Il sole era alto nel cielo. La marcia proseguiva. I guerrieri erano stanchi. Anche i loro ufficiali lo erano e per questo stavano valutando se fare una sosta. Frago si avvicinò al centurione più anziano e gli riferì che una staffetta aveva avvistato un ruscello più avanti. Sarebbe stata una buona occasione per poter fare una sosta e bere un pò d'acqua fresca da poter placare l'arsura di quella giornata torrida. Aurelio acconsetì a proseguire ancora fino al torrente, ma invitò Frago a far circolare la voce che l'acqua era vicina. Non voleva innervosire i galli. Erano alleati, ma pur sempre irascibili verso la disciplina e le armi di Roma.Elo aveva le gambe molli. Brado la sostenne come poteva con poche parole dette sottovoce e anche con qualche ancata data al suo fianco sinistro in modo da poterla svegliare. Anche lui era esausto, ma il suo amore era più forte di qualunque esercito.La strada militare, lastricata a dovere, non era motivo di stanchezza, ma il corpo aveva troppe ore di cammino per poter aver ancora la forza per proseguire. La vegetazione intorno a loro cambiava di minuti in minuti. Ora fitta, ora rada. In lontananza si sentiva qualche boscaiolo al lavoro. I colpi di ascia erano ben distinti. Se ne contavano almeno sei. I guerrieri erano allerta. Dopo quello che era successo poche ore prima non volevo avere brutte sorprese. Quella regione era in guerra. Non avrebbero dovuto esserci nessun tipo di bifolchi. Ma era anche vero che molti non avevano abbandonato le loro case. Alle riunioni dei capi clan e capi villaggi si erano sentite varie voci. C'è chi era terrorizzato all'idea di quella massa in movimento qualcune fosse e c'è chi era invece convinto che con la scusa di poter essere d'aiuto alla causa sarebbe rimasto nella propria casa a lavovare per poter dare un contributo concreto alla conquista di nuovi territori ad opera del nuovo Console di Roma Caio Giulio Cesare.
Caldo infernale
Il sole era alto nel cielo. La marcia proseguiva. I guerrieri erano stanchi. Anche i loro ufficiali lo erano e per questo stavano valutando se fare una sosta. Frago si avvicinò al centurione più anziano e gli riferì che una staffetta aveva avvistato un ruscello più avanti. Sarebbe stata una buona occasione per poter fare una sosta e bere un pò d'acqua fresca da poter placare l'arsura di quella giornata torrida. Aurelio acconsetì a proseguire ancora fino al torrente, ma invitò Frago a far circolare la voce che l'acqua era vicina. Non voleva innervosire i galli. Erano alleati, ma pur sempre irascibili verso la disciplina e le armi di Roma.Elo aveva le gambe molli. Brado la sostenne come poteva con poche parole dette sottovoce e anche con qualche ancata data al suo fianco sinistro in modo da poterla svegliare. Anche lui era esausto, ma il suo amore era più forte di qualunque esercito.La strada militare, lastricata a dovere, non era motivo di stanchezza, ma il corpo aveva troppe ore di cammino per poter aver ancora la forza per proseguire. La vegetazione intorno a loro cambiava di minuti in minuti. Ora fitta, ora rada. In lontananza si sentiva qualche boscaiolo al lavoro. I colpi di ascia erano ben distinti. Se ne contavano almeno sei. I guerrieri erano allerta. Dopo quello che era successo poche ore prima non volevo avere brutte sorprese. Quella regione era in guerra. Non avrebbero dovuto esserci nessun tipo di bifolchi. Ma era anche vero che molti non avevano abbandonato le loro case. Alle riunioni dei capi clan e capi villaggi si erano sentite varie voci. C'è chi era terrorizzato all'idea di quella massa in movimento qualcune fosse e c'è chi era invece convinto che con la scusa di poter essere d'aiuto alla causa sarebbe rimasto nella propria casa a lavovare per poter dare un contributo concreto alla conquista di nuovi territori ad opera del nuovo Console di Roma Caio Giulio Cesare.