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La preghiera in famiglia è possibile


La testimonianzaAlla luce di questo fondamento è bene indicare alcune linee concrete di comportamento. Fino a un po’ di anni fa, si conosceva un modello familiare in cui la preghiera al suo interno era qualche cosa di normale, con i suoi ritmi e i suoi momenti: prima e dopo i pasti; l’«angelus», il rosario al tramonto, le preghiere del mattino e della sera. In generale, era la madre quella che si occupava di assicurare e guidare questo vissuto religioso.La vita del nucleo familiare è cambiata profondamente; tutto è diventato più difficile; e, a poco a poco, abbiamo abbandonato la preghiera in famiglia e quella individuale. Purtroppo, in molte delle nostre famiglie ormai non si prega più. Abbiamo abbandonato tutto quello che si faceva in passato e non lo abbiamo sostituito con nulla. E incominciano le nostre giustificazioni: ci sentiamo imbarazzati a proporre la preghiera in famiglia; essa pare qualche cosa di forzato, artificiale, non ci esce dal di dentro; i figli sono troppo piccoli o troppo grandi; non siamo tutti d’accordo; è difficile trovare il momento in cui ci siamo tutti.Senza dubbio, la preghiera in famiglia oggi è possibile. Dobbiamo trovare nuovi modi e uno stile nuovo per condividere la fede e pregare.Il primo passo deve muoverlo la coppia apprendendo a pregare insieme, come si è sottolineato nel fondamento teologico. Fra sposi credenti, più o meno praticanti, ci sono, al giorno d’oggi, molti condizionamenti o falsi pudori che bisogna superare. Una preghiera in coppia, semplice, normale, senza ulteriori complicazioni, fa bene alla coppia credente ed è la base per assicurare la preghiera nei figli.