Vi chiederete che ci “azzecca” un meccanico con la filosofia. Continuate a leggere e lo scoprirete …l'altro giorno, era l'ora di pranzo e ancora mi trovavo in giro. Non mi andava di perdere tempo a cucinare qualcosa a casa, avevo fame e non potevo aspettare oltre. Così mi sono fermata al solito bar, dove compro sempre il latte, per mangiarmi un qualcosa. Ha due pregi quel bar: fa dei buonissimi panini, farciti di ogni ben di Dio, e inoltre te li puoi gustare seduto comodamente all'ombra di un grande platano, piantato lì, proprio di fronte al locale. Non era il mio giorno fortunato, però: tutti i tavolini, dopo un sguardo volante, erano occupati. Di mangiare in piedi non se parlava proprio, sconsolata stavo per andarmene via, quando ho sentito un qualcuno chiamarmi:<< Signora Carla !>>, la voce veniva da dietro le mie spalle. Mi sono voltata e ho riconosciuto chi era stato a chiamarmi. Era il meccanico dell'officina dietro casa, dove spesso porto quel catorcio che ho per macchina. <<Venga, se metta seduta qui, io intanto ho quasi finito>> continuava dirmi mentre mi avvicinavo. << Ma non è che disturbo?>>,faccio io. <<Ma ce mancherebbe altro, s'accomodi !>> Rapido arriva il cameriere, e io, ancor più rapida, ordino un bel panino con bresaola e rughetta, e una lattina di CocaCola ben gelata. Intanto il meccanico, che di nome fa Gino, stava all'ultimo boccone del suo panino, ed io, per non disturbarlo, mi apro il giornale che avevo con me e inizio a sfogliarlo. Lui mi guarda, e con la bocca ancora intenta a masticare qualcosa, mi fa:<< Ma signora Carla, ancora legge stì giornali ! Nun fanno artro che parlà de disgrazie, pare come se er male e le sciagure fossero le cose più interessanti ar monno !>> E io rispondo:<< Beh, l'informazione ci deve pure essere; e poi noi tutti siamo in fondo un poco sadici, sembra che la nostra più grande attrazione sia lo scoprire quanto grandi sono i malanni che Dio manda agli altri. Il bene altrui suscita invidia, il male invece compassione, e quest'ultima non è altro che l'inconscio piacere che si prova nel sapere che c'è gente travolta da tragedie ben peggiori di quelle nostre quotidiane. >> << Ah signo', ma lei pé caso fa la filosofa de professione?>> << Macché filosofa !!>> rispondo, e lui riprende :<< ...e poi a proposito dei mali che Dio ce manna....io me chiedo... Dio o vole toglié tutti i mali dalla faccia della tera e nun pò, o po' e nun vole, ...o nun je và e manco pò, oppure vole e po' fallo ! Nun ce sò altre soluzioni, giusto ?>> Me lo guardo stupita, mentre addento il panino appena arrivato, e con la testa faccio cenno di si. Lui, dopo una breve pausa di riflessione, riprende. <<Ora se vole e nun po' è impotente, e nun po' esse, se no nun se chiamerebbe l'Onnipotente. Se invece, po' e nun vole è da invidiosi, e Dio nun po' esse invidioso. Se poi, nun po' e manco je va, è impotente e invidioso tutt' e due insieme, e nun è da Dio. Ce rimane quindi l'ultima ipotesi, che è quella più giusta se volemo continuà a chiamallo Dio, e cioè che se vole po' fa quello che je pare. Allora a stò punto me chiedo: se Dio esiste ed è tutto er bene de stò monno, dando cazzo viè, scusi il termine, tutta sta cattiveria umana? E perché nun fa in modo che stò male sparisca pé sempre da la faccia de la tera ?>> Lo fisso per un attimo sbalordita, poi gli chiedo:<< Ma per caso lei è nato in Grecia e poi è andato a scuola da Epicuro>>. Lui mi guarda alquanto perplesso e poi risponde: << No, sò nato a Roma e ho fatto le medie alla Pirandello. Perché ?>>, ed io << Che lei è di Roma, non si nota affatto !>> e lui :<< Si, si, a lei je va de scherza, ma io coi motori mica ce devo parlà, poi per l'artri se nun me capiscono s'arangiano! La saluto signo', me vado a fa na pennichella prima de riaprì >> Io ricambio il saluto dicendogli:<< No,no, signor Gino, io l'ho capita e pure bene. Qui se c'è un filosofo, è solo che lei ! Grazie di tutto e alla prossima.>>
Il meccanico filosofo
Vi chiederete che ci “azzecca” un meccanico con la filosofia. Continuate a leggere e lo scoprirete …l'altro giorno, era l'ora di pranzo e ancora mi trovavo in giro. Non mi andava di perdere tempo a cucinare qualcosa a casa, avevo fame e non potevo aspettare oltre. Così mi sono fermata al solito bar, dove compro sempre il latte, per mangiarmi un qualcosa. Ha due pregi quel bar: fa dei buonissimi panini, farciti di ogni ben di Dio, e inoltre te li puoi gustare seduto comodamente all'ombra di un grande platano, piantato lì, proprio di fronte al locale. Non era il mio giorno fortunato, però: tutti i tavolini, dopo un sguardo volante, erano occupati. Di mangiare in piedi non se parlava proprio, sconsolata stavo per andarmene via, quando ho sentito un qualcuno chiamarmi:<< Signora Carla !>>, la voce veniva da dietro le mie spalle. Mi sono voltata e ho riconosciuto chi era stato a chiamarmi. Era il meccanico dell'officina dietro casa, dove spesso porto quel catorcio che ho per macchina. <<Venga, se metta seduta qui, io intanto ho quasi finito>> continuava dirmi mentre mi avvicinavo. << Ma non è che disturbo?>>,faccio io. <<Ma ce mancherebbe altro, s'accomodi !>> Rapido arriva il cameriere, e io, ancor più rapida, ordino un bel panino con bresaola e rughetta, e una lattina di CocaCola ben gelata. Intanto il meccanico, che di nome fa Gino, stava all'ultimo boccone del suo panino, ed io, per non disturbarlo, mi apro il giornale che avevo con me e inizio a sfogliarlo. Lui mi guarda, e con la bocca ancora intenta a masticare qualcosa, mi fa:<< Ma signora Carla, ancora legge stì giornali ! Nun fanno artro che parlà de disgrazie, pare come se er male e le sciagure fossero le cose più interessanti ar monno !>> E io rispondo:<< Beh, l'informazione ci deve pure essere; e poi noi tutti siamo in fondo un poco sadici, sembra che la nostra più grande attrazione sia lo scoprire quanto grandi sono i malanni che Dio manda agli altri. Il bene altrui suscita invidia, il male invece compassione, e quest'ultima non è altro che l'inconscio piacere che si prova nel sapere che c'è gente travolta da tragedie ben peggiori di quelle nostre quotidiane. >> << Ah signo', ma lei pé caso fa la filosofa de professione?>> << Macché filosofa !!>> rispondo, e lui riprende :<< ...e poi a proposito dei mali che Dio ce manna....io me chiedo... Dio o vole toglié tutti i mali dalla faccia della tera e nun pò, o po' e nun vole, ...o nun je và e manco pò, oppure vole e po' fallo ! Nun ce sò altre soluzioni, giusto ?>> Me lo guardo stupita, mentre addento il panino appena arrivato, e con la testa faccio cenno di si. Lui, dopo una breve pausa di riflessione, riprende. <<Ora se vole e nun po' è impotente, e nun po' esse, se no nun se chiamerebbe l'Onnipotente. Se invece, po' e nun vole è da invidiosi, e Dio nun po' esse invidioso. Se poi, nun po' e manco je va, è impotente e invidioso tutt' e due insieme, e nun è da Dio. Ce rimane quindi l'ultima ipotesi, che è quella più giusta se volemo continuà a chiamallo Dio, e cioè che se vole po' fa quello che je pare. Allora a stò punto me chiedo: se Dio esiste ed è tutto er bene de stò monno, dando cazzo viè, scusi il termine, tutta sta cattiveria umana? E perché nun fa in modo che stò male sparisca pé sempre da la faccia de la tera ?>> Lo fisso per un attimo sbalordita, poi gli chiedo:<< Ma per caso lei è nato in Grecia e poi è andato a scuola da Epicuro>>. Lui mi guarda alquanto perplesso e poi risponde: << No, sò nato a Roma e ho fatto le medie alla Pirandello. Perché ?>>, ed io << Che lei è di Roma, non si nota affatto !>> e lui :<< Si, si, a lei je va de scherza, ma io coi motori mica ce devo parlà, poi per l'artri se nun me capiscono s'arangiano! La saluto signo', me vado a fa na pennichella prima de riaprì >> Io ricambio il saluto dicendogli:<< No,no, signor Gino, io l'ho capita e pure bene. Qui se c'è un filosofo, è solo che lei ! Grazie di tutto e alla prossima.>>