Il mio blog

Il viaggio continua


La sosta portò giovamento solo ai membri dello squadrone. Elo e Brado erano rimasti in silenzio per tutto il tempo seduti l’uno accanto all’altra. Aurelio si alzò e sistematosi il suo mantello fece cenno a Frago che la marcia poteva riprendere. Dopodichè tutti si alzarono; c’era chi borbottava, chi rideva e chi semplicemente parlava di imprese vissute. La giornata era splendida, calda ed il sole li aveva accompagnati per tutto il tempo e avrebbe continuato a farlo fino a sera. Valerio montò sul cavallo che accarezzò poiché notò in lui del nervosismo poi si voltò un paio di volte e guardò in direzione della selva posta ai fianchi della strada. Osservò attentamente se vi fosse qualcuno nascosto tra la vegetazione, ma non vide nessuno allora si tranquillizzò. Aurelio vedendo quella scena gli chiese se tutto fosse a posto. Valerio rispose che lo era. I primi cavalieri si misero in marcia. Poi via via tutto lo squadrone li seguì. Elo e Brado si alzarono prima che qualcuno glielo ordinasse non volevano farsi prendere a calci per nulla. Infatti dietro di loro si avvicinarono dei guerrieri che rimasero sbalorditi nel vedere che i loro prigionieri erano già pronti per la marcia. Elo guardava Brado. I due rimasero ancora in silenzio. La situazione non migliorava. Intorno a loro gli unici rumori erano gli zoccoli dei cavalli sui lastroni della strada militare e il cinguettio di qualche uccellino in lontananza. Il resto degli animali fuggiva o rimaneva impietrito al passaggio di questa massa imponente di uomini e animali. Una bava di vento fece muovere le cime degli alberi. Valerio non era tranquillo. Si voltava continuamente. Aurelio, che gli cavalcava accanto, gli chiese di nuovo cosa avesse a quel punto Valerio gli disse:” Ho la sensazione che qualcuno ci stia seguendo! Non so chi possa essere o quanti siano però sento che qualcuno ci stà seguendo ed osservando!” Aurelio da buon veterano chiamò a se Frago e gli spiegò la situazione. Questi si allontanò verso due guerrieri poco distanti. Gli stessi, appresi gli ordini, si distaccarono e scomparvero tra la vegetazione. Altri guerrieri, visto il movimento dei loro compagni si misero all’erta e passarono voce. Anche Elo e Brado si erano accorti di quanto stava succedendo. Elo guardò il suo compagno e disse sottovoce:”Credo che stia per succedere qualcosa! Ho visto degli uccelli alzarsi in lontananza per poi volare alti nel cielo senza emettere nessun verso. Tutto è molto strano. Forse è l’occasione che stiamo aspettando. Se ci sarà un attacco da parte, magari, di Elvezi ci crederanno loro compagni e potrebbero liberarci. Non so come, ma potrebbe andare così.” Brado la guardò sconsolato. “Non credo che accada quello che hai appena detto, ma qualunque cosa succeda sarò pronto. Stai tranquilla!” E si voltarono anche loro verso la vegetazione. Brienzo, intanto, guardò Frago che con un movimento degli occhi gli fece capire la situazione. Allora lentamente tolse il laccio che teneva ferma la spada. Lo squadrone si fece più compatto. Tutti attendevano il rientro in formazione dei loro compagni, ma questi non tornavano. Il panico cominciava a serpeggiare tra i più giovani. Aurelio disse a Valerlo:”Forse il tuo intuito non era sbagliato i guerrieri che Frago ha inviato in perlustrazione non sono tornati, prepariamoci al peggio. Forse alcuni esploratori Elvezi sono nelle vicinanze!” E si voltò sulla sella per incrociare lo sguardo di Frago. Ma questi era intento ad osservare i suoi uomini.