Ecco alcuni passi del libro di Eco. –che l’autore non se ne dispiaccia-.
[…] “In parte si tratta di un cumulo di sciocchezze. Per cominciare se si divide la base esatta della piramide per il doppio esatto dell’altezza, calcolando anche i decimali, non si ha il numero p bensì 3,1417254. Piccola differenza, ma conta. […]Tuttavia, fra tante sciocchezze ci sono anche inoppugnabili verità.” […] ci mostrò lontano,…, un chioschetto di legno, dove si vendevano presumibilmente i biglietti della lotteria di Merano. “Signori,” disse, “ invito loro ad andare a misurare quel chiosco. Vedranno che la lunghezza del ripiano è di 149 centimetri, vale a dire un centomiliardesimo della distanza Terra-Sole. L’altezza posteriore divisa per la larghezza della finestra fa 176/56=3,14. L’altezza anteriore è di 19 decimetri e cioè pari al numero di anni del ciclo lunare greco. La somma delle altezze dei due spigoli anteriori e dei due spigoli posteriori fa 190x2+176x2=732, che è la data della vittoria di Poitiers. Lo stesso ripiano è di 3,10 centimetri e la larghezza della cornice della finestra di 8,8 centimetri. Sostituendo ai numeri interi la corrispondente lettera dell’alfabeto avremo C10H8, che è la formula della naftalina.” […]… mi accorgevo che Renato Cartesio faceva R.C., e che con troppa energia aveva cercato e poi negato di aver trovato i Rosa-Croce. Perché tanta ossessione del Metodo? […] E chi aveva celebrato la magia del gotico? Rènè de Chateaubriand. E chi aveva scritto, ai tempi di Bacone, Steps to the Temple? Richard Crashaw. E allora Ranieri de’ Calzabili, Renè Char, Raymond Chandler? E Rick di Casablanca? […]