Questa è la risposta che ti darebbero buona parte dei superstiziosi di questo mondo, alla domanda : <<Tu sei superstizioso?>>. Pensandoci sopra, mi sembra la stessa conclusione tratta nella “Scommessa di Pascal”. Ora, considerato il fatto che nel caso di Pascal l'argomento era la fede, voglio premettere che non rientra nelle mie intenzioni paragonare la superstizione alla fede in Dio; ho preso la “Scommessa di Pascal” come esempio solo per farvi notare l'analogia che esiste, fra le due credenze, nel trarre le proprie conclusioni. Mai, e poi mai, mi azzarderei ad alzare un polverone del genere : ognuno è libero di credere in quello che vuole e questa libertà di opinione deve essere, sempre e comunque, rispettata . Ora veniamo alla “scommessa”: Blaise Pascal, grande matematico francese, sosteneva che, per quanto possa essere grande la probabilità che Dio non esista, ancora più grande sarebbe la perdita se si scommettesse che non esiste e si sbagliasse. E' meglio credere, perché se si crede e risulta che Dio esiste, si guadagna la beatitudine eterna, mentre se Dio non esiste non si perde niente. Se viceversa non si crede e risulta che Dio esiste, si incappa nella dannazione eterna, mentre se non esiste non si perde nulla . All'apparenza, la decisione è facilissima: conviene credere.
Non è vero, ma... in fondo ci credo !
Questa è la risposta che ti darebbero buona parte dei superstiziosi di questo mondo, alla domanda : <<Tu sei superstizioso?>>. Pensandoci sopra, mi sembra la stessa conclusione tratta nella “Scommessa di Pascal”. Ora, considerato il fatto che nel caso di Pascal l'argomento era la fede, voglio premettere che non rientra nelle mie intenzioni paragonare la superstizione alla fede in Dio; ho preso la “Scommessa di Pascal” come esempio solo per farvi notare l'analogia che esiste, fra le due credenze, nel trarre le proprie conclusioni. Mai, e poi mai, mi azzarderei ad alzare un polverone del genere : ognuno è libero di credere in quello che vuole e questa libertà di opinione deve essere, sempre e comunque, rispettata . Ora veniamo alla “scommessa”: Blaise Pascal, grande matematico francese, sosteneva che, per quanto possa essere grande la probabilità che Dio non esista, ancora più grande sarebbe la perdita se si scommettesse che non esiste e si sbagliasse. E' meglio credere, perché se si crede e risulta che Dio esiste, si guadagna la beatitudine eterna, mentre se Dio non esiste non si perde niente. Se viceversa non si crede e risulta che Dio esiste, si incappa nella dannazione eterna, mentre se non esiste non si perde nulla . All'apparenza, la decisione è facilissima: conviene credere.