutte le forme di intrattenimento, è la strada maestra per quel complesso di forme che si avvia ad essere la piena manifestazione dell'arte degenerata. E tutto questo solo perchè "La lingua tesse la sua opera intorno al silenzio, come l'oasi si stende intorno alla sorgente"