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LA COMUNICAZIONE


L’affermazione che gli Italiani abbiano imparato la “lingua condivisa” per merito della Rai ritengo corrisponda ad una realtà fattuale. Sebbene i dialetti debbano essere considerati alla stregua di “ricchezze culturali” l’utilizzo corretto della nostra lingua, ai nostri giorni, rimane esercizio per pochi.Romani e Napoletani proseguono ad esercitare il diritto di considerarsi al “di sopra” della lingua e quindi in televisione i loro dialetti esondano nel mentre “gli altri” sarebbero accusati di provincialismo se si comportassero nello stesso modo. Se gli insegnanti sono regrediti a livello “Neanderthal” risulta comprensibile il basso livello espressivo delle ultime generazioni. Pretendere che i ragazzi acquisiscano la capacità di elaborare ragionamenti autonomi e quindi di essere “persone senzienti” facendo i conti con questo stato delle cose, risulta assai complicato. Mamma tv ti informa e lo spettatore, non possedendo spirito critico e capacità di analisi, resta pecora sottomessa. I social sono armi ed andrebbero, a mio modesto avviso, maneggiate con attenzione. Sono serviti a svelare la truffa dell’informazione corrotta ed allineata ma rappresentano un ulteriore rischio. Escludere il confronto con chi la pensi diversamente da noi, crea delle “bolle” di consenso, dei cerchi ristretti di condivisione di contenuti che alimentano odio e risentimenti. Personalmente non commento “al volo” le notizie che leggo su “X” (ex twitter) perchè necessito di ulteriori informazioni per poter creare la mia opinione, con un approccio non superficiale. Non annovero tra i miei contatti giornalisti di qualsivoglia sponda. Si tratta di professione morta e sepolta esercitata da disinformatori ignoranti e schierati.